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"è un fatto di inaudita gravità che lascia sgomento"

Il prof. Limone commenta l’incendio di Città della Scienza


Il prof. Limone commenta l’incendio di Città della Scienza
07/03/2013, 10:23

Caro Rettore e cari Colleghi, l’incendio della Città della Scienza è un fatto di inaudita gravità che lascia sgomento ogni uomo civile, facendo squillare un fortissimo campanello d’allarme nelle nostre coscienze e costringendoci a pensare. In quindici minuti una struttura di eccellenza è stata divorata da fiamme per domare le quali sono state necessarie tredici ore. Mi rifiuto di credere che un Centro interamente consacrato alla scienza non fosse munito di idonei impianti di sicurezza  anti-incendio. Credo pertanto che non si possa non pensare ad atti dolosi di volgari assassini della civiltà che colpiscono, in un sol gesto simbolico e violento, un gioiello culturale di Napoli, d’Italia, d’Europa, della civiltà planetaria, sottraendolo ai cittadini, ai docenti, ai genitori, ai bambini che lo visitavano ogni giorno. Il fatto rivela la barbarie assoluta nella quale, nel nostro mondo complesso e veloce, siamo precipitati. Siamo davanti a una strage di civiltà, simile a quella delle bombe di Piazza Fontana. Il nazionalsocialismo bruciava libri e biblioteche; la barbarie contemporanea brucia la Città della Scienza. Credo che questo evento debba farci riflettere a fondo e debba farci mobilitare immediatamente. Deve farci riflettere a fondo, caro  Rettore e cari Colleghi, sul fatto che la Città della Scienza, una Città delle scienze, non può esistere se a suo fondamento non c’è una scienza dell’uomo e dei suoi valori. Troppo spesso inneggiamo alle scienze come generatrici di civiltà e dimentichiamo che tutte le scienze diventano povera cosa se non si fondano sulle scienze dell’uomo e dei valori, che sono diventate da tempo le cenerentole della nostra civiltà. Parliamo e straparliamo di finanziamenti alla ricerca mentre ogni giorno li riduciamo, e al tempo stesso dimentichiamo del tutto che tra i principali sostegni dovrebbero esserci i finanziamenti nel campo delle scienze umane e dei valori, della cultura umanistica e dell’educazione. I barbari che hanno oggi distrutto la Città della Scienza non sono tali perché sprovvisti di mezzi scientifici e tecnologici: sono tali perché sono sprovvisti completamente dei valori che fanno di un uomo un uomo. Tutto questo, purtroppo, lo stiamo progressivamente dimenticando, nonostante le rituali declamazioni per i giorni delle cerimonie ufficiali. La Città della Scienza è stata distrutta da chi non aveva la minima percezione della scienza dell’uomo e dei suoi valori. La Città della Scienza non si regge su nulla se non si regge sulla scienza dei valori e se nessuno a questa scienza dei valori pensa più perché non vuole essere considerato un attardato “umanista”. Se la barbarie antropologica cresce fra di noi, ciò non accade soltanto per la potenza di menti perverse operanti nella fragilità del mondo complesso e veloce, ma pure perché noi, anche culturalmente, anche involontariamente, contribuiamo di fatto ad estendere e a concimare il terreno di cultura di questa barbarie. Caro Rettore e cari Colleghi, in questo momento in cui noi non possiamo non sentirci tutti devastati da un atto simbolico e materiale così grave che ci priva di un gioiello assoluto, che ancora costituiva l’orgoglio di noi napoletani, di noi meridionali e di noi italiani, credo che l’Università, la nostra Università, debba promuovere, in un sussulto di sdegno e di orgoglio, insieme con gli altri uomini civili, manifestazioni  e iniziative di protesta e di proposta perché fenomeni così gravi non possano ripetersi diroccando quel che resta della nostra volontà di resistere alla barbarie montante. Bisogna isolare culturalmente gli assassini. Mi permetto chiedere a noi tutti di promuovere iniziative forti per ricordare a tutti che restiamo uomini civili, in grado di resistere alla barbarie e di invertire la rotta in tutte le forme di incultura silenziosa, oggettivamente complici con le forze degenerate della devastazione. Con i più sinceri auguri a noi stessi per la capacità della riscossa e con l’orgoglio di essere uomini civili e dell’Università che resiste."

Giuseppe Limone 

Giuseppe Limone è  Professore Ordinario  di Filosofia del Diritto e della politica  e della Filosofia delle Scienze  Sociali pressola seconda Universitàdegli Studi di Napoli. Studioso di simbolica delle forme culturali si è occupato, frequentemente con molteplici saggi di temi estetici e religiosi, calibrando qualità ideali e testuali ed elucidandone la caratura filosofica. Ha scritto saggi di critica letteraria ed è tra i fondatori di un Centro Interuniversitario Europeo di Studi sulla Simbolica . Dirige la collana "L'era di Antigone" ed ha fondato la rivista "Persona" . E' recentissima la sua nuova produzione lirica L'Angelo Sulle Città che ha ricevuto ancora una volta  un meritatissimo riconoscimento da illustri autori contemporanei ,evidenziando il suo contributo teoretico al personalismo europeo. 

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di Redazione
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