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Immigrazione, quando l'indifferenza vince sulla speranza


Immigrazione, quando l'indifferenza vince sulla speranza
14/08/2013, 17:50

C'è una data che rimarrà impressa nella memoria di tutti, cattolici e non, credenti e atei. L'8 luglio 2013. Quel giorno verrà ricordato per un evento in particolare: la visita di Papa Francesco a Lampedusa. Il papa 'venuto dalla fine del mondo' visita quel luogo che molto spesso è stato segnato da sbarchi di migranti provenienti da Paesi difficili e da tragedie che hanno risucchiato vite umane in mare.
Viaggi della speranza sulla direttrice Africa-Europa che hanno fatto perdere la vita ad almeno 25mila persone negli ultimi 20 anni. Si calcola.
Dopo la messa, il papa incoraggiò i lampedusani, chiedendo loro di ”proseguire in questo atteggiamento tanto umano quanto cristiano”
E ancora, dall'account Twitter @Pontifex_it: "Preghiamo per avere un cuore che abbracci gli immigrati. Dio ci giudicherà in base a come abbiamo trattato i più bisognosi".
Ma il messaggio più significativo, il monito più acuto arrivò nel corso dell'omelia. Fu proprio quel 'No', scandito con forza, nei confronti di quella ‘globalizzazione dell'indifferenza’.
A poco più di un mese da quella storica visita, quel messaggio sembra però già essere caduto nel vuoto, dimenticato. 
L’ennesimo evento drammatico, l'ennesima tragedia sulla spiaggia di Catania.
Minacciano la nostra identità e ci tolgono il lavoro, gridano alcuni. Producono ricchezza e dovrebbero essere di più, rispondono altri.
Sono discordanti i pareri espressi quando si parla di immigrazione, un fenomeno sociale mondiale molto controverso e su cui, forse, non si finirà mai di parlare.
Stando ai dati Istat relativi al 2012 sulla popolazione straniera presente in Italia, risultano 4.387.721 gli stranieri, 334 mila in più rispetto all'anno precedente.
Ma da cosa sono spinte così tante persone, tra cui anziani e bambini, ad emigrare dal loro paese d’origine? E come giungono qui in Italia?
E’ proprio di questi giorni la notizia dello sbarco sulle coste del catanese di migranti che sono annegati mentre tentavano di raggiungere la riva, dopo che il peschereccio su cui viaggiavano si era arenato a15 metri dalla riva. Un vero e proprio genocidio.
Guerre, regimi dittatoriali, condizioni di vita insostenibili sono alcuni dei motivi che li spingono verso il nostro Paese, convinti da ‘qualcuno’ che li illude che qui in Italia riacquisteranno la speranza ormai persa, che troveranno un lavoro e finalmente vivranno una vita degna di questo nome.
Accettano di mettere allo sbaraglio la loro vita, sacrificano anche i loro risparmi, affidandosi a traghettatori spregiudicati pur di arrivare qui, nella terra promessa. Ma poi il sogno svanisce, perso nelle onde del mare che, il più delle volte, vince.
E vince anche la nostra indifferenza.

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di Francesca Galasso
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