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Il Pil italiano in calo? L'obiettivo di Monti è raggiunto


Il Pil italiano in calo? L'obiettivo di Monti è raggiunto
15/11/2012, 19:15

Oggi sono stati diffusi i dati sul Pil italiano nel terzo trimestre del 2012. E sono praticamente un disastro: crescita rispetto ad un anno fa pari al -2,4%, ennesimo trimestre a crescita negativa (è il quinto consecutivo da giugno 2011), e così via. Molti giornali hanno voluto apprezzare che la decerescita, rispetto al trimestre scorso, è stata solo del -0,2%. Beh, dopo cinque trimestri dove la crescita è stata sempre più bassa del -0,5%, era difficile continuare così. Per fortuna non siamo ancora ai livelli della Grecia, che sta accumulando perdite del Pil nell'ordine del 5-6 % all'anno, ma comunque la situazione è pessima. 
E tuttavia è esattamente quello che era ottenibile dalle manovre del governo Monti. Basta fare pochi calcoli - che ovviamente risparmio, anche concenttualmente, perchè il discorso si farebbe troppo tecnico - per valutare che questo era esattamente il risultato voluto da Monti, che dal novembre 2011, data in cui si è insediato, ha fatto uina manovra finanziaria ogni due o tre mesi. Certo, le ha sempre chiamate in maniera diversa: "SalvaItalia", "Crescitalia", "Riforma delle pensioni", "Riforma del lavoro" e così via. Fino all'attuale ddl stabilità, che è stato appena approvato - come tutte le altre leggi degli ultimi 3 anni - a colpi di fiducia. 
Se si continua così c'è il tempo per approvare un'altra finanziaria a dicembre e un'altra a febbraio, se le elezioni saranno ad aprile. Ma anche così le previsioni che parlano di una crescita del Pil per la fine del 2013 appaiono estremamente oittimistiche. Infatti, senza misure ad hoc, la domanda interna continua a restare bloccata. E senza quella il Pil può crescere solo temporaneamente, come causa di un "rimbalzo", dovuto alla modalità con cui il Pil viene calcolato. 
A questo punto, c'è da temere che la cosa non possa essere casuale o frutto di un semplice errore. Non dimentichiamo che Monti è professore di economia ed è considerato uno dei migliori economisti al mondo. QUindi perchè non riesce a capire che le sue manovre stanno peggiorando la situazione dell'Italia? 
E' chiaro che questi calcoli a cui facevo riferimento non possono non essere stati fatti, dal Ministero del Tesoro. E' previsto per legge che questi calcoli debbano essere fatti e presentati alla Commissione Bilancio (sono nelle tabelle allegate), anche se poi spesso non vengono esaminati. Quindi l'ulica cosa che si può pensare è che ci sia un obiettivo preciso nell'agire così. 
Se si fa un giro su Internet, si trovano tanti blog che parlano della "svendita dell'Italia alle banche". E se si può contestare che saranno le banche a comprarsele, sta diventando troppo insistente la voce secondo cui per risolvere i problemi dei conti pubblici italiani si sta pensando di vendere il patrimonio pubblico, per cui c'è già la stima di 400 miliardi di valore. Una stima assolutamente fasulla, anche ammesso che il valore nominale sia corretto. Perchè è chiaro che mettere sul mercato una tale quantità di immobili, significherebbe il crollo del mercato. Del resto, basta ricordate le cartolarizzazioni di Tremonti, che hanno reso in media il 15-20% di quello che era il suo valore nominale. Con lo stesso criterio, anzichè 400 miliardi se ne incasserebbero meno di 100. E su 2000 miliardi di debito pubblico, riuscire a ridurne 100, a che servirebbe? A malapena ci copriamo gli interessi di un anno, con quella cifra. L'affare in questo caso sarebbe per chi compra, non per chi vende. E non è detto che siano le banche, possono anche essere società private. 
Il punto che si sottovaluta è il pensiero neoliberista, che è quello che Monti applica. E secondo questo pensiero, lo Stato non deve possedere nulla: nè immobili, nè società, nulla. Non deve sprecare soldi inutilmente. E tra le cose "inutili" ci sono le pensioni pubbliche, le scuole pubbliche, il trasporto pubblico, la sanità pubblica. Tutte cose che, secondo il pensiero neoliberista, vanno privatizzate, in quanto i privati sono più efficienti. E infatti le pensioni, la sanità, le scuole sono state duramente colpite dal governo Monti. Proprio perchè il pubblico va eliminato. 
Ma questo di Monti è solo il primo passo. Il secondo avverrà col prossimo governo. L'attuale infatti sta creando una serie di polpette avvelenate che continueranno a colpire i conti pubblici anche quando loro non ci saranno. Per cui il prossimo governo avrà poche alternative: o rovesciare il tavolo europeo, per rimettere in carreggiata l'Italia, oppure distruggere il Paese. Ma specifichiamo, viste le tante bufale che girano: "rovesciare il tavolo europeo" significa semplicemente farsi valere. ANdare a Bruxelles a dire: "Gli obiettivi sono questi? Ebbene noi li raggiungiamo, Ma a modo nostro". Ma per farlo servirebbe un governo veramente in gamba, con persone esperte, preparate e non ideologizzate a favore del neoliberismo. Persone che capiscano che il primo passo da compiere è aumentare - e di parecchioo - i salari dei ceti medio-bassi, per avviare l'economia dal basso in maniera massiccia. 
L'alternativa? Semplice: suicidarci chiedendo un aiuto all'Fmi e alla Bce. I quali ci faranno il prestito solo alle stesse condizioni a cui è stato concesso alla Grecia: la distruzione completa ed assoluta dell'economia del Paese mentre contemporanemente il 5% della popolazione ricca diventa molto più ricca. Perchè questo è l'obiettivo del neoliberismo. Un obiettivo che venne sintetizzato magnificamente in un vecchio film, di una ventina di anni fa, da un attore che si proponeva di candidarsi a Presidente degli Stati Uniti. Nello spiegare le sue intenzioni diceva: "Il 10% sarà ricchissimo e il restante 90% cercherà di emigrare in Messico per trovare lavoro". Beh, nella ideologia neoliberista questo è il non plus ultra, agevolato anche dal fatto di avere un mondo del lavoro senza diritti che tutelino i lavoratori. Perchè un lavoratore non tutelato è nelle mani dell'azienda che decide orario, stipendio e tutto il resto. E se protesta, lo caccia. Come sta avvenendo ormai anche in Italia, grazie alla riforma del lavoro che ha reso estremamente debole e quasi inutile l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. 
Ma questo è l'obiettivo di Monti perchè lui è ricco e sta là per conto di chi - vedi Berlusconi, ma non solo - è molto ricco. Ma il 90% degli altri, che rischiano di essere spazzati via? Dovrebbe capire come stanno le cose e togliere il proprio voto a quei partiti che sostengono il governo Monti: Pd, Pdl, Udc. Ma invece per loro è stato creato un altro inganno: Internet. SI sta svolgendo una vasta campagna di disinformazione che va in due diverse direzioni: la prima è quella di negare che la politica abbia qualsiasi potere. E allora via a parlare del Meccanismo Europeo di Stabilità, o della Bce, o del signoraggio, ecc. La seconda è quella che tende a dire che i partiti sono tutti uguali, che non c'è alcuna differenza e quindi si deve votare il Movimento 5 Stelle. Un Movimento 5 STelle che si presenta con un padrone assoluto (Beppe GRillo) che dà ordini, stabilisce regole, caccia quelli che gli sono antipatici e così via; che non ha un programma, se non un elenco di buone intenzioni (disponibile su Internet, per chi è curioso, basta andare sul blog di Grillo), unite a contraddizioni e cose irrealizzabili. Il tutto senza avere alcuna persona preparata da schierare, dato il divieto per ciascuno di fare più di due mandati. E i risultati si vedono a Parma. Anzi, non si vedono a Parma, dove il sindaco Pizzarotti ha avuto gli applausi della cittadinanza per aver bloccato i lavori di costruzione del'inceneritore, ma per il resto l'amministrazione è praticamente ferma. Ci sono enormi voragini di bilancio lasciate dalla precedente amministrazione e dopo sei mesi ancora nessun provvedimento è stato preso. E' questo che si vuole per il nostro Paese? Aspettare significa far morire il Paese. Il nuovo governo non solo dovrà agire bene, ma dovrà agire nella massima rapidità. Entro il 2014 il Pil dovrà già essere superiore al 2%, altrimenti non se ne uscirà mai dalla crisi. 

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di Antonio Rispoli
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