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Il razzismo in Italia che va oltre la Kyenge


Il razzismo in Italia che va oltre la Kyenge
18/07/2013, 18:10

In questi giorni sta destando molto scalpore la notizia degli insulti razzisti che il vicepresidente del Senato e dirigente leghista Roberto Calderoli ha rivolto al Ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge, e le conseguenti reazioni politiche. Ma se il problema razzismo fosse limitato a Calderoli e ai leghisti, uno potrebbe rispondere col più classico dei "chissenefrega". Il razzismo è insito nell'animo umano, soprattutto delle persone più ignoranti, che non sanno nulla degli altri. 
Ma in Italia il problema è più profondo e in gran parte sotterraneo. Per capirlo, basta guardare Facebook. Sono anni che va avanti una campagna di istigazione all'odio razziale contro stranieri e rom, una campagna basata su falsità pensate apposta per far indignare la gente. SPesso semplicimente riciclando vecchie leggende metropolitane. Per esempio quella di stare attenti ai bambini nei supermercati altrimenti ci sono zingari che li rubano e li portano via. Una leggenda su cui probabilmente metà della popolazione italiana è disposta a giurare che sia vera, ma che fa a pugni con i fatti: secondo un rapporto del 2008 della Commissione Europea, in nessun Paese europeo è risultato un solo rapimento di bambini confermato a carico di rom. Il che chiude qualsiasi discussione.
Un'altra leggenda metropolitana (sempre sugli zingari, ovviamente) è quella che ti aspettano all'uscita dal supermercato per addormentarti con una bomboletta spray da cui esce del sonnifero e ruberti tutto quello che hai; in alternativa che entrano in casa la notte e usano il sonnifero spray per far cadere tutti in un sonno profondo e svaligiare la casa. In realtà, chi conosce i medicinali, sa che i sonniferi, a dispetto del nome, non fanno prendere sonno. Si limitano a rallentare le funzioni del nostro corpo, esattamente come accade nel sonno. Ma con una differenza sostanziale: quando il sonno è naturale, il nostro corpo determina la profondità del sonno (infatti il sonno naturale ha un andamento a fasi di sonno e veglia); quando il sonno è artificiale, il rallentamento è imposto dall'esterno. Quindi, se uno non calibra esattamente al milligrammo la quantità di anestetico, il sonno si trasforma in morte. Possibile che i rom siano dei chimici e dei medici così perfetti da non sbagliare mai, addormentando senza mai uccidere? Nelle sale operatorie degli ospedali c'è un medico, l'anestesista, che si occupa esattamente di questo: di calibrare la quantità di anestetico in modo da far sprofondare una persona in un sonno profondissimo, al punto da non sentire il dolore dell'operazione mentre essa in corso, ma senza uccidere il paziente. Ma quello studia una decina di anni per avere quel ruolo. Possibile che una persona di scarsa cultura ne sappia più di lui? Allora conviene assumere un rom, farsi preparare un po' di queste bombolette e usarle in sala operatoria sui pazienti. Semplice, no? 
Un'altra, che ho sempre trovato molto comica, è quella di una tabella con una serie di disegni in cui c'è scritto che ognuno di loro significa qualcosa nel linguaggio dei rom: casa dove si può rubare; porta blindata; presenza del cane, ecc. Di solito, qui c'è scritto che la fonte è certa, perchè è un documento che proviene dalla Polizia o dai Carabinieri. Ora, una domanda sorge subito alla mente: perchè un rom dovrebbe lasciare questi segni? Se può rubare, ruba; se non può rubare, si sceglie un'altra preda. E poi tali informazioni come se le procura? Entra nottetempo in casa per verificare, come fa vedere nei cartoni animati di Lçupin III? CIoè ci rendiamo conto che è una stupidaggine? In realtà, nel caso dei rom, si è potuto accertare che i furti che effettuano solitamente sono basati su una azione veloce e scarsamente pianificata. Al massimo prevedono un palo al di fuori e hanno l'accortenza di usare minorenni e donne incinte che, in quanto tali, non possono essere arrestati. 
 Ancora più divertente quella dei rom (sempre loro) che all'esterno dei supermercati o dei centri commerciali regalano ciondoli, pendagli o portachiavi ai clienti; ma si tratta di oggetti con un segnalatore che "dice" ai rom quando uno non è in  casa, in modo che possano derubare. Ora, a parte il fatto che per avere un apparecchio in grado di segnalare decine e decine di questi oggetti, significa portarsi appresso diversi chili (perchè è chiaro che un segnalatore del genere non ha portata superiore al centinaio di metri) di peso, mentre si gira la città in attesa del bip che interessa. Dopo di che si deve aspettare in attesa... già, di cosa? che la macchina vada in giro? Per esempio che il figlio prenda la macchina del padre mentre i genitori stanno a casa? Oppure del padre che va a lavorare mentre il resto della famiglia è là? Insomma, anche qui, un minimo di riflessione fa capire che si tratta di una bufala. 
Invece sugli extracomunitari, la bufala principale che circola è quella dei regali. A leggere certi link che girano su Facebook, i nostri politici locali non sanno fare altro che regalare soldi a palate agli stranieri (da 900 a 1500 euro al mese), case, ville, terreni e quant'altro. Nel contempo i giudici dei Tribunali, dato che sono pieni di odio verso gli italiani fino agli occhi e oltre, mandano liberi tutti gli extracomunitari, mentre mandano inesorabilmente in galera chiunque sia della nobile stirpe italica. E via dicendo. Naturalmente sono tutte balle. Che partono però da qualcosa di vero. Per esempio è vero che ci sono alcuni Comuni (soprattutto del Nord, che hanno disponibilità economiche e trasferimenti nettamente superiori ai Comuni del nord) che danno dei piccoli sussidi alle famiglie in stato di bisogno. Ma sono sussidi che vanno a tutti coloro che risiedono nel Comune (e per un extracomunitario il certificato di residenza arriva solo dopo anni e anni di permanenza regolare nel territorio italiano), italiani e stranieri. 
Lo stesso per le case: spesso, quando ci sono i sempre più rari bandi per l'assegnazione di case popolari, alle prime posizioni ci sono degli stranieri. Ma questo non deve stupire. Tutte le statistiche dicono che le famiglia italiane fanno pochi figli, in media; e che gli stranieri in media guadagnano un terzo in meno degli italiani a parità di lavoro. Dato che nei bandi, solitamente i primi due requisiti sono il numero di componenti del nucleo familiare e il reddito, ovviamente gli stranieri sono agevolati. Ma è normale che questi siano i parametri: le case popolari vanno a chi ne ha bisogno, non ad una coppia di medici affermati. Se gli imprenditori italiani sfruttassero meno i loro dipendenti stranieri e opagassero stipendi più equi, oltre a far andare meglio l'economia italiana, eviterebbero questo. Invece spesso poi sono gli stessi che strillano in prima linea contro lo straniero. 
Questi sono i fatti veri. Ma che i Comuni regalino case, terre o ville agli extracomunitari o ai rom è un a balla sesquipedale. Eppure è questo che si legge su Facebook. E ci sono tantissime persone disposte a giurare che è vero perchè "me l'ha detto mio cugggino", come cantava Elio (con o senza Le Storie Tese). Ma ovviamente qual è l'effetto sulle persone? Parliamoci chiaro: la stragrande maggioranza degli italiani sono fondamentalmente degli ignoranti. Non in senso offensivo, ma letterale. Non sanno niente, al di là del loro ristretto ambito di competenza. Cioè per esempio l'avvocato che sa disquisire a perfezione dell'articolo X del Codice oppure della tal sentenza emessa il tal giorno. Ma al di fuori di questo, non sa nulla. Questo è essere ignoranti, anche se l'avvocato è laureato col massimo dei voti e ha preso l'abilitazione. E quindi, quando si parla dei rom, degli stranmieri, dei musulmani, quello che si sa è - nella migliore delle ipotesi - quello che si legge sui giornali; nella peggiore, solo dicerie e leggende metropolitane. E non è detto che le due cose siano differenti, perchè mi è capitato di leggere immani sciocchezze razzistiche anche su giornali a tiratura nazionale. 
C'è un aforisma che ho letto spesso in questi giorni su Facebook: "Il fascismo si cura studiando; il razzismo viaggiando". Ed è vero. Solo avendo un contatto continuo con le varie comunità di stranieri (senza aspettarsi di essere accolti a braccia aperte da tutti, perchè anche nelle loco comunità come nelle nostre ci può essere odio, razzismo, diffidenza, ecc.) si può imparare con chi si ha a che fare. E quindi superare il razzismo. 

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di Antonio Rispoli
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