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Il razzismo insegnato dalla Tv e dai giornali


Il razzismo insegnato dalla Tv e dai giornali
21/10/2013, 14:37

Ogni giorno che passa, aumentano le espressioni evidentemente razziste nelle opinioni degli italiani. Soprattutto leggendo Facebook, si vedono link tipicamente a sfondo razziale postati come se nulla fosse (ed ovviamente non ritirati, dato che Facebook se ne guarda bene dal censurare queste cose. Si viene cacciati da Facebook per aver postato la foto di una donna che allatta il figlio, ma si può inneggiare allo sterminio degli immigrati senza problemi). 
Ma questo è solamente uno degli aspetti evidenti del razzismo. La cosa più grave è che la stessa cosa avviene nei mass media, sia giornali che Tv. E non c'è bisogno di prendere la Padania o Il Giornale, dove il razzismo è praticamente urlato. C'è su tutti i giornali un razzismo silenzioso, ma non per questo meno importante. Ed è il diverso peso con cui viene trattato un fatto, a seconda della nazionalità della vittima e di quella del colpevole. 
Facciamo qualche esempio. A Roma due rumeni violentarono una ragazza 16enne nel parco della Garbatella. Picchiarono anche il ragazzo che stava con lei e li rapiranoro entrambi. La notizia restò in prima pagina per settimane, e mal gliene incolse: due rumeni vennero arrestati, ma si scoprì che avevano estorto la confessione ad uno dei due con la violenza (erano venuti appositamente quattro poliziotti dalla Romania, dissero i giornali, per interrogare i due rumeni) e le prove dimostrarono che non erano stati loro. E nonostante i disperati tentativi del Pm titolare dell'indagine, Vincenzo Berba (lo stesso che ha condotto il processo per la morte di Cucchi), di difendere l'operato della POlizia e la validità come prova della confessione, a fronte delle prove che man mano emergevano, alla fine i due vennero liberati. Ma rimane il fatto che la notizia rimase a lungo in prima pagina e i colpevoli vennero arrestati. 
Sabato invece esce la notizia che a Modena una ragazza di 16 anni è stata stuprata da cinque compagni di classe. Certo, i giornali ne hanno parlato. Ma tra le ultime di cronaca, le notizie considerate meno importanti, e per un solo giorno. Mentre si sapeva dei due rumeni anche se si mettevano le dita nel naso o meno, dei cinque stupratori italiani non si sa nulla. E se si escludono dichiarazioni decisamente fuori contesto come quella di oggi di Giovanardi ("Nessuna meraviglia per lo stupro"), la vicenda è passata completamente sotto silenzio.
Altro episodio di rilievo la settimana scorsa: una donna a Napoli getta dell'acido muriatico in faccia ad un'altra donna, colpendo anche il bambino che la vittima aveva in braccio. Entrambi - donna e bambino - sono stati ustionati in volto, anche se leggermente, e sono stati curati in ospedale. Anche in questo caso, abbiamo che la copertura mediatica del fatto è stata minima. Per il semplice motivo che le vittime sono due rom, madre e figlio, mentre chi ha commesso l'aggressione è una italiana. E quindi se ne parla pochissimo e senza particolari parole di condanna per il gravissimo atto. 
E' chiaro che poi succede quello che è successo oggi su alcuni siti on line. Viene data la notizia di un incidente stradale mortale a Milano. Un 28enne correva a tutta velocità per le strade di Milano, nonostante l'ora notturna, l'illuminazione stradale che è quella che è e la pioggia violenta che toglie visibilità. Non ha visto una 29enne egiziana - incinta di 7 mesi e che dava la mano ad un bambino di 4 - che stava attraversando la strada sulle srisce e l'ha investita con una tale violenza da ammazzare tutti e tre. Per la violenza dell'impatto, il bambino di 4 anni è stato catapultato a 45 metri di distanza; e questo più di ogni altro dato dà l'idea della violenza con cui l'autovettura ha colpito i tre. Ma nei commenti prevalgono le dichiarazioni di solidarietà a favore dell'investitore (ovviamente italianissimo) e di condanna per la donna che se ne doveva restare a casa con i figli. 
Questo razzismo nascosto, che non si esprime con le urla di un Borghezio, ma si esprime facendo pesare i crimini degli stranieri e parlando in maniera veloce e superficiale dei crimini degli italiani, è in azione già da un po'. Sono almeno 15 anni che sui giornali e sui mass media accade questo modo di fare; prima era sporadico, adesso avviene quasi per qualsiasi notizia. Basti pensare ad una cosa: prendiamo questo episodio dell'investimento di Milano: il 28enne è stato denunciato ma non arrestato. Il processo, se si farà, sarà tra tre o quattro anni, giusto in tempo per farlo finire in prescrizione prima della sentenza di secondo grado. Quando un rom, alla guida di un furgoncino, per un errore di manovra investì due motorini che camminavano affiancati in mezzo alla strada, uccidendo i quattro ragazzi a bordo, ci fu una sollevazione popolare, il campo nomadi in cui il ragazzo viveva venne bruciato dalla gente (con i Carabinieri che si limitarono a far evacuare i rom, senza muovere un dito nè denunciare i pericolosi piromani) e il ragazzo, al termine di un processo sommario e velocissimo, venne condannato a 6 anni e mezzo di reclusione, E quando, come prevede la legge, scontata metà pena, gli venne concesso prima l'arresto domiciliare e poi l'affidamento ai servizi sociali, sui giornali ci fu una ondata di sdegno. Invece, questo fiero rampollo 28enne di sano ceppo milanese, quanti anni sconterà in galera? Il pensiero comune è: "Ma neanche uno, tanto era una straniera, sicuramente rubava o si prostituiva, doveva andarsi a buttare sotto una macchina nel suo Paese", o altre genialate di questo genere. 
Ed è questa la base del razzismo. Molti credono che siano solo gli atti di violenza o gli insulti che dimostrano l'essere razzisti. In realtà  si è razzisti ogni qualvolta si parte dal presupposto che tra noi e gli altri ci sia una differenza, solo perchè noi siamo noi e gli altri sono gli altri. Certo, se dico che il colore della mia pelle è diverso da quello di un africano, non è razzismo, è oggettivo. Ma se dico che un africano è più ignorante, più delinquente o cose del genere, solo perchè è nato in Africa, allora questo è razzismo. Un razzismo che è tanto più pericoloso perchè è inconsapevole. Più volte mi è capitato di leggere su Facebook la pubblicazione di link razzisti o commenti razzisti da parte di persone che hanno protestato con assoluta buonafede il loro non essere razzisti. E invece è facile esserlo: basta imitare quello che dicono giornali e Tv. Senza eccezioni. 

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di Antonio Rispoli
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