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Il riscaldamento globale: ci provoca danni e non ce ne accorgiamo


Il riscaldamento globale: ci provoca danni e non ce ne accorgiamo
27/11/2018, 15:52

Ogni tanto mi capita di leggere qualche politico o qualche industriale che parla contro il riscaldamento globale, affermando che si tratta di una teoria fasulla, che non c'è niente di cui preoccuparsi e così via. ALtre volte lo dicono in maniera più subdola: "Adeguarsi alla green economy? Costa troppo". Ecco, adesso vediamo quanto costa il non adeguarsi. 

E lo vediamo in questi giorni per esempio. Abbiamo avuto alcuni giorni di forte maltempo, con trombe d'aria, acquazzoni violenti, allagamenti e così via. Tutto normale, si potrebbe dire con un po' di superficialità. Fenomeni del genere ci sono sempre stati. Ed è vero. Quella che cambia è la frequenza. Adesso le piogge violente sono aumentate, rispetto ai giorni di pioggia normale. Per un po' di tempo le si è chiamate "bombe d'acqua", espressione poco condivisibile. Ma non è il nome che conta. E' la sostanza. Cioè delle perturbazioni in cui la quantità di pioggia che cade è più elevata del normale. E che sono più frequenti di 30 o 50 anni fa. E le trombe d'aria? Una volta erano un fenomeno abbastanza eccezionale in Italia, avvenivano, ma una decina di volte all'anno. Quest'anno ne sono state contate quasi 40. 

Prima di continuare una parentesi. Quando parliamo di clima, non parliamo mai di cambiamenti rapidi. Fare raffronti con l'anno scorso o con cinque anni fa è ridicolo. Di solito i confronti si fanno a distanza di 30 o 50 anni, che sono tempi abbastanza lunghi da escludere il caso eccezionale. Perchè il clima è qualcosa che non può essere previsto nel lungo termine. Possiamo sapere cosa succederà domani o tra tre giorni, ma già le previsioni ad una settimana sono alquanto incerte. Quelle ad un mese sono una bufala e quelle sulla prossima stagione invernale o estiva sono un barzelletta. Proprio per questo magari può capitare che ci sia un periodo particolarmente piovoso o particolarmente arido senza che ci sia una causa unica oggettiva. Ma se a 30 anni di distanza la temperatura media sale, se la piovosità media aumenta, se aumentano le trombe d'aria che colpiscono una certa zona, allora c'è qualcosa che non va. 

E naturalmente il problema non è solo l'Italia. Ho visto delle immagini girate una decina di giorni fa in cui si vedeva il deserto allagato. Erano immagini girate in diverse zone della Arabia Saudita e dei Paesi confinanti. Ed è impressionante: il deserto è tale perchè è formato da uno strato di sabbia sopra uno strato di rocce argillose. La sabbia non consente all'acqua di rimanere in superficie, ma le roccce sono impermeabili e quindi l'acqua può ristagnare in profondità. Per questo si possono trovare pozzi e oasi anche nel deserto. Ma quando la pioggia scende in quantità enorme, si crea di fatto un lago perchè l'acqua non riesce a superare le rocce. Ma deve essere veramente una quantità enorme, perchè deve coprire una superficie di diversi ettari per una profondità di parecchi metri. E per definizione nel deserto non capita praticamente mai. Credo che gli abitanti di quelle zone non abbiano mai visto tanta acqua piovana tutta insieme nella loro vita. 

E naturalmente anche la violenza dei fenomeni metereologici non è limitata all'Italia. Noi qui abbiamo al massimo trombe d'aria, ma per esempio il Centroamerica e il Giappone sono spesso colpiti da tornado ed uragani. E uno studio di alcuni anni fa scoprì che oggi tornado e uragani sono più numerosi e più forti di 30 anni fa. "Più forti" è da intendersi secondo l'apposita misurazione che viene fatta in base ai venti, che divide i tornado in 5 livelli, dove il livello 5 è il più forte. Non solo sono di più i tornado che si sviluppano in un anno, ma il valore medio di tutti i tornaod dell'anno è più alto. Tradotto: se per esempio una volta avevi due o tre tornado di livello cinque in un anno, oggi ne ritrovi anche una mezza dozzina. I numeri sono inventati, ma il principio è quello. 

E che c'entra il riscaldamento globale con tutto questo? Beh, per capirlo a fondo, bisogna aver studiato meteorologia o conoscere la fisica. La sostanza è questa: le perturbazioni, le piogge e gli altri fenomeni atmosferici distruttivi traggono forza dall'umidità dell'aria. E il riscaldamento globale (che ha aumentato la temperatura media anche dei mari) aumenta la quantità di acqua che si trasforma in vapor acqueo e sale nell'atmosfera. Cioè aumenta l'umidità dell'aria. E questa umidità alimenta la perturbazione o il tornado o la tromba d'aria. E' un meccanismo denominato "a pompa" perchè funziona come una pompa che aspira umidità dall'aria. 

Attenzione ad un dettaglio. Questo si riferisce all'intensità delle precipitazioni oppure di un tornado. Ed è chiaro che se passa un tornado e sbatte una atovettura nel muro di una casa, c'è poco da fare. Diverso è invece il discorso per quanto riguarda i danni. Perchè qui c'è da considerare l'intervento umano. Decenni di deforestazione hanno reso le pareti delle montagne e delle colline deboli e che quindi con la pioggia possono dare facilmente origine a frane e smottamenti. L'abitudine di incanalare i fiumi sotto le città (per avere più spazio per costruire) ha fatto sì che in molte città appena viene a piovere il fiume, che non può più allargarsi perchè non ha un greto per farlo, va verso l'alto ed inonda la città. L'incapacità di molti sindaci che non si preoccupano delle più elementari operazioni di pulizia di tombini e caditoie provoca allagamenti a raffica. E ciascuno di questi fenomeni nel lungo termine ne possono provocare altri. Per esempio, quando si legge che si è aperta una voragine, quasi sempre è dovuto al fatto che l'acqua ha dilavato tutto lo strato sotto l'asfalto e che reggeva l'asfalto stesso creando una sorta di caverna. E prima o poi l'eccesso di peso provocato dalle autovetture fa crollare il soffitto di quella caverna. Naturalmente in qualche caso può essere un incidente (ricordo un caso a Forenze, provocato da una conduttura rotta) ma di solito la causa è un modo di costruire le strade sbagliato che permette all'acqua di infiltrarsi in profondità. 

Solo su una cosa i contestatori del riscaldamento globale dicono la verità. E cioè che oggi usare una tecnologia che non usi carburanti fossili è più costoso. Ma questo dipende dal fatto che i carburanti fossili sono usati estensivament da oltre 150 anni. Cominciamo ad investire in tecnologia green e vediamo tra 150 anni dove ci troviamo. Già oggi possiamo azzerare quasi completamente le emissioni di autoveicoli e nella produzione di energia. Senza usare tecnologie nuove, abbiamo le auto ibride, che usano il gas (che inquina poco) per muoversi e per ricaricare la batteria; e la batteria (che non consuma niente) per risparmiare il motore a scoppio. E quasi ovunque nel mondo possiamo sostituire le centrali a gas, a petrolio o a carbone con pannelli solari, pale eoliche o altri impianti che producono energia senza inquinare. E anche sulle auto si potrebbero mettere pannelli solari per aumentare il tempo di utilizzo della batteria. 

E parliamo solo di quello che è disponibile adesso. Ma vogliamo parlare di quello che esiste a livello di prototipi o su scala troppo piccola per poter essere utilizzato su larga scala? Per esempio, pochi sanno che se io unisco ossigeno ed idrogeno con un apposito catalizzatore, ottengo acqua ed energia. E che l'acqua può essere separata in ossigeno ed idrogeno. Quindi in teoria io posso creare un circuito a base di acqua dove produco energia separando e riunendo i due gas. La tecnologia è nota, veniva utilizzata sulle capsule Apollo che andavano sulla Luna per produrre energia elettrica per far funzionare tutti i macchinari. Il problema è che costa troppa energia per essere conveniente. Ma magari un domani si riuscirà a creare un sistema che non costi troppa energia. 

Inoltre magari si riusciranno a creare motori a scoppio oppure motori a reazione per aerei che usano come carburante l'idrogeno. Bruciare l'idrogeno ha come sottoprodotto solo acqua, niente gas serra, niente polveri sottili, niente di niente. Solo acqua. Come si vede, in questo caso non bisogna neanche andare a cercare un nuovo tipo di motore. Il problema è che l'idrogeno di per sè è di difficile conservazione: se viene a contatto anche solo con piccole quantità di ossigeno, esplode. E' per questo che all'inizio del '900, quando si cominciarono ad usare dei dirigibili, ci furono moltissimi incidenti (il più famoso è quello che toccò all'Hindeburg). All'epoca si usava l'idrogeno e se per caso si creava una crepa da qualche parte e cominciava ad entrare l'ossigeno, esplodeva tutto. Ma oggi la tecnologia dei contenitori stagni è molto più sicura. Anche se bisogna fare molti esperimenti, prima di riuscire a convincere la gente ad andare in giro con una gigantesca bomba sotto al sedere. 

Ma ci sono tante altre tecnologie (alcune note, altre meno note) che possono essere sviluppate per evitare di usare i combustibili fossili. Il problema non è scientifico, ma politico. Gli imprenditori che producono o usano combustibili fossili sono le lobby più potenti del mondo. E hanno disponibilità di denaro enormi. Per loro ci vuole poco per finanziare il politico Tizio o Caio a condizione che sostenga i loro prodotti. Trump attualmente ne è l'esempio più lampante. La lobby del petrolio è una delle più potenti e gli ha finanziato la campagna elettorale per diventare presidente per diversi milioni di dollari. E Trump ha ricambiato facendo costruire un oleodotto nel mezzo di uno dei luoghi più sacri per i pellerosse e autorizzando la costruzione di un altro oleodotto nel bel mezzo di una riserva naturale marina in Alaska. Oltre ad altri provvedimenti del genere. Invece ci vorrebbero leggi di carattere opposto. Ma a Trump interessa solo il proprio portafogli, per lui il resto del mondo può andare a farsi fottere. E sono molti i politici che la pensano così in ogni Paese. Ed è questo che impedisce di far scendere il livello di inquinamento da gas serra e quindi di fermare la crescita della temperatura terrestre. 

Perchè c'è il fatto che la gente non si rende conto. Non serve mica che la Terra abbia una temperatura di 50 gradi per creare problemi. Basta un grado o due in più per far salire gli oceani e raddopiare tornado e uragani. C'è un film, trasmesso in Italia col titolo inglese "Day after tomorrow", in cui si immagina proprio questo: l'aumento della temperatura terrestre porta ad una serie di conseguenze che portano ad una specie di era glaciale che congela tutto l'emisfero settentrionale della Terra: Europa, Russia, parte della Cina, più della metà degli Stati Uniti, Giappone: tutto congelato. E non parliamo di una nevicata, parliamo di temperature che raggiungono picchi di oltre 100 gradi sotto lo zero. Certo, è un film, un'opera di fantasia che lascia il tempo che trova. Ma siamo sicuri che questa fantasia non si trafsormi in realtà? Noi che ne sappiamo di quello che succederà, alzandosi la temperatura? E anche se non ci sarà un'era glaciale, immaginate cosa succederà se il mare si alzasse per esempio di 10 metri? Tutte le città costiere verrebbero distrutte dalle acque. Teniamo presente: 10 metri di altezza significa un palazzo di tre piani. Andate ad affacciarvi alla finestra e provate a immaginare che succederebbe se tutta la zona vostra venisse coperta d'acqua fino al terzo piano di ogni palazzo. Quanti sopravvivrebbero? Perchè se uno non vivce in una zona che è a strapiombo sul mare, non è che se ne può scappare facilmente. La maggior parte delle città costiere sono al termine di tratti che sono pianeggianti per chilometri. E tutta quella zona verrebbe coperta d'acqua istantaneamente. Dove pensate si possa scappare?

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di Antonio Rispoli
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