Editoriali / L'opinione

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Le trappole nascoste dietro la modifica dell'art. 81 Cost.

Il governo Monti prepara il commissariamento delle Regioni


Il governo Monti prepara il commissariamento delle Regioni
03/10/2012, 14:14

In Parlamento è stato presentato dal governo un disegno di legge costituzionale, che definire letale per la democrazia in Italia è un semplice eufemismo. 
La norma prevede che non ci sarà solo un bilancio dello STato, ma anche un bilancio consolidato, che prevede quindi l'unione dei bilancio di Regioni, Province e Comuni. Prevede inoltre l'assunzione di molti più poteri di controllo e di sanzione da parte della Corte dei Conti; il divieto di indebitamento degli enti locali, salvo che in caso di investimento e comunque con un piano di ammortamento ben preciso; inoltre verrà costituito un "Fondo di ammortamento dei titoli di debito pubblico", a cui dovranno partecipare le Regioni e gli altri enti pubblici. 
Ora, finchè si parla di maggiori controlli della Corte dei Conti e di divieto di indebitarsi, va ancora bene. Si tratta di principi di sana amministrazione pubblica che già dovrebbero essere praticati dagli enti pubblici.
Il punto è quell'ultimo, il fondo di ammortamento. Che significa? Semplice, che ogni anno tutti gli enti locali dovranno mettere in un apposito fondo una certa quantità dei denaro (non è specificato quanto) che servirà ad impedire nuove emissioni di titoli di Stato. Ma quali soldi metteranno? I trasferimenti da parte dello Stato sicuramente no: negli ultimi 10 anni i governi Berlusconi prima e il governo Monti adesso hanno applicato tali tagli ai trasferimenti verso gli enti locali, che il quantitativo è insignificante per i cittadini del sud e insufficiente per quelli del nord. Di conseguenza le uniche risorse a disposizione di comuni, province e regioni, sono le tasse locali, che aumenteranno notevolmente. Per poi fare che cosa? Regalare questi soldi a chi compra titoli di Stato? Ma perchè non usare per questa faccenda i soldi che vengono evasi regolarmente ogni anno da industriali, banche, assicurazioni, e così via? Sarebbe la cosa più intelligente da fare, anzichè delegare le regioni e i comuni a massacrare di tasse i cittadini che già pagano onestamente le tasse. 
Invece, è stato deciso di far pagare i poveri cristi. Una scelta che deprimerà ancora di più la crescita del Pil nazionale, che farà diminuire la domanda interna e aumenterà il debito pubblico. Ma soprattutto una scelta che permetterà di commissariare indirettamente le Regioni. Infatti, togliendo soldi alle Regioni e agli enti locali, considerando il divieto ad indebitarsi, non resta spazio di movimento. I politici ovviamente continueranno ad impossessarsi dei soldi pubblici, e quindi non resterà nulla per i servizi essenziali di competenza regionale, provinciale e comunale. Quindi niente asili, niente scuole dalle elementari al liceo, niente sanità pubblica (o comunque, se non proprio azzerati, questi servizi diventeranno carissimi o scompariranno). E poichè a controllare i bilanci, anche a livello preventivo, sarà la Corte dei Conti, saranno i magistrati contabili a decidere la politica dei Comuni, delle Province o delle Regioni. E i primi a cadere saranno gli enti locali del sud che - vuoi per l'incuria media degli amministratori, che raramente fanno il loro dovere onestamente; vuoi per la ridotta misura dei trasferimenti che spetta ai cittadini del sud rispetto a quelli del nord - sono già adesso tutti in una condizione finanziaria disastrosa. Ma poi toccherà anche a quelli del nord, man mano che verranno sottratti soldi per gettarli nel calderone del fondo di ammortamento. 
 E alla fine, cosa ci troveremo? Molti stanno dicendo che il governo che verrà eletto nel 2013, qualunque esso sia, non avrà margini di movimento, dovrà seguire per forza le indicazioni della Bce. Beh, non è detto che sarà così, perchè ci sono margini di azione. Ma con questa modifica costituzionale, le Regioni, i Comuni e le Province dovranno sottostare a qualsiasi ordine del governo, che in cambio magari gli dà qualcosa di soldi per fare qualcosa a favore dei propri cittadini; per chi risponde di no, niente soldi extra, ma tante grane, tante sanzioni e un fortissimo scontento dei cittadini. E quando una giunta comunale, provinciale o regionale non starà bene al governo, una sforbiciatina ai trasferimenti e si è certi di cambiare l'orientamento politico di quella giunta. E' questo che si vuole? E' questo che i cittadini chiedono? C'è da dubitarne. 

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di Antonio Rispoli
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