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In Europa arriva la ripresa, ma l’Italia aspetta ancora...


In Europa arriva la ripresa, ma l’Italia aspetta ancora...
16/08/2013, 17:00

Olli Rehn, commissario europeo agli affari economici, guardando al quadro generale europeo, vede una ripresa a portata di mano: “Sono dati incoraggianti, suggeriscono che l’economia europea si sta gradualmente riprendendo”. Ma “non c’è spazio per dichiarazioni auto laudatorie che suggeriscono che la crisi è finita. La strada è ancora lunga”.

E se nel primo Ferragosto (quasi) tranquillo per l’Europa, da anni a questa parte, si registra  la crescita del Pil, nei principali Paesi dell’Eurozona , in Italia, non succede altrettanto, anzi, l’economia dello “stivale” non riesce proprio a sorprendere e sembra addirittura “stanca”.

Nei dati pubblicati pochi giorni fa dall’Eurostat, alcuni Paesi hanno mostrato qualcosa di inatteso: La Francia è cresciuta dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, il Portogallo dell’1,1% e  in Spagna il Prodotto lordo (Pil) è sceso meno di quanto si pensasse, ovvero, 0,1%. Persino la Grecia ha fato  registrare un calo del 4,6 % annuo,  sullo stesso periodo del 2012, ma in netto miglioramento rispetto al 5,6% del trimestre scorso. L’Italia invece no: conferma tutte le aspettative, certo migliora rispetto ai mesi precedenti,  ma continua la sua recessione – che dura da due anni, la più lunga del dopoguerra – senza stupire in positivo.

Nelle settimane scorse, il presidente del Consiglio Enrico Letta e il ministro dell’Economia Saccomanni, hanno previsto che in autunno la crescita, per quanto modesta, dovrebbe tornare anche da noi,  interrompendo così il ciclo dei segni meno che dura da otto trimestri.

Hanno fatto bene: l’ottimismo produce Pil. Ma certamente non basta. Per cominciare a pensare che la Grande Crisi si  veramente finita, anche per L’Italia, è necessario cominciare a “sorprendere”.

Come? Tanto per cominciare, fare qualche riforma in più, con il semplice scopo di dare certezze alle imprese e agli investitori.    

Se continuiamo così, molti pensano,  non si va da nessuna parte.

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di Rosario Scavetta
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