Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

Il Venezuela prossima vittima dell'operazione "Saddam Hussein"


Il Venezuela prossima vittima dell'operazione 'Saddam Hussein'
02/08/2017, 15:53

Quando George Bush decise di eliminare Saddam Hussein, dopo l'invasione e la conquista dell'Afghanistan, i mass media cominciarono a raccontare un sacco di menzogne sull'Iraq, mescolandolo a qualche fatto vero. Alla fine uscì fuori la storia delle "armi di distruzione di massa": iniziò con un articolo di Panorama in cui si raccontava che Saddam Hussein si era procurato dell'uranio in Africa e voleva utilizzarlo per costruire armi nucleari. Ovviamente era tutto falso, ma partendo da là tutti i mass media occidentali cominciarono a battere la grancassa fino a quando l'esercito statunitense invase l'Iraq, ne distrusse l'esercito e conquistò il potere. Saddam Hussein venne catturato e poi, dopo una farsa di processo, impiccato davanti alle telecamere per soddisfare la voglia di vendetta dei cittadini statunitensi. 

Perchè sto riassumendo questo fatto? Perchè la stessa cosa si sta verificando anche in Venezuela. Non si può raccontare la balla che il presidente venezuelano Nicholas Maduro compra l'uranio per fare le bombe atomiche, perchè non ci crederebbe nessuno. Allora si racconta la balla di Maduro dittatore spietato, che ammazza la gente che protesta. A che scopo, naturalmente, è tutto da spiegare. Ma non c'è bisogno di farlo, tanto la gente non si fa domande. Legge le balle sui poveri manifestanti che vengono uccisi dal cattivissimo Maduro e non si fa altre domande. Si limita solo ad odiare maduro. Così, quando un esercito - di mercenari o regolare - invaderà il Venezuela, nessuno protesterà. Ma gli Stati Uniti cercheranno di non arrivare a quell'estremo. Cercheranno di risolverla con l'esercito del mercenari che già sta agendo. Mi riferisco a quei "manifestanti" che secondo i mass media vengono uccisi. In realtà sono mercenari assoldati dai ricchi imprenditori che sono in Venezuela (una parte di loro non sono nati in quel Paese, ma in Europa o negli Usa) guidati da agenti provocatori della Cia. 

La dimostrazione si è avuta domenica. Avete trovato un solo giornale italiano che abbia detto quanti sono stati i votanti per l'Assemblea Costituente? No, è stato riportato solo che l'opposizione ha detto che ci è andato il 10% a votare. Come se fosse un dato ufficiale. In realtà, sono andate a votare quasi 9 milioni di persone, con una affluenza che non si vedeva dai tempi di Chavez. Se consideriamo che a quasi metà del corpo elettorale non è stato permesso di arrivare ai seggi, a causa dei manifestanti che hanno bloccato punti di accesso strategici... Su Youtube c'era un video registrato in una zona rurale, dove un gruppo di persone si sono organizzate per un attraversamento volante di un fiume pur di andare a votare, perchè i ponti erano stati bloccati dai "manifestanti". 

In Italia poi a complicare le cose c'è un altro fattore: tutte le persone conosciute per sparare cazzate ed idiozie si sono schierate da tempo a favore di Maduro. Mi riferisco per esempio a Diego Fusaro, che in questi giorni ha scritto un editoriale per il Fatto Quotidiano, pieno di paroloni inutili e fuorvianti. Per non parlare degli esponenti del Movimento 5 Stelle, che nel corso del tempo hanno più volte (a sproposito) indicato il Venezuela come esempio da prendere per le loro insulse teorie sulla sovranità monetaria. Inoltre Di Maio ebbe la geniale idea in una intervista di suggerire che Maduro andasse in Libia a fare da mediatore per risolvere la guerra civile in corso. Quindi è chiaro che le persone che non sanno nulla di cosa accade in Venezuela possono sfruttare quelle cretinate dette e la scarsissima attendibilità di chi le ha dette per dare ulteriormente addosso a Maduro. 

Negli ultimi mesi ho fatto diversi editoriali sul Venezuela, in cui ho spiegato la situazione. Ma come al solito, in pochi l'hanno letto: se non è un giornale importante, chi lo legge? E così in pochi hanno letto che quella in corso in Venezuela non è niente altro che un assalto alle istituzioni venezuelane. Quello che si cerca di fare è creare una situazione di tensione che giustifichi la presenza di qualche presenza "superpartes" che sostituisca Maduro prima delle prossime elezioni. Oppure troveranno qualche altro modo per truccare le elezioni. Perchè è chiaro che gli Usa vogliono tornare agli anni '70, quando il Sud America veniva da loro definito "il nostro giardino di casa". Un giardino di casa che si è decisamente trasformato dopo le elezioni di Chavez in Venezuela e di Evo Morales in Bolivia. E' divertito un giardino a chiazze. Certo negli ultimi anni gli Usa hanno rimesso le cose a posto: hanno rimesso un loro uomo al comando dell'Argentina (e infatti Mauricio Macri sta massacrando i propri cittadini, tassando la povera gente e svendendo agli Usa le risorse petrolifere nazionali) e, sia pure con più fatica, hanno fatto lo stesso in Brasile (Michel Temer, anche se è indagato). E tutto sommato sulla Bolivia possono anche sorvolare. 

Ma non sul Venezuela. Innanzitutto perchè ha enormi giacimenti petroliferi. E seconda cosa perchè strategicamente, dal Venezuela si possono controllare sei Paesi diversi. Quindi diventa una base logistica essenziale. Che non può essere lasciata a chi vuole una popolazione che abvbia di che vivere, come voleva Chavez e come vuole maduro. E come invece non vogliono gli imprenditori, nazionali e stranieri. I quali vogliono ritornare agli anni '80, quando pagavano i loro lavoratori l'equivalente di 10 o 15 dollari al mese, quando li pagavano, Una situazione di tutta comodità, per gente che vuole arricchire in maniera smisurata. Ma una situazione che Chavez ha mandato a carte quarantotto, perchè ha cominciato a tassare gli imprenditori e ha usato quei soldi, insieme ai proventi dell'industria petrolifera, per dare i servizi essenziali ai cittadini del Venezuela. 

E quando parlo di "servizi essenziali", parlo proprio del minimo del minimo. Quanti sanno che prima di Chavez metà della popolazione del Venezuela non aveva l'acqua corrente? Quanti sanno che non avevano la possibilità di avere una aspirina o di farsi ricucire una ferita? Chavez ha dato loro scuole, ospedali, acqua corrente e così via. Questa è la realtà. Poi c'è la menzogna. Quella di uno Chavez che si intascava i soldi per crearsi un proprio tesoro (e poi l'accusa è stata passata su Maduro). Chavez dittatore che reprime la protesta. Chavez che impoverisce e danneggia la popolazione venezuelana. E così via. In realtà, non risulta che Chavez abbia intascato somme rilevanti (se poi si è comprato una macchina a spese dello Stato, direi che è veniale, dato che non era una Mercedes). E in quanto alla repressione, qui abbiamo una situazione che è identica a quella di tanti altri Paesi che gli Usa hanno messo nella loro lista dei cattivi. 

Cioè in questi Paesi la Cia manda spie e agitatori che prima o poi vengono arrestati. E a quel punto li si fa passare per vittime. A Cuba l'hanno fatto per esempio con Yoani Sanchez, conosciuta da tutti solo come blogger e che raccontava spesso di essere arrestata o picchiata dai soldati o dai poliziotti cubani. Peccato che tra una cosa e l'altra andava e veniva tranquillamente da Cuba e nell'isola usava tranquillamente la linea internet riservata ai turisti. In Venezuela usano altri personaggi. DI recente anche un "violinista", cioè uno che si è fatto filmare mentre suonava il violino durante gli scontri e ha raggiunto così una elevata popolarità. E una settimana fa è stato arrestato. Peccato che i giornali non abbiano detto che è stato arrestato per sospetto spionaggio, visto che ha incontrato quattro funzionari dell'ambasciata statunitense. E adesso non venitemi a dire che che a chiunque può capitare di essere chiamato dall'ambasciata Usa e viene invitato da ben quattro funzionari. No, perchè io non conosco nessun caso del genere...

In Venezuela questo è facilitato dal fatto che gli imprenditori, chi più e chi meno, sono dalla parte degli Usa. Non per niente una delle prime mosse che hanno messo in atto per colpire l'economia e la popolazione venezuelana, è stata quella di esportare tutta la produzione agricola negli Usa. Così il governo Maduro è costretto ad importare cibo per fare in modo che la popolazione possa acquistarlo a prezzi calmierati. Che vuol dire? Che il governo stabilisce dei prezzi che sono più bassi di quelli di mercato per i prodotti di prima necessità. Una misura che potrebbe essere evitata, se gli imprenditori agricoli mantenessero la produzione all'interno dei confini nazionali. E non pensate che lo facciano per guadagnare di più: i mercati agricoli Usa sono talmente sovraccarichi che quelle merci vengono praticamente svendute. Ma agli imprenditori venezuelani basta togliere il cibo dalla bocca dei loro connazionali più poveri. In modo che possano incolpare di questo Maduro. E se qualcuno muore di fame? Per loro è meglio: si accelera la caduta di Maduro. 

C'è poi il problema del welfare. Ho accennato al cibo che viene comprato e venduto ai cittadini poveri sotto prezzo. Ma poi ci sono i soldi per le scuole pubbliche, per gli ospedali pubblici, per i sussidi di disoccupazione. Tutti soldi che è difficile reperire nel Paese, dato che gli imprenditori hanno allestito piccoli eserciti personali (arrivano anche a 200 uomini) con cui hanno annunciato già da anni che si opporranno con le armi a qualsiasi tentativo dello Stato di fargli pagare le tasse. Maduro poteva solo scegliere tra il non incassare le loro tasse o mandare l'esercito a fare una strage. Ma la seconda soluzione avrebbe danneggiato la reputazione del Paese nel mondo molto più di quanto sia successo finora e quindi ha lasciato perdere e si è rassegnato a non incassare e tasse. Ma ovviamente, nulla di questo esce sui giornali italiani. 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©