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"Incitamento al suicidio da parte di un giornalista": il vittimismo di Salvini


'Incitamento al suicidio da parte di un giornalista': il vittimismo di Salvini
09/09/2019, 15:57

In questi giorni sui mass media c'è stata polemica per un post scritto da un giornalista Rai, Fabio Sanfilippo (caporedattore a Radio Rai) su Facebook indirizzato a Matteo Salvini

L'ex Ministro dell'Interno ha lamentato che quel post contiene un invito al suicidio e "usa mia figlia per colpirmi". E' bastato questo perchè la Rai e l'Ordine dei Giornalisti annunciassero la possibilità di provvedimenti disciplinari contro Sanfilippo. Ma è veramente così? Questo è il testo del post: "Caro Matteo Salvini, so che stai facendo finta di niente, anzi che spacci la disfatta per vittoria. Ma io sono stato un leale avversario sin dagli albori, quindi posso permettermi questa missiva aperta, nemico mio. Certo, vedere certi post e certe dirette fa tenerezza, tipo che vorrei mettere i croccantini o la mousse, se preferisci l'umico. Ma temo sia il tuo guru dei social che ti fa fare queste pessime performance. Cacciamolo. Allora, ti sei impiccato da solo, questo è evidente. Io ne sono felice. Vabbe', si era capito. Oggi perderai almeno il 20,25 per cento dei consensi che ti accreditano i sondaggi. Lo sai? E che fai? Non hai un lavoro, non sai fare niente, non hai un seggio da parlamentare europeo, hai perso il posto da ministro. Certo, sei in Parlamento; ma con la vita che ti eri abituato a fare, tempo sei mesi e ti spari, nemico mio. Penso che perderai anche la segreteria della Lega Nord o come si chiama. Quello che non ti perdonerò è di avere plagiato la mente di due miei nipoti. Con i miei figli non ci sei riuscito, cazzo. Ma li recupero, fidati. Mi dispiace per tua figlia, ma avrà tempo per riprendersi. Basterà farla seguire da persone qualificate. In bocca al lupo"

Ora, rileggiamo attentamente il post. Dove sta l'invito al suicidio? In quel "ti sei impiccato da solo"? E' evidente la metafora per indicare che Salvini si è ficcato in una strada senza via d'uscita, dopo aver fatto cadere il governo Conte di cui faceva parte. Per carità, come opinione è contestabile e si può aprire una discussione in merito; ma sicuramente non è un invito al suicidio. Allora in quel "tempo sei mesi e ti spari"? Anche questa è una espressione popolare, che io ho sentito e ho usato nella mia vita centinaia di volte. Ma non è un invito al suicidio, nessuna persona di buon senso lo riterrebbe tale. Anche qui: l'idea è opinabile e discutibile, come tutte le idee. Ma non c'è alcun invito al suicidio. 

C'è poi la frase sulla figlia. E qui è stato lo stesso Sanfilippo che dopo 24 ha ammesso che se la poteva evitare. Però io voglio sottolineare due cose. La prima è che la critica è per Salvini. Quel "Mi dispiace per tua figlia" sottintende un "che ha un pessimo padre". E qui ritorniamo al discorso già fatto: valutazione opinabile, magari influenzata da un certo astio per le divergenze politiche esistenti; ma di certo non è nulla di rilevante. La seconda cosa è il comportamento dello stesso Salvini. Il quale non si fa scrupoli di postare sui social le foto con la figlia o il figlio o entrambi. Se è disposto a farlo Salvini quando gli conviene, quando vuole far finta di essere un buon padre di famiglia nel tentativo di aumentare i propri consensi, poi non ha più il diritto di protestare se altri fanno lo stesso ma per attaccarlo. Salvini è un personaggio pubblico, quindi non può appellarsi alla privacy; ma per i figli la situazione è più delicata. Nel senso che per loro la privacy vale, non sono personaggi pubblici. A meno che non sia il padre a togliergli quella protezione. E in quel caso, una volta tolta, è tolta, non la puoi rimettere a tuo piacimento. 

In realtà il problema è completamente diverso. E' un problema di immagine pubblica. Mi spiego. Salvini si presenta sotto un duplice aspetto: difensore della patria e difensore della famiglia. Chi conosce la storia, sa che questi erano anche i due aspetti di base del fascismo. E quindi tornano comodo per l'esponente di un partito di estrema destra che voglia farsi propaganda. E quindi nel primo ruolo Salvini incita all'odio e alla violenza contro i migranti e rom, che - come succedeva ai tempi dei nazisti - vengono accusati di avvelenare e contaminare la razza bianca (anche se oggi si preferisce parlare di "cultura nazionale", è più figo di "supremazia della razza ariana" in bocca ad un politico); ma afferma di difendere i confini dall'invasione degli extracomunitari, "tutti criminali". Nel secondo ruolo inveisce contro i gay, contro le unioni civili, contro l'utero in affitto; ma si presenta alla Festa della Porchetta, si fa fotografare mentre mangia gli arrosticini o un hamburger, si fa riprendere mentre gioca con i figli o li abbraccia. E' un gioco delle parti, spesso vergognoso, ma che viene usato per avere il consenso. 

Ma questo lavoro sull'immagine necessita anche del vittimismo. Non basta insultare gli altri ed incitare i seguaci ad usare violenza contro questo o quel gruppo; ma bisogna anche difendersi dalle naturali reazioni di chi non accetta quel modo di fare. E quindi ecco che si piange quando c'è un post come quello del giornalista della Rai. Si urla all'attacco gratuito, si tirano in ballo i figli, ecc. Ma poi si porta senza nessuno scrupolo una bambola gonfiabile sul palco di un comizio dicendo che è la Presidente della Camera (di allora) Laura Boldrini. Oppure si racconta che la Boschi ha avuto un interesse personale nel salvataggio di Banca Etruria. Oppure si racconta che il Pd è coinvolto nei fatti di Bibbiano. E così via per tutti gli altri fatti che accadono. 

Questa volta ci è andato di mezzo Sanfilippo, che ha il solo problema di aver avuto un attimo di rabbia e di aver usato i social network per sfogarsi. In realtà, dal mio punto di vista, in quella lettera non c'è nulla di criticabile. Forse il tono, ma non più di tanto. Del resto, contro chi incita all'odio e alla  violenza come è solito fare Salvini, non puoi rispondere con un fiore. A meno che non gli tiri anche il vaso. E anche questa è una battuta, giusto se ci fosse qualche genio che voglia manipolare le mie parole come sono state manipolate in malafede quelle del post di Sanfilippo. 

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di Antonio Rispoli
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