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Un semplice fenomeno fisico scambiato per miracolo

Il miracolo di San Gennaro, esempio di credulità popolare


Il miracolo di San Gennaro, esempio di credulità popolare
08/09/2012, 13:57

Mancano pochi giorni ad un avvenimento che coinvolge molti napoletani: lo scioglimento del sangue di San Gennaro. Si tratta di un miracolo che avviene tre volte l'anno: il cardinale prende una teca accuratamente sigillata e all'interno della quale c'è - secondo la tradizione - il sangue del Santo raccolto al momento della decapitazione, comincia a scuoterla e a girarla da tutti i lati, finchè diventa alquanto liquida. E tutti a festeggiare, dato che la tradizione vuole che Napoli venga investita da calamità, se il sangue non si scioglie. 
Ma è veramente qualcopsa di miracoloso? Esaminiamo iun attimo la storia della reliquia. San Gennaro viene decapitato nel 305 d.C. alla solfatara di Pozzuoli, ma non ci sono cronache della raccolta di sangue. La reliquia compare per la prima volta nel 1389, periodo in cui c'era un vero e proprio mercato di reliquie, per lo più false. Le cronache sono discordanti: alcune fanno capire che era la prima volta che veniva esposta; altre fanno capire che invece era un'abitudine, anche se recente (meno di 10 anni). In ogni caso, da allora c'è questa tradizione che, col Concilio Vaticano II, è stata fiossata in tre date: la prima domenica di maggio, il 19 settembre - data in cui si ricorda San Gennaro - e il 16 dicembre. 
Tecnicamente, abbiamo un fenomeno che la scienza conosce benissimo: la tissotropia o tixotropia. SI tratta di quel fenomeno per cui un materiale cambia stato dietro semplici sollecitazioni meccaniche (come per esempio il continuo scuotere e ruotare la teca che fa il cardinale). Il punto è: nel caso specifico abbiamo del miracoloso o è un qualcosa che si poteva fare con i materiali in uso nel 1300? Tre esperti del CICAP (Comitato italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) hanno dimostrato che è riproducibile. Luigi Garlaschelli, Franco Ramaccini e Sergio Della Scala hanno ottenuto un liquido simile al sangue e con caratteristiche tixotropiche unendo la molisite (un materiale molto diffuso sul Vesuvio e in tutte le zone vulcaniche, ricco di cloruro ferrico), gusci di uovo (ricchi di carbonato di calcio), sale da cucina e acqua. Chi crede nel miracolo ha contestato che il prodotto così ottenuto mantiene le sue proprietà solo per due anni; ma d'altronde nessuno ha mai provato a prendere quel prodotto e a chiuderlo in un contenitore a completa tenuta stagna e a tenerlo lontano dalla luce del sole (anche quando la teca viene tirata fuori dalla cassaforte in cui sta per 350 giorni all'anno, comunque resta nell'ambiente interno al Duomo, dove l'illuminazione è abbastanza soffusa e i raggi solari non arrivano direttamente).
 Servirebbe un controllo sul liquido, che però non viene permesso dalla Curia. Venne fatto agli inizi del 1900 una verifica con uno spettrografo, cioè un apparecchio che individua le sostanze di cui è composto un materiale, sfruttando la maggiore o minore rifrazione che viene effettuata dalla luce che l'attraversa. Il risultato fu che il liquido fosse sangue e conteneva ossiemoglobina (cioè emoglobina ricca di ossigeno, che si trova normalmente nel sangue umano), ma l'analisi venne fatta con uno strumento antiquato, che si prestava a numerose interpretazioni. Esami con strumentio più modernio invece non sono permessi. 
In più nel 2006 uscì un articolo in cui il dipartimento di Biologia Molecolare dell'università Federico II di Napoli affermavca che quello che era nella teca era sangue; ma anche che il sangue di chiunque, conservato in particolari condizioni, mantiene quella capacità tixotropica che ha il liquido contenuto nella teca. 
Discorso chiuso? Con le reliquie religiose non lo è mai. Dato che non vengono permesse analisi, se non a scienziati fortemente legati ad istituzioni religiose, i risultati scientifici sono per lo più incerti e deduttivi, e quindi facilmnente contestabili con la semplice frase: "non hai dimostrato che la reliquia è falsa". Non vale solo per il sangue di San Gennaro, ma per esempio anche per la Sacra Sindone, la cui datazione al carbonio 14 - molto contestata - la colloca anche questa nel tardo Medioevo. Anche se in teoria dovrebbe essere chi sostiene che si tratta di reliquie religiose che dovrebbe dimostrare che sono vere. Ma si sa, in Italia basta che hai una tonaca addosso e puoi dire quello che vuoi, essendo sicuro che venga preso per oro colato. Anche quando è palesemente falso. 

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di Antonio Rispoli
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