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Internet: da speranza per l'informazione e luogo di cazzate


Internet: da speranza per l'informazione e luogo di cazzate
11/12/2013, 14:07

Quando Internet cominciò ad essere frequentato, grazie ai modem a 56k/b, la maggior parte degli utenti aveva due obiettivi: il porno oppure l'informazione. Perchè già da allora c'erano diversi siti che offrivano una possibilità di informazione alternativa rispetto a quella ufficiale. Oggi abbiamo connessioni molto più veloci, con la fibra ottica possiamo scaricare un film in pochi minuti; eppure dal mio punto di vista Internet è molto peggiorata rispetto a 15 anni fa. 
Per il porno, non ci sono problemi: grazie ai tanti siti del genere, adesso non ti scarichi più le foto, ma tutto il film porno e te lo godi in santa pace. Ma l'informazione è andata a pallino. Quella che una volta era "informazione alternativa" e qualche volta "controinformazione", adesso è solo e semplicemente disinformazione. Ricordo ancora - credo fosse il 2003, ma vado a memoria - quando un miliardario austriaco, non riuscendo a far passare in TV un documentario che aveva fatto fare sull'11 settembre e la distruzione delle Twin Towers, lo mise su Youtube, permettendo a tutti di vederlo: era la prima volta che qualcuno dimostrava, dati alla mano, che la versione ufficiale dell'11 settembre era falsa. Dopo di allora, altri ne fecero di simili e più completi, man mano che si scoprivano particolari interessanti. E' stata probabilmente l'ultima volta che Internet è stata utilizzata per scavalcare il blocco dell'informazione. 
Dopo di allora, con la diffusione dell'Adsl e della banda larga, ha incominciato a prevalere un diverso modo di fare: l'utente non più come fuitore e basta, ma anche come attore. Ma attore a che livello? Parliamoci chiaro: scrivere qualcosa non è da tutti. O meglio, finchè si tratta di scrivere e basta, ne sono capaci tutti, se non sono analfabeti. Ma quando si tratta di comporre un articolo, subentra una differenza. Infatti, se non parliamo di un articolo di cronaca, ma di un articolo di approfondimento, diventa necessario qualche accorgimento in più. Per esempio bisogna assicurarsi che l'argomento sia fondato, che lo si affronti dal punto di vista giusto, ecc. E non basta dire: "Ma questo l'ha detto il Tale, famoso esperto di questo settore", dato che anche gli esperti di settore dicono cavolate. Soprattutto quando hanno un interesse a farlo. 
A questo punto, dovrebbe entrare in ballo un altro fattore, teoricamente a disposizione di chiunque di noi, il senso critico. Che significa: esaminare qualcosa nella maniera più oggettiva possibile, per verificare se è qualcosa di possibile o di verosimile o meno. Operazione che non è alla portata di un singolo individuo in tutte le materie; ma che diventa facilissima se ciascuno valutasse attentamente cosa scrivere prima di farlo, limitandosi al proprio campo specifico. Insomma, in teoria, se io non so un tubo di diritto, non mi metto ad affrontare il discorso se questa legge è corretta o se quell'altra legge è stata ben applicata. 
So che quello che sto scrivendo sembrano banalità, ma non è così. Perchè ormai la gente legge un paio di blog, scritti magari da non si sa chi, e si crede esperta in una materia. Anche se poi in realtà non è in grado di valutare niente di quello che scrive. E quindi si limita a copincollare quello che ha letto sui blog che gli hanno infilato in mente una certa idea. 
Facciamo un esempio: chi non ha mai sentito parlare di HAARP? E' un progetto statunitense: una gigantesca antenna per captare le emissioni di microonde provenienti dallo spazio. Ma secondo alcuni, la HAARP è una antenna che può scagliare fasci concentrati di microonde ed è usata per scatenare cataclismi di tutti i generi. Infatti, sempre secondo questa teoria, i fasci verrebbero lanciati contro gli strati elevati della ionosfera, da dove verrebbero riflessi verso la terra, scatenando terremoti e tsunami; oppure, dispersi verso gli strati alti dell'atmosfera, contribuirebbero a spostare le nuvole e a concentrarle. Peccato che nessuno si soffermi a valutare un dettaglio: la fisica. Un fascio ci microonde così potente, una volta sparato contro la ionosfera, la "bucherebbe", disperdendosi nello spazio. E' un po' come lanciare una pallina di gomma morbida contro il vetro della finestra: se la si lancia troppo forte, il vetro si rompe. D'altronde, se la potenza fosse inferiore, potrebbero effettivamente rimbalzare contro la ionosfera ma non avrebbero potenza per creare danni. E' chiaro che per valutare una cosa del genere, c'è bisogno di conoscere, almeno per sommi capi, come funziona l'elettromagnetismo. La domanda che mi faccio io è: visto che un non esperto non è in grado di valutare, perchè deve diffondere una falsa notizia? 
Un altro esempio lo possiamo prendere dall'economia. Sarà perchè il periodo è di crisi, ma su Internet sembrano essere diventati tutti economisti. Si citano Krugman e Roubini (due notissimi economisti) e nomi similari, ma senza conoscere nulla dei loro lavori o delle loro teorie. E senza quella preparazione che è necessaria per capire cosa c'è dietro. Perchè l'economia è una materia un po' particolare: è una scienza empirica. Cioè ha una base scientifica, ma questa non riesce a spiegare tutto. Bisogna adattare quelle basi scientifiche alla realtà di tutti i giorni. E poichè "la realtà di tutti i giorni" è diversa se vivi a Roma, a Londra, a New York, a Mosca, a Pechino o a Johannesburg, non esiste una sola ricetta valida per tutti gli usi. Ogni situazione va studiata ed esaminata, trovando il problema e quindi la soluzione. E' come quando alle elementari ti danno il problema: "Se Mario va al mercato per comprare le mele...". La soluzione non è sempre la stessa. E per arrivarci bisogna avere tutti i dati e trovare quali sono le operazioni giuste da fare. Con l'economia è la stessa cosa, con la differenza che i numeri in parte te li devi trovare tu. Se non ci sa scegliere quali sono i dati giusti da esaminare, la risposta è comunque sbagliata.
Prendiamo la situazione dell'Italia. Qui i dati fuori posto sono parecchi: tra il 2008 e il 2013, il Pil è diminuito di circa l'8%; la domanda interna negli ultimi 15 anni è calata di quasi il 40%; il deficit ogni anno è di circa 45 miliardi; il debito pubblico complessivo è di oltre 2000 miliardi; e così via. Ce ne sono tanti. Quale di questi va esaminato e risolto per primo? Qui la valutazione dell'esperto dovrebbe essere affidata al senso critico. Cioè dovrebbe esaminare un dato dopo l'altro per valutare quale è quello di base. Usiamo anche qui le similitudini per semplificare: immaginiamo un uomo che arrivi al pronto soccorso con una ferita in cancrena. Non avrà solo quella, ma avrà sicuramente anche la febbre, magari una polmonite (il sistema immunitario si indebolisce in questi casi) e cose del genere. Ma il medico esperto capisce che sono tutti sintomi legati alla cancrena: risolta quella, tutto il resto sparisce. Quindi, qual è il sintomo principale dell'economia italiana? 
Ci sono diverse teorie. C'è quella della maggior parte degli economisti, che sostiene che il problema sono le troppe tasse per le aziende: bisogna ridurle. Peccato che ridurre le tasse alle aziende significa solo far arricchire gli imprenditori: in un periodo di crisi come questo, nessuno assume nuovo personale, dato che non è in previsione un aumento del lavoro. 
Poi c'è quella legata all'euro, portata avanti dalla cosiddetta Monetary Modern Theory. Secondo questa teoria, l'euro ha colpa di tutto. Per uscire dalla crisi basta uscire dall'euro e far stampare una moneta nazionale alla Banca d'Italia (anche a copertura del debito pubblico). La nuova moneta sarebbe più debole dell'euro, quindi verrebbe svalutata e questo aiuterebbe le aziende italiane nell'esportazione. Ma anche questa teoria si concentra sulle aziende, i cui proprietari, se si arricchiscono, tengono i soldi in tasca. 
Poi ci sono altre teorie che sono variazioni di queste due sopraelencate, come quella del signoraggio, che è simile alla MMT. 
Poi c'è la mia, che vede il fulcro della situazione nella bassissima domanda interna. Aumentando in maniera decisa lo stipendio (cifre tipo 300 euro al mese per chi guadagna meno di 50 mila euro lordi l'anno), si avrebbe più disponibilità economica. Passato qualche mese (il tempo di pagare i propri debiti e di crearsi un po' di riserve), la gente comincerebbe ad acquistare beni e servizi, spingendo le aziende ad aumentare l'occupazione - a quel punto sì che conviene, dato che si potrà prevedere un aumento del giro di affari - dando ulteriore stimolo all'economia. Ma questo si dovrebbe abbinare ad un po' di pulizia nella nostra classe imprenditoriale, che ha dimostrato di essere pessima perchè attaccata ai soldi pubblici e capace solo di evadere il fisco. Per cui sarebbe necessario potenziare anche la repressione dell'evasione fiscale, con sanzioni adeguate (per esempio aumentare le pene per il falso in bilancio - che oggi sono la reclusione fino a 3 anni - ponendo una pena compresa tra i 4 e i 20 anni di reclusione). In questa maniera i più delinquenti tra gli imprenditori si troverebbero presto in carcere e si aprirebbero spazi - ora bloccati - per una nuova generazione di imprenditori onesti. Oppure per una nuova generazione di carcerati. 
Qualcuno, quando ho esposto questa teoria, mi ha rivolto frasi del tipo: "Ma chi ti credi di essere per dire che un premio Nobel sbaglia e tu hai ragione?". Quando succede, mi viene in mente Dick Fosbury, un atleta statunitense che faceva salto in alto, quando esisteva solo lo stile ventrale (cioè si saltava con la faccia rivolta verso l'assicella, spingendo prima una gamba oltre l'ostacolo, poi il corpo e poi la seconda gamba). Essendo più scarso degli altri fisicamente, studiò l'azione del salto, come nessuno aveva fatto, e scoprì che, saltando di schiena (come fanno oggi), andava molto più in alto degli altri. Vinse una Olimpiade, battendo i più grandi campioni dell'epoca. Eppure non era migliore degli altri. Aveva solo visto le cose da un altro punto di vista. 
Ma su Internet discussioni di questo genere non si possono fare, se non in rarissimi casi. Per lo più, si leggono bufale, menzogne e il peggio che riesce a partorire la mente umana. E poichè alla gente manca il senso critico, più una notizia è stupida e assurda, più ha successo. Io stesso ho voluto verificare questo fatto e un paio di volte ho pubblicato notizie parzialmente false (in un caso era un pesce d'aprile, in un altro un cambiamento di layout di Facebook che facevo passare per la base di una censura), per vedere cosa succedeva. In entrambi i casi hanno avuto un successone. Ovviamente in entrambi i casi dopo 12 ore ho pubblicato una smentita, sia in calce alla notizia che come notizia a parte. Ma tanto è stato il successo della notizia falsa, altrettanto è stato il flop della smentita, che in pochi hanno letto. Allora uno che deve fare? Scrivere notizie false?  

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di Antonio Rispoli
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