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Il Movimento 5 Stelle: un partito che guarda indietro?


Il Movimento 5 Stelle: un partito che guarda indietro?
14/02/2013, 18:00

C'è stato un episodio pessimo, ieri, che dà la misura, se ben esaminato in tutti i suoi aspetti, di cosa sia veramente il Movimento 5 Stelle. 
L'episodio è quello di Mira, in provincia di Venezia. Si tratta di un Comune conquistato dal Movimento 5 Stelle e guidato da Alvise Maniero. E Maniero ha deciso di allontanare dalla carica di assessore Roberta Agnoletto, incinta al settimo mese. E qui cominciano i punti dolenti. Infatti inizialmente le dichiarazioni di Agnoletto erano di stupore per la decisione del sindaco, considerata imprevedibile, e di ringraziamento per chi le era stata vicino. Poi diverse ore dopo che la notizia era stata resa pubblica, sul sito di Beppe Grillo compare una dichiarazione del sindaco di Mira che dice che in sostanza c'è necessità di cambiare la Giunta perchè loro hanno deciso di stare sempre  sotto esame, ecc. Tuttavia senza entrare nello specifico del perchè l'assessore sia stato espulso dalla giunta (ha ricevuto la lettera di ritiro delle deleghe con decorrenza 30 marzo). 
Nel frattempo, gli influencers di Grillo & Casaleggio si scatenavano: diverse persone commentavano la notizia, sui vari siti di news, ripetendo ossessivamente lo stesso messaggio: è stata espulsa perchè non era presente al lavoro della Giunta; qualcuno ha aggiunto che non era presente perchè stava in Tribunale a fare il suo lavoro di avvocato. Naturalmente le stesse frasi, con le stesse parole venivano riprese dai grillini, che intensificavano il messaggio della "Agnoletto scansafatiche e parassita". Ovviamente non sempre sono stati usati questi termini, ma il concetto era quello: una donna che era assessore ma per capriccio, pigrizia o altro non svolgeva i suoi compiti pubblici. 
Questi i fatti finora accertati. Passiamo all'esame. Il primo è il funzionamento vero del Movimento 5 Stelle. Che non è nello Tsunami Tour o nelle piazze davanti a cui Grillo si esibisce, ma nella Rete. Una rete saldamente controllata grazie ad un gruppo molto attivo e numeroso di influencers, cioè persone che sono esperte di discussioni su Internet, hanno un grande seguito e sanno come intervenire in un discorso per svilirlo, deviare dall'argomento principale o al contrario, rafforzarlo. Ma questi sono solo i generali di un esercito di soldati, che mi ricordano l'Armata Rossa: soldati assolutamente incapaci di iniziativa, che fanno una o due semplici cose e solo quelle. Ma compensano questa loro incapacità con la forza della massa e la violenza dell'impatto. E così ho potuto assistere in molti casi a persone che si trovavano di fronte due, tre, quattro, cinque grillini che lo aggredivano, ripetendo sempre le stesse frasi. E' chiaro che in queste situazioni molti alzano le mani, non sono preparati ad una simile aggressione verbale. E poi come fai a discutere con uno che ripete sempre, ossessivamente e compulsivamente la stessa cosa, senza ascoltare? E' la versione Internet di quello che si vede in Tv nei talk show, quando l'esponente del Pdl o della Lega (sono soprattutto loro a farlo) spara una bestialità e poi, quando l'altro apre la bocca per parlare, riprende a parlare per impedire che gli ascoltatori capiscano alcunchè. 
E qui veniamo al secondo punto. Sintetizziamo al massimo: Tizio scrive una notizia scomoda (oppure si limita a diffonderla), scatta l'ordine e si scatena un attacco. Se anzichè parlare di Facebook e di Internet parlassimo della vita reale, questo si chiamerebbe squadrismo. Era così che agivano le Camicie Nere durante il Fascismo. Certo, all'epoca erano manganellate e olio di ricino, quando non pistolettate; oggi al massimo sono insulti e diffamazione via Internet. Tuttavia lo schema base è lo stesso. 
 Infine c'è un terzo punto: l'attacco fatto all'assessore in quanto donna incinta. Insomma, le è stato detto (ed è stato detto a tutte le donne del Movimento 5 Stelle) che deve scegliere se essere politico o essere donna. O, se si vuole, tra la carriera e la famiglia. ALlora, un domani che M5S dovesse vincere le elezioni e formare un governo, sbaglio nel dire che è lecito aspettarsi che metteranno questo principio in una legge? Cioè che la donna incinta va licenziata perchè fa troppe assenze e quindi non è produttiva? Dopotutto, anche per il privato la donna incinta fa troppa assenze. Perchè creare favoritismi? Oh, certo, si cancella una delle conquiste più importanti per l'indipendenza femminile, dato che la tutela della maternità sul luogo di lavoro è una delle principali conquiste, ma questo sembra un dettaglio, dato che nessuno ci ha speso una parola. 
A questo punto, tiriamo le somme: un partito dove c'è chi dà un ordine e chi ha tesi diverse dal partito viene aggredito; dove c'è una sola persona che comanda e che ha il potere di decidere chi può stare nel partito o no; che ritiene che le donne debbano decidere se essere lavoratori o donne (ed è quindi la versione moderna del "le donne devono stare a casa a fare l a calzetta, dato che a nessuna donna piacerebbe l'idea di non potyer avere un figlio)... cosa vi ricorda? A me ricorda il Fascismo. Nè più, nè meno. E rispetto agli anni '20 c'è un'altra similitudine: oggi come un secolo fa, le istituzioni del Paese sono alla malora. Ogni forma di difesa istituzionale è ormai azzerata, dopo 9 anni di berlusconismo. Insomma, il frutto Italia è marcio, pieno di vermi ed in attesa solo di chi gli dà il colpo di grazia. 

Una annotazione finale: se qualche grillino risponderà, dirà che nulla di questo è vero, che Grillo non conta niente perchè è solo il portavoce, che a deciodere sono i militanti, ecc. Paradossalmente, questa è una dimostrazione del ruolo dittatoriale di Grillo. Talmente dittatore, che è riuscito (grazie ovviamente a Casaleggio, che è un esperto di comunicazione) a fare una sorta di lavaggio del cervello ai grillini, che ormai non sono semplici aderenti ad un partito politico, ma assomigliano ai membri di una setta religiosa estremista, pronti a buttarsi nel fuoco se il loro guru glielo ordina. E non parlo solo in senso metaforico. 

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di Antonio Rispoli
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