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Il Movimento 5 Stelle e le sue regole incostituzionali


Il Movimento 5 Stelle e le sue regole incostituzionali
01/12/2012, 14:40

Quando è che una regola privata viola la Costituzione? Quando lo fa espressamente o quando la viola indirettamente? 
La domanda non è retorica, se si legge il "Codice di comportamento eletti del Movimento 5 Stelle in Parlamento". Ci sono alcuni punti che, presi singolarmente possono anche essere condivisibili; ma nel suo complesso non lo sono, perchè violano la Costituzione.
Il primo punto è laddove dice: "Lo strumento ufficiale per la divulgazione delle informazioni e la partecipazione dei cittadini è il sito movimento5stelle.it". Ma io giornalista non ho il diritto di chiedere specificazioni o chiarimenti? E' chiaro, questo problema oggi quasi non si pone, perchè praticamente tutti coloro che intervistano i politici non chiedono nè specificazioni nè chiarimenti, nè altro. Fanno solo i portaveline. E la stessa cosa sarà a questo punto con i "grillini", dato che non si possono fare domande ad un sito Internet. 
Allora come giornalista, vado ad intervistare il singolo parlamentare (chiamandolo "cittadino", specifica il Codice di comportamento, come durante la Rivoluzione Francese)? Non si può, dato che viene scritto ai candidati di evitare le partecipazioni  in TV. Al massimo potrò guardare Youtube. Infatti c'è scritto che le "votazioni parlamentari motivate e spiegate giornalmente con un video pubblicato sul canale YouTube del MoVimento 5 Stelle". E questo è un altro mezzo che impedisce la comunicazione: il giornalista che fa una domanda si sente rispondere di andare a vedere il video o di andare sul sito, e così cessano le interviste. Come succede oggi con il programma del Movimento 5 Stelle: ben pochi dei candidati lo conoscono, ma tutti dicono di andare a leggerlo sul sito. E se anche rispondi: "Sì, l'ho letto", loro ti dicono che ci sono tutte le risposte. Peccato che in quel programma tutto c'è tranne la chiarezza. Giusto per fare un singolo esempio: come coniughi la necessita di avere più energia dalle centrali elettrotermiche (cioè quelle che producono elettricità bruciando qualcosa) con la necessità di inquinare di meno? Ovviamente più bruci, più produci anidride carbonica e monossido di carbonio (come minimo). 
E la cosa diventa più interessante quando si arriva ai soldi. Il Codice dice: "L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo". Ma attualmente lo stipendio dei parlamentari, al netto di tutte le voci sopraelencate, è sui 10 mila euro lordi. E il resto dove va? Come lo si "restituisce allo Stato"? E lo fa singolarmente ogni singolo parlamentare? Ho letto un articolo (che non ho avuto modo di verificare, a dire il vero), dove si specifica che nell'accordo che il candidato del Movimento 5 Stelle si impegna a firmare è previsto il versamento dei soldi ricevuti su due conti correnti: uno, dove vanno i 5000 euro lordi, gestito privatamente dal candidato; l'altro intestato al candidato ma gestito da Grillo e Casaleggio. Di per sè, non è diverso da quello che succede negli altri partiti: il deputato o il senatore versa al partito una certa quota del proprio stipendio. Ma lo fanno senza far arricchire le banche con i costi di un conto corrente extra per deputato. ANche perchè, con gli stipendi attuali, questo significa che ogni deputato o senatore verserà a Grillo e Casaleggio sui 2500 euro netti al mese, circa 40 mila euro all'anno (compresi i bonus previsti come stipendio). Grillo, con il 20% dei voti, potrebbe avere sui 150 deputati ed una settantina di senatori. Questo significa per Grillo e Casaleggio gestire almeno una decina di milioni l'anno. Sarà interessante vedere come lo faranno. 
Resta un'ultima voce: i rimborsi elettorali, nonchè i contributi da destinarsi agli scopi istituzionali riferiti all'attività parlamentare, e alle “funzioni di studio, editoria e comunicazione ad essa ricollegabili”. I rimborsi elettorali vengono accreditati in automatico sul conto corrente fornito da ciacun partito, come i suddetti contributi. Quindi non si possono rifiutare, ma solo gestire. E a gestirli sarà un comitato, nominato dallo stesso Grillo, e che dovrà rispondere solo a lui.
Ora, lasciamo perdere il come li gestiranno; li possono anche gestire nel migliore dei modi. Ma facciamo un po' di somme. Il signor Mario Rossi decide di candidarsi per il Movimento 5 Stelle, risulta eletto nelle primarie on line che stanno facendo e poi eletto in Parlamento. QUindi firma l'accordo e tutto il resto. Ma non ha la gestione del proprio stipendio, non sa cosa il Movimento 5 Stelle utilizza i soldi, non può parlare con i giornalisti, non può andare in TV. E', a tutti gli effetti, una non persona, all'interno del Parlamento. Oh, certo, si farà anche lui il suo ciclo di tre mesi come capogruppo o vicecapogruppo, ma anche per questo, nessuno si ricorderà del suo nome o di cosa ha fatto. 
E se decidesse di andarsene dal Movimento, perchè magari è stufo di questa situazione? Non cambia nulla: continuerà a dare metà del suo stipendio a M5S, secondo l'accordo; continuerà a non gestire i soldi, ecc. A questo punto, mettendo insieme tutti i pezzi, una domanda nasce spontanea: dove va a finire la Costituzione, quando dice che il deputato è eletto senza vincoli di mandato? Io qui di vincoli ne vedo tantissimi. 
E ne vedo ancor di più leggendo, sempre nel Codice di comportamento, che "i gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle non dovranno associarsi con altri partiti o coalizioni o gruppi se non per votazioni su punti condivisi". Ma non dovrebbero essere i parlamentari a decidere? Negli altri partiti è così, non decidono persone esterne ai candidati, come fa Grillo. 
Insomma, chi si fa eleggere, potrà ben dire di farlo per mettersi al servizio dei cittadini: dopo le due legislature (il massimo che può fare), nessuno si ricorderà di lui (cosa che gli impedirà di presentarsi per altri partiti), sicuramente non si sarà arricchito, e comunque nessuno avrà mai votato per lui. Perchè queste regole sono attentamente studiate. Sono una rete tesa attorno ai cittadini affinchè loro siano dei fantasmi. La gente non andrà mai a votare per il candidato Mario Rossi, del Movimento 5 Stelle; ma voterà per Beppe Grillo, padre-padrone del Movimento 5 Stelle, il quale non si presenta, ma manda avanti centinaia di persone che lentamente e faticasamente fanno il loro "mestiere politico", i cui incassi vanno alla Casaleggio Associati. 
E se il Movimento 5 Stelle dovesse avere la maggioranza, avremo raggiunto anche un altro record mondiale: saremmo il primo Paese ad essere governato da un'azienda privata. 

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di Antonio Rispoli
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