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Il "rimborso IMU" di Berlusconi:: un reato votare Pdl?


Il 'rimborso IMU' di Berlusconi:: un reato votare Pdl?
20/02/2013, 15:53

Sui giornali di ieri è arrivata la notizia che il Pdl ha inviato lettere, molto simili a quelle usate dall'Agenzia delle Entrate, con l'intestazione "Rimborso Imu" e all'interno una lettera, firmata da Silvio Berlusconi in cui, in sostanza, si dice che se il Pdl andrà al governo, restituirà l'Imu pagata nel 2012. Ora, nel merito è una cavolata: nel 2013 saremo ancora in recessione, si prevede un deficit di bilancio di almeno 20 miliardi da colmare e quindi non ci sarà spazio per trovare altri 4 miliardi per uno sgravio fiscale simile. Ancora peggio la copertura: aumento delle tasse su sigarette e alcolici (come se non fossero abbastanza cari) e taglio delle spese (che tradotto significa meno ospedali, meno cure, meno scuola, meno pensioni). 
Ma, come giustamente ha fatto notare sul sito Rivoluzione Civile il loro leader Antonio Ingroia, qui si tratta addirittura di un reato penale: violazione degli articoli 96 e 97 della legge elettorale del 1957. Vediamo cosa dicono.
L'articolo 97 recita testualmente: "Chiunque usa violenza o minaccia ad un elettore o ad un suo congiunto, per costringere l'elettore a firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura od a votare in favore di una determinata lista o di un determinato candidato, o ad astenersi dal firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura, o dall'esercitare il diritto elettorale o, con notizie da lui conosciute false, con raggiri od artifizi, ovvero con qualunque mezzo illecito atto a diminuire la libertà degli elettori, esercita pressione per costringerli a firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura od a votare in favore di determinate liste o di determinati candidati, o ad astenersi dal firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura o dall'esercitare il diritto elettorale, è punito con la pena della reclusione da un anno a cinque anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000 (la dizione è vecchia, si tratta di una multa da 300 a 2000 euro, ndr)". Insomma, tradotto in termini semplici: chi usa la forza o il ricatto per convincere una persona o un suo familiare a votare in una certa maniera, è punito con galera e multa. E il contenuto della lettera ha un contenuto decisamente ricattatorio: "Vota me oppure non riavrai indietro i soldi che hai pagato per l'IMU". 
Ancora più interessante è l'articolo 96, che recita: "Chiunque, per ottenere a proprio od altrui vantaggio la firma per una dichiarazione di presentazione di candidatura, o il voto elettorale o l'astensione, offre, promette o somministra denaro, valori, o qualsiasi altra utilità, o promette, concede o fa conseguire impieghi pubblici o privati ad uno o più elettori o, per accordo con essi, ad altre persone, è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000, anche quando l'utilità promessa o conseguita sia stata dissimulata sotto il titolo di indennità pecuniaria data all'elettore per spese di viaggio o di soggiorno, o di pagamento di cibi o bevande o remunerazioni sotto il pretesto di spese o servizi elettorali. La stessa pena si applica all'elettore che, per apporre la firma ad una dichiarazione di presentazione di candidatura, o per dare o negare il voto elettorale o per astenersi dal firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura o dal votare, ha accettato offerte o promesse o ha ricevuto denaro o altra utilità". Anche qui, usciamo dal tecnico per usare espressioni terra terra: chiunque promette qualsiasi cosa (soldi, beni, ecc.) ad un altro per essere votato, commette il reato in questione, a qualsiasi titolo venga data questa "utilità". Compreso quindi il rimborso di tasse. Di conseguenza, mandare una lettera simile in teoria potrebbe costituire un reato. 
Ma la cosa più curiosa è l'ultimo capoverso: c'è la stessa pena per chi accetta questa utilità. Quindi, in teoria, chiunque voti Pdl potrebbe essere indagato e condannato per voto di scambio. Naturalmente è una possibilità teorica: innanzitutto perchè il voto è segreto, e secondo la legge italiana la confessione non ha valore se non suffragata da altre prove. Di conseguenza, è impossibile provare da un punto di vista legale che il reato ci sia stato. Inoltre, bisogna anche dimostrare che uno ha votato Pdl perchè attirato da quel voto di scambio. Insomma, diciamo che è un reato morale. perchè anche chi lo compirà (se lo compirà) non è ceto perseguibile. 
Tuttavia la cosa è significativa del degrado sociale in cui è l'Italia. Siamo al punto che commettere un reato è considerato solo campagna elettorale. E soprattutto, è una cosa che non verrà mai sanzionata. Ma negli altri Paesi occidentali non sarebbe mai accettata. E lo vediamo: in Germania due Ministri si sono dimessi per aver copiato il dottorato, in Ungheria si è dimesso il presidente per aver copiato la tesi di laurea, in Inghilterra una deputata si è dimessa perchè il marito ha usato la carta di credito che lei aveva avuto per le spese connesse al suo ruolo (e quindi a spese dello Stato) per pagare l'acquisto di un film pornografico. Sciocchezze, rispetto a quello che combinano i nostri deputati in Italia. Ma qui non si indigna nessuno. E attenzione, che questo è un capitolo da cui non è escluso nessun partito. Perchè anche nel Movimento 5 STelle sono state organizzate le cosiddette Parlamentarie, una buffonata che è servita per candidare parenti, amici e affini di attivisti del Movimento 5 Stelle. ANche questo all'estero sarebbe considerata una cosa inammissibile. Ma giustamente, considerando che partiti come il Pdl candidano persone processate per mafia; che la Lega governo una regione (il Piemonte) pur non avendone la legittimità; che il Pd fa lo stesso (Errani in Emilia Romagna è al suo terzo mandato come governatore regionale, grazie ad una interpretazione a dir poco sballata della legge elettorale che fissa a 2 i mandati consecutivi possibili)... ecc. ecc. Purtroppo agli italiani manca completamente il senso etico. E i partiti politici, che sono la summa di ciò che sono gli italiani, ne hanno meno di tutti. 

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di Antonio Rispoli
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