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Il sottile lavaggio del cervello fatto da Grillo agli italiani


Il sottile lavaggio del cervello fatto da Grillo agli italiani
10/04/2013, 15:02

C'è un aspetto che finora non è mai stato toccato, pur essendo evidente, nell'azione di Beppe Grillo. E' un sottile acido, versato sulla coscienza collettiva del Paese. 
SI tratta di una considerazione mai espressa chiaramente ma sempre sottintesa. La considerazione è che occuparsi di politica è una cosa semplicissima e banale; così semplice e banale che chiunque può farla. Magari part time: 10 anni (o meno) di cariche politiche e via, il ritorno a casa. L'idea non è certo nuova: nei pochi testi relativi alla stesura della Costituzione americana, si parlava del fatto che i politici eletti al Congresso (cioè la Camera Bassa) dovessero essere persone che lasciano le loro attività per 4 o 8 anni e poi tornano alle loro case. Ma oggi questo non è più fattibile. Il livello di complessità in cui deve agiure un governo è tale che c'è bisogno di specialisti. Cioè di persone che magari fino ad un certo punto hanno anche fatto altro; ma che poi si dedicano esclusivamente alla politica. E là restano, come eletti o come consulenti per le nuove generazioni. 
A questo punto immagino l'obiezione dei grillini: "Ma qui in Italia...". E già questo è un modo sbagliato di ragionare. Perchè qui in Italia abbiamo assistito ad una degenerazione progressiva della politica in ladroneria. Una cosa che dipende dagli italiani, non da regole o principi. Perchè è chiaro che il politico che ruba o che comunque delinque, lo fa comunque, violando ogni principio ed ogni regola. Quindi, che sia politico da tempo o appena entrato in Parlamento, il risultato è lo stesso. 
Ma gli italiani si sa, non si accorgono di niente. Anzi, quanto più una cosa è sciocca, tanto più gli corrono dietro. E così adesso tutti ad inseguire "il nuovo", i cui paladini sono i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Ma che cos'è il nuovo? Basta guardare. In Parlamento abbiamo una massa di persone che ogni giorno dimostrano sempre più la propria incompetenza. Giusto per dare un dato numerico esemplificativo: nel tempo in cui i 163 deputati e senatori grillini hanno presentato tre disegni di legge, gli altri partiti ne hanno presentato più di mille. E questo la dice lunga sulla loro preparazione. Quindi è questo che si vuole? Essere governati da una banda di incapaci? Anche ammesso che siano tutti onesti, a che serve? C'è una frase, tra quelle che passano spesso su Facebook che mi ha sempre colpito, per la sua concretezza: "A che serve avere le mani pulite, se le teniamo in tasca?". Ed è qui la summa della situazione. Bisogna sì avere rappresentanti politici onesti, ma che siano anche capaci. E questo sapendo che resta comunque difficile che all'interno di un partito siano tutti onesti, ma con la consapevolezza che chi sbaglia sicuramente verrà espulso. 
Cosa che non avviene nel Movimento 5 Stelle. Per carità, finora è nei guai con la giustizia, ma i prodromi ci sono. Come è noto, il Movimento 5 Stelle l'anno scorso ha eletto un sindaco sia a Parma che nel comune di Mira, in provincia di Venezia. Con quali risultati? A Parma il deficit comunale è aumentato; l'inceneritore contro cui Pizzarotti aveva detto che si sarebbe battuto è regolarmente stato messo in funzione; e finora l'amministrazione è stato un misto di inerzia e di soluzioni alla Berlusconi/Monti, con più tasse e meno servizi. A Mira, che non aveva gli stessi problemi di debiti, anzichè chiudere le società partecipate e municipalizzate, come dicono in propaganda elettorale, hanno messo ai vertici di queste società parenti, fidanzate e partner dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle. Insomma, fatte le debite proporzioni, è qualcosa di simile alla parentopoli di Alemanno a Roma. Certo, non è nulla di illegale, ma ci si aspetterebbe una maggiore onestà etica da chi propugna l'onestà. 
In realtyà il partito di persone che hanno abbondantemente dimostrato una onestà di comportamenti già c'era: l'Idv. Ma gli attacchi concentrici a cui è stato sottopostio l'hanno disarticolato. Prima i servizi diffamatori di Report e Milena Gabanelli, basati sulla menzogna che Di Pietro avrebbe 40 o 50 case; poi il Pd che ha garantito il posto in parlamento a quei deputati che avessero lasciato l'Idv; poi la campagna elettorale, dove sembrava che l'u8nico partito avversario del Pd fosse l'Idv, dato che è stato l'unico contro cui si è scagliato Bersani; infine, pochi giorni fa, il tentativo di Orlando di mettersi alla testa del partito. A questo si deve aggiungere l'assoluto oscuramento dell'Idv in Tv o sui giornali: sono tre mesi che nessun giornale parla di quel partito o ne intervista un componente. E' chiaro che di fronte ad una offensiva concentrica di Tv, giornali e politica, un piccolo partito aveva già scarse possibilità di resistere. Ma in Italia, dove i cittadini hanno una memoria debolissima, quelle possibilità sono crollate a zero: tutti si sono dimenticati che l'Idv è stato l'unico partito che si è opposto sia al governo Berlusconi, sia al governo Monti; è stato l'unico che ha cercato di cambiare la legge elettorale mediante un referendum; è stato l'unico partito (anche se ci sono stati poi i movimenti civici) che ha raccolto le firme per i referendum del 2010. E qual è stato il ringraziamento per essersi schierato dalla parte dei cittadini in queste importanti battaglie? Basta guardare i risultati delle ultime elezioni. 

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di Antonio Rispoli
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