Editoriali / L'opinione

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La metà sono ereditati, il resto comprati con i risparmi

Il patrimonio immobiliare di Di Pietro? Sono solo 11 case


Il patrimonio immobiliare di Di Pietro? Sono solo 11 case
03/11/2012, 16:55

Visto che in questi giorni Antonio Di Pietro è vittima del killeraggio mediatico scatenato dalla trasmissione Report di Milena Gabanelli di domenica scorsa, vediamo di ricapitolare le proprietà immobiliari che il leader dell'Idv ha. 
Innanzitutto la masseria di Montenero di Bisaccia, ereditata dai genitori. Volendo possiamo dire che sono in due, perchè è divisa, per un toitale di 300 metri quadri; ma l'edificio è unico. Si tratta di un edificio in parte ereditato e in parte ristrutturato, spesso anche manualmente dall'ex Pm (non dimentichiamoci che ha familiarità con certe cose, avendo lavorato in Germania come muratore), nel corso dei decenni. Ovviamente, adesso che ha qualche annetto in più, è difficile che si metta con in mano calce e cazzuola; ma in passato il leader dell'Idv l'ha fatto. 
Poi c'è la casa che ha comprato a Bruxelles, quando era europarlamentare, e che è stata rivenduta. Poi una abitazione in provincia di Bergamo ed una a Roma, per quando è in Parlamento. E basta. 
A questi immobili, volendo, possiamo aggiungere quelli dei familiari. E quindi la moglie ha quattro piccoli appartamenti a Curno, più un terreno in provincia di Bergamo; ma non dimentichiamo chi è Susanna Mazzoleni. Non è solo la moglie di Di Pietro, ma è anche un avvocato conosciutissimo a Bergamo in campo civilistico; soprattutto per le cause in campo assicurativo. Il padre della Mazzoleni aveva una delle più grandi agenzie assicurative della Lombardia. Quindi, come si può facilmente capire, la famiglia Mazzoleni non è che piange miseria. E a questo si aggiunge uil fatto che dal 2001 Di Pietro prende uno stipendio da parlamentare che - come è noto - è parecchio più alto di quello di un operaio. 
Poi possiamo aggiungere la casa e il terreno che il figlio Cristiano ha a Montenero di Bisaccia e i due appartamenti che DI Pietro ha comprato ai figli minori - Anna e Toto - a Milano. Inoltre c'è un immobile intestato ad una società immobiliare, la An.To.Cri., che è sempre della famiglia Di Pietro.
In totale sono 11 abitazioni. Dodici se consideriamo la masseria di Montenero come se fossero due abitazioni. E allora come mai si parla di 54, 56 o anche di 70 abitazioni? Semplice, perchè ci si rifà alle parole di Massimo D'Andrea, consulente di parte di Elio Veltri nella causa che quest'ultimo ha perso contro Di Pietro per diffamazione, proprio sulla vicenda delle abitazioni. Parole dette a Report in maniera molto ambigua, perchè lui ha parlato effettivamente di numeri di questa portata. Ma lui si riferiva alle particelle catastali, non agli immobili. SPieghiamo meglio. Non tutti sanno che una casa può avere anche una decina di accatastamenti: una per l'immobile in sè, una per il garage, una per la cantina, una per ciascuna delle servitù a cui è sottoposta. Non parliamo poi dei terreni. Un solo terreno può essere diviso in decine di particelle catastali. E' chiaro che quindi basta qualche parola ambigua, una disattenzione (chiamiamola così) della giornalista che ha fatto il servizio e della Gabanelli che si è ben guardata dal controllare e rettificare, e soprattutto molta malafede in chi ha diffuso certe notizie e così si crea la leggenda metropolitana del DI Pietro che ha comprato case usando soldi pubblici. In realtà si tratta in alcuni casi di spese di relativamente poco conto; in altri di appartamenti acquistati con i proventi delle cause civili. Infatti Di Pietro ha dichiarato guerra a chi lo diffama attraverso i Tribunali: quando c'è un articolo che lui considera diffamatorio parte la quyerela. In questa maiera negli ultimi 15 anni ha incassato oltre un milione di euro di risarcimenti, senza contare le risoluzioni stragiudiziali (cioè quando la controparte accetta di versargli il risarcimento senza fare alcun processo). C'è da stupirsi che in questa maniera abbia avuto parecchi soldi per comprare qualche casa? 

Una specificazione: per fare questo articolo non ho fatto nessuna fatica. Mi è bastato andare sul blog di Di Pietro e leggere i suoi post, a cui sono allegati i documenti. Una cosa semplice semplice e che non comporta nessuna fatica. QUalcuno può obiettare che i post del blog di Di Pietro sono manifestamente di parte. E' vero. Ma i documenti sono documenti. A meno che qualcuno non dimostra che sono falsi...

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di Antonio Rispoli
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