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Il reddito di cittadinanza, le cifre (di Grillo) non tornano


Il reddito di cittadinanza, le cifre (di Grillo) non tornano
19/05/2015, 19:15

Negli ultimi tempi, la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle si è concentrata sul reddito di cittadinanza. Una proposta di per sè semplice: 780 euro al mese per tutti coloro che guadagnano meno di questa cifra (quindi, se uno lavora part time e prende 500 euro al mese, ne riceverà 280); se rifiutano tre volte le offerte di lavoro ricevute tramite il collocamento, perderanno il diritto a questa somma. Messa così, già si pone un piccolo problema: e per i pensionati? Hanno comunque l'integrazione, e quindi un innalzamento di fatto della pensione a 780 euro, ma senza avere alcuna proposta di lavoro? Oppure niente integrazione? Ma tralasciamo, questo è un dettaglio. 

Il punto centrale è: quanto costa questa manovra? Secondo il Movimento 5 Stelle 17 miliardi l'anno. Sinceramente, la prima volta che l'ho letto, mi sono schiantato a terra dalle risate. Perchè è evidente che usano delle pessime calcolatrici a casa Grillo. Vediamo perchè. Con una premessa: mi baso ovviamente sui dati Istat attuali, ma seguitemi fino alla fine, perchè c'è la sorpresa finale. 

La cifra è di 780 euro al mese. Se moltiplichiamo 780 per 12 mesi abbiamo poco meno di 9500 euro l'anno. Naturalmente consideriamo la cifra come netta (anche se con l'attuale tassazione, su 780 euro al mese si pagherebbe poco meno di 200 euro l'anno di tasse). Per prima cosa bisogna moltiplicare questa cifra per i 3,3 milioni di disoccupati. E già superiamo quota 30 miliardi. Cioè abbiamo sforato di quasi il doppio. Ma non è mica finita qui. Perchè la stessa cifra verrà data ai NEET, cioè a coloro che non lavorano e non cercano lavoro perchè scoraggiati. Sono altri 2,9 milioni di persone. Il che significa che la spesa totale è intorno ai 60 miliardi. C'è poi un gruppo di persone, difficilmente quantificabile numericamente, che lavora, anche duramente, ma guadagna meno di 780 euro al mese. E' vero che secondo quello che dicono i grillini, queste persone dovrebbero avere una integrazione al reddito; ma chi glielo fa fare di lavorare, se hanno la stessa cifra senza fare nulla? E parliamo di una cifra che può essere stimata tra 1,5 e 2 milioni di persone. Quindi altri 15-20 miliardi. Se ci aggiungiamo qualche miliardo per l'integrazione alle pensioni, abbiamo circa 80 miliardi l'anno. 

Come si vede, basta una normale calcolatrice (se qualcuno è all'antica può farli anche a mano i calcoli) per mandare KO i calcoli presentati da Grillo e dal Movimento 5 Stelle. E qui sorge il problema delle coperture. Perchè' Grillo, sul suo blog, dice che i soldi proverrebbero dal taglio delle spese militari, dal taglio delle spese per pensioni d'oro e vitalizi, dalla spending review, dalle tasse sul gioco d'azzardo e via elencando. Ma a parte che su ogni singola voce ci sarebbe da discutere, così lui arriva a 17 miliardi. E gli altri 63? Non è una cifra da poco. Per chiarire le idee, vorrei dare un dato: lo Stato italiano spende, nel suo complesso, circa 800 miliardi di euro l'anno. Se con i tagli se ne vogliono ricavare 80, significa tagliare tutte le spese (compresi gli stipendi e le pensioni) del 10%. Un salasso del genere sarebbe letale per lo Stato italiano. Soprattutto in una situazione come quella attuale. 

Ma questa è la parte teorica. Cioè finora io mi sono limitato a considerare l'ipotesi teorica di 60 milioni di italiani tutti onestissimi, uno più onesto dell'altro. Ma adesso proviamo ad immaginare cosa succederebbe SUL SERIO se venisse approvata una tale legge. Ci sarebbe un esodo di massa dai posti di lavoro. Soprattutto le aziende di medie dimensioni manterrebbero un ristretto nucleo di lavoratori "ufficiali", mantenendo il resto in nero. Una soluzione che soddisfa tutti: il lavoratore, che incassa i 780 euro dallo Stato e i 5-600 euro al mese (o magari anche qualcosina in più) in nero dall'imprenditore; e l'imprenditore che paga solo lo stipendio al lavoratore e quindi aumenta il proprio guadagno. Chi ci rimette è lo Stato, che si troverà gli 80 miliardi diventare presto 90 o 100 l'anno, con un conseguente calo delle entrate delle tasse, dovute al fatto che diminuiscono i lavoratori dipendenti che pagano le tasse. Insomma, si instaurerebbe un circolo vizioso che costringerebbe il governo ad aumentare tantissimo le tasse o ad azzerare i servizi. 

Immagino l'obiezione: ma negli altri Paesi europei c'è il reddito di cittadinanza. Vero. Ma negli altri Paesi l'imprenditore che fa del lavoro nero finisce in galera o subisce multe pesantissime; e i controlli sono estremamente frequenti. Senza contare che poi ci sono pene pesanti anche per l'evasione fiscale e tutto il resto. Insomma, imbrogliare diventa la cosa meno conveniente. Non è così in Italia. Imbrogliare, con le leggi deboli e inapplicabili che ci sono, diventa la cosa più facile e più conveniente del mondo. Tanto, anche se ti beccano, le sanzioni sono così irrisorie che comunque l'imprenditore ci ha già guadagnato soldi a palate. Quindi, prima di fare paragoni con gli altri Paesi, importiamo le loro leggi. E magari importiamo anche la loro mentalità: all'estero un evasore fiscale, quando lo beccano, diventa un uomo socialmente escluso, la gente non vuole avere nulla a che fare con lui. In Italia l'evasore fiscale lo applaudono con ammirazione e dicono: "Hai visto quello? E' un vero furbo, è in gamba".

Ecco, finchè questa sarà la mentalità degli italiani, introdurre un reddito di cittadinanza sarà impossibile. E Grillo lo sa. Per questo insiste con il reddito di cittadinanza. Perchè in pratica sta dicendo agli italiani: "Voi votatemi e io vi faccio guadagnare bei soldini senza che dobbiate lavorare. Poi, se volete uno stipendio ricco, vi trovate un lavoro in nero". Un invito che trova largo seguito, perchè ci sono larghe fasce di popolazione che vogliono solo questo: una sicurezza economica garantita mentre fanno altro. E visto che non è il lavoro che può garantire questo (la legge Biagi, poi la legge Fornero e poi il Jobs Act hanno eliminato qualsiasi tutela per il lavoratore) si punta ad altre risorse. Come il reddito di cittadinanza. Peccato che, come ho appena dimostrato, è una soluzione irrealizzabile. 

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di Antonio Rispoli
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