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Il reddito di cittadinanza, di presa in giro in presa in giro


Il reddito di cittadinanza, di presa in giro in presa in giro
17/12/2018, 15:46

Ormai la domanda non è se verrà fatta la legge sul reddito di cittadinanza oppure quando, ma cosa è diventato il reddito di cittadinanza a parte una presa in giro per i poveri allocchi che ci credono. Del resto è cambiato il tipo di presa in giro, ma è sempre stata una cosa non applicabile in nessuna maniera. 

Fino alle elezioni del 2013, il reddito di cittadinanza doveva essere una somma (780 euro al mese) data a chiunque non avesse un reddito sufficiente. Per i disoccupati, ci sarebbe stata la somma intera; per chi aveva un lavoro sottopagato o per i pensionati al minimo ci sarebbe stata una integrazione fino a 780 euro. E già qui cominciamo a non trovarci. Perchè in Italia i disoccupati sono circa 3 milioni (nel 2012 erano di più, oggi siamo sotto quella soglia); e ci sono più o meno lo stesso numero di "scoraggiati", cioè di coloro che non lavorano e non cercano lavoro perchè sanno che non lo troveranno. Significa circa 6 milioni di persone, ognuna delle quali dovrebbe avere circa 10 mila euro l'anno (9360 euro l'anno, se si vuol fare i precisini). Questo comporta una spesa superiore ai 55 miliardi l'anno. A cui si aggiungono circa 2 milioni di persone (stima prudente, mancano dati certi) che lavorano con uno stipendio inferiore ai 780 euro. E che ben difficilmente rimarranno al lavoro gratis: tanto i 780 euro li hanno comunque, anche se si licenziano. Significa altri 18-19 miliardi di spesa. Totale, 75 miliardi. Poi ci sono i 3,2 milioni di pensionati al minimo, ad ognuno dei quali andrebbe l'integrazione a 780 euro. Significa 2000 euro l'anno di spesa per ognuno, pari ad altri 6 miliardi. Siamo a più di 80 miliardi. Dove li troviamo questi soldi? 

Poi nel 2013, dopo l'elezione in Parlamento, M5S ha presentato il suo disegno di legge nero su bianco. E qui le cose cambiano completamente. Innanzitutto perchè i 780 euro sono solo per un periodo di tre anni e solo per coloro che vengono licenziati dopo l'approvazione della legge. In pratica, il reddito di cittadinanza diventa un sussidio di disoccupazione. Con in più una clausola molto pericolosa: ogni persona che lo riceve deve fare 4 ore di servizi sociali. Perchè cosa sono i servizi sociali? Sono servizi pubblici che, in quanto pubblici, sono pagati dal Comune o da altro ente pubblico. E quindi, se io mi presento con una cooperativa sociale che usi il lavoro di chi ha il reddito di cittadinanza, posso offrire un servizio a prezzo inferiore a chi deve pagare i propri dipendenti. Per cui io con 50 persone che hanno il reddito di cittadinanza posso sostituire una società con 5 dipendenti, creando 5 nuovi disoccupati. In pratica, 8 milioni di persone che prendono il reddito di cittadinanza creano 800 mila nuovi disoccupati, che a loro vollta avranno bisogno di altri redditi di cittadinanza (altri 7,3 miliardi di spesa, che porta il totale a 90 miliardi) e creeranno altri 80 mila disoccupati. 

Presentando questa legge, che è profondamente diversa da quello che i grillini raccontavano in campagna elettorale, al presidente dell'Istat, ottennero una stima sui costi: 17 miliardi l'anno. Ma i grillini hanno continuato a dire che i 17 miliardi erano per gli 8 milioni di persone di cui parlavo all'inizio. E hanno continuato così fino alle elezioni del 2018, assicurando che 17 miliardi bastavano per dare 780 euro al mese ai 6 milioni di poveri indicati dall'ISTAT. Naturalmente, basta una calcolatrice per capire che è impossibile: 17 miliardi diviso 6 milioni di persone fa 3000 euro circa, pari a 250 euro al mese. Cioè un terzo di quanto promesso. 

Ma con la manovra di bilancio è andata ancora peggio. Perchè il governo ha stanziato solo 9 miliardi per il reddito di cittadinanza. Una somma che però comprende anche un miliardo per i centri per l'impiego e 800 milioni per l'integrazione di 500 mila degli oltre 3 milioni di persone che prendono la pensione al minimo. Restavano 7,2 miliardi che, sempre diviso per 6 milioni di persone, fa 1200 euro all'anno, pari a 100 euro al mese. Qualche giorno fa ulteriore novità: i miliardi totali sono 7, di cui uno per i centri per l'impiego. Quindi 6 miliardi per il reddito di cittadinanza, che diviso 6 milioni di poveri fa 1000 euro l'anno, 85 euro al mese. Ecco quello che mette a disposizione il Movimento 5 Stelle. In alternativa possono dare i 780 euro a 600 mila persone, se preferiscono. Resta da capire come scelgono le persone. Organizziamo una bella lotteria insieme a quella della Befana? 

Attenzione ad un dettaglio: io non sono contro il reddito di cittadinanza. A certe condizioni, è una buona cosa. E, contrariamnete a quello che dicono gli economisti, è facile dimostrare che aumenta la crescita economica del Paese. Perchè chi è disoccupato ha una certa quantità di denaro che è sufficiente a pagare le bollette di casa e mettersi davanti un piatto di pasta al giorno. Non c'è da scialare, ma non è questo lo scopo del reddito di cittadinanza. Chi invece lavora sa di poter contare su un sussidio che gli impedirà di morire di fame, in caso di licenziamento. Questo gli consentirà di spendere più soldi, perchè non c'è - come invece c'è oggi - la necessità assoluta di mettere da parte dei soldi, in caso di magra. E la Germania, dove c'è qualcosa di simile con l'Haarz IV, lo dimostra. 

Ma ci devono essere quelle condizioni. Che significa una legge che punisca col carcere gli evasori fiscali (ma il carcere vero, non l'affidamento ai servizi sociali o gli arresti domiciliari), una legge che punisca ogni infrazione delle leggi sul lavoro con pesanti multe, una legge che punisca coloro che lavorano in nero con la privazione del diritto di incassare soldi dallo Stato (pensione compresa) e compensi a chi invece denuncia il datore di lavoro che offre lavori in nero o con contratti che non vengano pienamente rispettati o che siano impropri (tipo contratto da apprendista per chi invece lavora da tempo). Una volta fatte queste ed altre leggi di contorno e applicate queste leggi per due o tre anni, in modo da sbattere in galera un bel po' di imprenditori disonesti, si può cominciare a pensare ad introdurre il reddito di cittadinanza. Che vale per tutti coloro non abbiano altri redditi in famiglia che consentano di vivere. Quindi torniamo agli 8 milioni (persona più persona meno) di cui parlavo prima. E alla copertura di circa 80 miliardi di euro. 

Una copertura che non può essere in deficit. 80 miliardi sono quasi il 5% del Pil. Uno sforamento di queste dimensioni verrebbe visto dai mercati in maniera veramente pessima e provocherebbe un aumento incontrollato dello spread e un crollo del Pil che ammazzerebbe l'economia italiana. E poichè gli aspetti positivi provocati dal reddito di cittadinanza impiegano tempo per emergere, il crollo del Pil e l'aumento della disoccupazione conseguente costringerebbe lo Stato ad aumentare il deficit a livelli mai visti in passato. Una situazione che distruggerebbe l'Italia economicamente e socialmente. 

E allora da dove si prendono i soldi? Beh, da chi ce li ha, ovviamente. Vale a dire ricchi ed evasori fiscali. E le due categorie coincidono in molti dei loro membri. Come ho detto prima, serve una legge che condanni gli evasori fiscali al carcere. Si potrebbe fare come negli Usa: una condanna da 5 a 15 anni. Lì a dire il vero sono da 5 a 15 anni per ogni anno in cui si evade, mentre qui da noi i Tribunali fanno lo "sconto grossista": se fai tanti reati collegati tra di loro (come evadere per più anni di seguito) prendi la condanna piena solo per il reato più grave; gli altri reati vengono scontati in maniera notevole. A cui va aggiunta una multa che sia adeguata. Una multa che sia proporzionata alla somma evasa. Per esempio una multa pari ad almeno 20 volte la somma evasa; 10 volte se si evade meno di un milione di euro. Così non viene recuperato il 100% dell'evasione fiscale (non sono un illuso), ma di sicuro dopo aver sbattuto in galera qualche decina di nomi famosi, almeno il 50% dell'evasione fiscale rientrerebbe. Poichè per coiprire gli 80 miliardi basta recuperare il 30% dell'evasione fiscale, ne abbiamo anche più del necessario. 

A queste condizioni, il reddito di cittadinanza può diventare un importante strumento propulsivo per l'economia nazionale. Perchè mantiene alta la domanda interna, il che crea un circolo virtuoso. Spieghiamolo un attimo. Immaginiamo di dare il reddito di cittadinanza oggi. Che cosa fa il disoccupato che riceve 780 euro al mese? Garantito che li spenderà tutti: il tenore di vita oggi non consente di mettere da parte soldi con quel reddito. E quindi aumentano gli incassi dei negozi di cui il disoccupato si servirà. Poichè sono milioni di persone ad avere il reddito di cittadinanza, in complesso sono soldi che verranno immessi nel circolo economico. Per cui saranno tanti i negozi che aumenteranno gli incassi e che, a loro volta, aumenteranno le richieste per i grossisti; i quali a loro volta aumenteranno le richieste presso fornitori ed importatori. All'interno di questo giro di affari che aumenta, prima o poi qualcuno comincerà ad assumere. E con stipendi alti: avendo 780 euro garantiti, perchè dovrei accettare un contratto precario da 500 euro al mese? Quindi il giro di affari aumenta sempre di più e aumentano ulteriormente le possibilità di assumere personale, sia nei negozi al dettaglio sia tra i grossisti e i produttori. 

E' questo il sistema creato in Germania. Ed è un sistema che funziona, visto che è il Paese economicamente più forte tra quelli europei. Chiaramente, la Germania l'ha progressivamente migliorato. Per cui le aziende non sono mai a conduzione familiare, ma si affidano a manager professionisti, che sanno che significa investire nell'azienda; non come in Italia, dove nessuna azienda investe seriamente. La delocalizzazione sparisce: se io ho progetti che mi sono costati sangue e fatica, non vado a correre il rischio di produrre in un Paese dove un dittatorello da due soldi oppure un governo autoritario mi manda i soldati in fabbrica e mi ruba i progetti. Credete che sia un caso se per esempio Mercedes e Volkswagen non hanno fabbriche in Cina o in Vietnam o in altri Paesi dove il costo del lavoro è inesistente? No, non lo è. Sanno che rischiano di rimetterci i progetti che sono costati miliardi in investimenti. Una azienda come la Fiat (oggi Fca) che non ha creato nulla di nuovo da 25 anni a questa parte, non ha di questi problemi. Per questo producono macchine mediocri e delocalizzano. 

Il problema, che a quanto pare nessuno vuole capire, è che il reddito di cittadinanza ha senso se inserito in un sistema. Se sono solo soldi dati a pioggia non funziona e non funzionerà mai. Anche perchè non troverete un solo economista che ammetta che il reddito di cittadinanza serve. Gli economisti sono persone ricche, sono professori universtari che hanno spesso scritto dei libri. E quasi sempre sono legati alle grandi aziende o ai governi da ricchi contratti di consulenza. Quindi che interesse hanno a dire qualcosa a favore dei più poveri? A loro interessa difendere gli interessi delle grandi aziende. E quindi non diranno mai che una legge che manda in galera gli evasori fiscali è una buona legge. E diranno sempre che gli 80 miliardi vanno regalati alle aziende perchè devono investire o devono assumere (cosa che non fanno). In realtà quei soldi finiscono nei capaci conti correnti che gli imprenditori hanno in Svizzera o nei paradisi fiscali. 


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di Antonio Rispoli
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