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Il reato di negazionismo, la Costituzione violata


Il reato di negazionismo, la Costituzione violata
17/10/2013, 14:09

La vicenda della morte di Priebke ha dato la stura da una parte ad indegni episodi di squadrismo, in nome dell'antinazismo (picchiata e danneggiata l'autovettura che trasportava la salma dell'ex capitano nazista, sono stati picchiati o si è cercato di picchiare il prete che doveva celebrare messa e i parenti del defunto, oggi l'avvocato dice che una trentina di persone delle istituzioni italiane hanno rubato la bara con il cadavere), dall'altra ha fatto richiedere ai parlamentari e alla comunità ebraica l'introduzione del reato di negazionismo. Ed è stato presentato un emendamento ad un disegno di legge in discussione, con cui si puniva il reato con 5 anni di galera. 
Ora, la richiesta è illogica: Calisto Tanti ha fatto falsi in bilancio per decine di miliardi di euro e non è mai stato processato per questo reatro, dato che è un reato che ha una pena massima di 3 anni e una prescrizione di 4; ma se uno dice che non ci sono stati 6 milioni di ebrei morti nelle camere a gas naziste, viene condannato a 5 anni, cioè ad una pena quasi doppia. Insomma, sarebbe un'altra vergogna nelle nostre leggi. 
Ma soprattutto sarebbe una norma incostituzionale. L'articolo 21 al primo capoverso è netto: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". E' chiaro, ci sono alcuni limiti: l'ingiuria, la diffamazione, l'apologia di reato (dove però non basta la parola, serve qualcosa di più). Ma persino la violazione della legge Scelba, cioè inneggiare al fascismo, è stato deciso che non è reato, se non è accompagnato da qualcosa di più del saluto romano. Il negazionismo è solo una opinione. Per carità, certe versioni del negazionismo sono assolutamente idiote, ma restano opinioni. Se uno dicesse che vede asini volare oppure che è in grado di volare, lo si sbatte in galera per questo? Io direi di no. 
Perchè c'è un problema di base, la confusione tra l'apologia di fascismo o di nazismo e l'opera degli storici. Il primo è sbagliato, senza dubbio (anche se personalmente non credo che possa più creare problemi il fascismo o il nazismo, per cui norme fatte 70 anni fa possono anche essere abolite; ma questa è una valutazione personale); se non altro perchè spesso chi inneggia al fascismo o la nazismo, inneggia anche alla violenza, alla xenofobia, ecc. Insomma, non solo sono opinioni, ma spesso anche azioni illegali.
Ma il negazionismo vero è altro. Non è dire: "Non ci sono stati 6 milioni di ebrei finiti nelle camere a gas", come credono in molti. E' discutere se ci sono prove che questi eccidi siano avvenuti. Detta così può sembrare strano, ma non lo è. Vediamo di esaminare fatti e contesto. COn precedenza a quest'ultimo. Infatti non bisogna dimenticare la genesi dei campi di concentramento. Che nascono nel 1935, con Dachau, dalla necessità di mettere da qualche parte i prigionieri (soprattutto politici) che venivano arrestati in quantità. E così venne creato questo campo alla periferia di Monaco, dove potevano essere messe fino a 5000 persone. E si trattava di detenzioni temporanee, come per chi veniva messo in galera. Successivamente vennero aperti altri campi di concentramento in prossimità di cave e luoghi simili, in modo che il campo di concentramento diventasse anche un campo di lavoro. E chiaramente non è che ci si svenasse nelle misure di prevenzione degli incidenti. Fin qui, tutti - negazionisti e non - concordano. Così come concordano sul fatto che spesso nei campi di concentramento venivano impiantate fabbriche ed altri luoghi di produzione. E anche qui non è che esattamente si rispettassero le 8 ore di lavoro. Se a questo aggiungiamo che l'alimentazione era quella che era (pochi ricordano che la Germania non aveva abbastanza pianure per sostentare una popolazione di 80 milioni di persone di allora; e solo con la conquista dell'Ucraina si aprirono possibilità di raccolti che comunque non ci furono spesso, dato che la guerra aveva distrutto parzialmente il paesaggio) e l'igiene anche, è chiaro che i morti non scarseggiavano. E verso la fine della guerra era anche peggio, dato che non c'era da mangiare neanche per i soldati tedeschi, figuriamoci cosa ci poteva essere per i prigionieri. 
Questo è il contesto generale, su cui non c'è discussione. La discussione si apre su due voci, che si possono sintetizzare in due domande: quanti furono gli ebrei trasportati nei campi di concentramento nazisti? E le camere a gas esistevano davvero? La seconda domanda probabilmente sorprenderà molti, dato che si dà per scontato che ci fossero. Le testimonianze in proposito sono molteplici; inoltre, chi va a visitare i campi di concentramento sa che c'erano. Quindi perchè questa domanda? Perchè in realtà non ci sono prove oggettive che le camere a gas siano esistite. Quelle che oggi vengono mostrate ai turisti dei campi di concentramento sono false. Prendiamo quella di Auschwitz, una delle più famose. Chiunque ci sia stato ed abbia un minimo di conoscenze sa che non può essere stata utilizzata per gasare nessuno. Questo perchè si tratta di uno stanzone enorme, con due porte di accesso, entrambe di legno e vetro. Usare del gas in una stanza con queste caratteristiche ha molteplici lati negativi. Innanzitutto il tempo per saturare la stanza è enorme. Molti pensano che sia come nei film: un po' di fumo, la persona che entra nella stanza, tira un respiro e sbatte a terra morto. In realtà non è così. Il cianuro di potassio era usato in compresse (le famose zyklon B), che venivano sciolte nell'acqua. Così si liberava il gas che saturava la stanza. Quando veniva assorbito (prima in piccola parte dalla pelle, poi dalla respirazione), attaccava i centri nervosi, provocando tachicardia - cioè alterazioni nel battito cardiaco - convulsioni e poi la morte. Ma il cianuro di potassio, essendo un gas, ha bisogno di una camera a tenuta stagna; una tecnologia che negli anni '40 esisteva, ma che era manuale. Insomma, c'era bisogno di una porta pesante e di elevato spessore, che venisse chiusa manualmente e che poi venisse resa ermetica manovrano delle chiavette che gonfiavano le chiusure di gomma, fino a renderle ermetiche. Chi fa lavoretti in casa, può prendere a riferimento i ganci a pressione: si infilano normalmente nel muro ed entrano senza difficoltà. Poi si girano ripetutamente e si incastrano perfettamente. La chiusura ermetica di 70 anni fa non era differente. E' chiaro che questo lascia dei segni sul muro: bisogna installare intelaiature estremamente robuste (meglio se doppie), che non possono essere tolte senza che lascino segni evidenti nel muro. Nè può essere usata una porta di legno: anche le convulsioni non sono quei tremolii che si vedono. Il corpo si piega a posizioni assurde, si esercita una forza che non si può avere in condizioni normali. Un uomo che abbia le mani su una sbarra di ferro e venga preso da convulsioni è in grado di piegare quella sbarra senza difficoltà. Di fronte a questo, quale resistenza offrono le porte di legno? Durano 20 secondi, ad essere ottimisti. E le convulsioni da avvelenamento possono durare alcuni minuti. E quindi che facciamo? I tedeschi erano così idioti da gasare tutto il campo, SS comprese, ogni volta che usavano quelle camere? 
Inoltre, secondo le guide, le capsule di cianuro venivano sciolte in acqua attraverso quattro grosse aperture presenti nel soffitto. Ma non spiegano come: dove era l'acqua in cui scioglierla? IN bacinelle poste a terra? I detenuti le avrebbero immediatamente svuotate e rovesciate per fornire un comodo sedile a bambini o anziani. E anche se così non fosse stato, che facevano le SS? Prendevano la mira e le lanciavano dentro? E se sbagliavano mira? Insomma, quella non è la camera a gas. E' evidente, basta ragionare. ALlora dove sta? 
Ecco, qui le strade si biforcano. I negazionisti dicono che non ci sono mai state e che lo zyklon B veniva usato solo per disinfestare i vestiti da pulci e pidocchi, dato il bassissimo livello igienico presente nei campi. ALtri sostengono che le camere a gas c'erano e hanno gasato 6 milioni di ebrei e sono quelle che si vedono. Altri ancora propendono per una via di mezzo: le camere a gas ci sono state, ma non funzionavano tanto come si dice nella versione ufficiale. E se oggi non ci sono più è a causa di un ordine di Himmler che ordinava la distruzione delle camere a gas. Ordine di cui non ne esiste traccia, oggi, se non molto indiretta (e quindi è incerto se ci sia stato o no); e che le diverse fonti collocano a febbraio, a ottobre oppure a novembre del 1944. Come si vede, c'è molta incertezza. 
Così come c'è incertezza sul numero di ebrei trasportati via dai treni. Si parla di oltre 15-20 mila ebrei al giorno che affluivano in un singolo campo di concentramento; ma è possibile? Le ferrovie tedesche funzionavano benissimo nonostante i bombardamenti, ma erano in grado di trasportare così tante persone, mentre continuavano a trasportare soldati e rifornimenti per le truppe al fronte? Ovviamente i detenuti non avevano la precedenza, quindi come facevano ad affluire in così gran massa? E come mai non ci sono fotografie aeree della ricognizione che mostrino questi enormi raggruppamenti di persone? 
Tutte domande alle quali non c'è una risposta certa e definita, ci sono indizi, testimonianze per lo più false (quelle delle presunte vittima) oppure estorte con la tortura (ai prigionieri di guerra tedeschi) e altri brandelli qui e là che andrebbero esaminati da più parti. SU altri argomenti questo viene fatto: c'è chi fa un libro che dice A, chi fa un libro che dice B, chi fa un libro che dice C ed ogni tanto un simposio in cui A, B e C si incontrano e discutano confrontando le loro idee. Questo però è impossibile quando si parla del nazismo:  non essendo possibile agli studiosi esaminare pubblicamente gli argomenti a cui ho accennato (e tanti altri aspetti di quel periodo), non è possibile fare neanche confronti e simposi pubblici. E ci sono alcuni Paesi (Germania, Austria, Francia, Inghilterra) dove è vietato pubblicizzare i propri libri, se qualificati negazionisti, se non si vuol finire in galera anche per 10 anni. Ed è questa la legge sul negazionismo: un bavaglio, una censura su un periodo importante della nostra storia. Insomma, l'esatto contrario di quello che dice la nostra Costituzione. Capisco che Pacifici, capo della comunità ebraica romana, se ne freghi altamente della Costituzione: luii è ebreo e secondo lui la Torah conta di più. Ma i 58 milioni di cittadini italiani che non sono ebrei non dovrebbero rispettare la Costituzione più della voglia di Pacifici di zittire chiunque voglia parlare dei fatti storici realmente avvenuti? 

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di Antonio Rispoli
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