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Continuano i segnali allarmanti

Israele si prepara ad attaccare l'Iran?


Israele si prepara ad attaccare l'Iran?
01/11/2012, 18:44

Anche oggi sulla stampa internazionale ci sono articoli che parlano di un prossimo attacco di Israele all'Iran. Ieri un articolo di questo genere è apparso sul quotidiano israeliano Haaretz, ed è stato ripreso oggi dal Giornale, su un possibile attacco di Israele all'Iran, senza neanche l'appoggio degli Stati Uniti. Il ragionamento è semplice: martedì prossimo ci sono le elezioni statunitensi. Se dovesse vincere Obama, difficilmente potrà aumentare le spese militari, dato che ha impostato una politica di riduzione della spesa pubblica e di aumento del welfare; se dovesse vincere Romney, prenderebbe i pieni poteri solo a partire dal 20 gennaio. Considerando che gli ci vorrà un po' prima di avere un governo nella piena efficienza e comunque non potrà immediatamente spostare l'esercito, si rischia di aspettare troppo. Tenendo presente il clima che c'è da quelle parti, il periodo migliore per attaccare è quello invernale. Non per niente l'operazione Piombo Fuso (cioè l'attacco dell'esercito israeliano contro Gaza, nel 2009) partì a gennaio. Se l'attacco dovesse essere solo aereo, può scattare in qualsiasi momento; se ci deve essere anche un attacco via terra (anche se al momento non c'è la possibilità di un attacco israeliano all'Iran, se non trasportando le truppe nel Mar Arabico e sbarcando sulle coste iraniane) bisogna che parta prima dell'inizio della primavera. 
Anche perchè in Israele il 22 gennaio si terranno le elezioni politiche; e un governo appena eletto è quello che meglio può meglio di un altro in crisi gestire un attacco militare. Infatti la situazione politica di Israele è quella di un Paese politicamente frammentato, dove non esiste un partito che abbia il predominio e dove per lo più i governi sono espressione di partiti che da noi si potrebbero considerare da destra all'estrema destra (che in Israele è rappresentata dagli ebrei più ortodossi e dai coloni). Ed anche alle prossime elezioni si prevede la vittoria di una coalizione così fatta, soprattutto dopo l'accordo tra Netanyahu e Liebermann (quest'ultimo già molto estremista) che dovrebbe garantire un partito in grado di conquistare il 40% dei seggi della Knesset e che poi possa allearsi con altri partiti per ottenere la maggioranza. Un tale partito, che si presenti con la promessa di un attacco all'Iran (naturalmente sempr ein nome della sicurezza nazionale e per evitare che l'Iran abbia la bomba atomica), può avere un ottimo successo elettorale. 
Ma l'attacco quali obiettivi avrebbe? Un attacco via terra avrebbe poche possibilità di riuscita: l'Iran ha 10 volte la popolazione israeliana. Certo, Israele è un Paese pienamente mobilitato mentre l'Iran ha un esercito semplicemnete bastante a difendere i propri confini; tuttavia - anche concedendo che il livello di addestramento e di armamenti israeliano è di qualità nettamente superiore all'Iran - la disparità di forze rende difficile immaginare un attacco diretto. Anche perchè i due Paesi non hanno confini comuni. Ed un attacco via mare avrebbe l'incognita di dover contare su un afflusso continuo di uomini e rifornimenti attraverso un braccio di mare molto stretto, dove i missili antinave possono fare una strage. Inoltre appare difficile credere che gli altri Paesi acconsentino alla distruzione dell'Iran senza reagire. Naturalmente non si può essere sicuri di quest'ultimo punto: l'Egitto e l'Arabia Saudita sono asserviti agli USa e quindi potrebbero paralizzare la reazione degli altri Paesi per tempi lunghissimi. 
Un attacco aereo è nettamente più probabile. La rotta la si può desumere dalla cartina: un viaggio lungo il confine tra Siria e Turchia (cioè proprio la zona che l'Esercitoi Libero Siriano provvede a mantenere sotto controllo) e poi tra Iraq e Turchia (due Pasei dove basta una parola degli Usa per non avere problemi) e l'Iran è raggiunto. Il viaggio è lungo, circa 1700 Km., ma perfettamente alla portata di aerei che facciano rifornimento aereo. Non è un caso che, secondo alcuni articoli usciti su riviste specializzate, Israele stia comprando dei KC-135: si tratta di aerei 707 trasformati per avere, al posto dei passeggeri, enormi serbatoi pieni di carburante. Piazzati a metà strada (magari sopra i cieli iracheni) permetterebbero agli aerei di attaccare tranquillamente. 
Gli obiettivi dovrebbero essere le centrali nucleari, ma non è così facile. Sapendo che c'è la possibilità di un attacco, le due principali centrali sono in costruzione una in un bunker sotterraneo ed uno in una caverna scavata dentro una montagna. Per questo gli Usa hanno speso oltre 300 milioni per la progettazione di una bomba sfonda-bunker più potente dell'attuale. Qualche miglioramento lo si è ottenuto, ma rimangono insufficienti, rispetto alle richieste. 
Inoltre, c'è il problema di dover affrontare l'armamento difensivo anti-aereo iraniano. Secondo alcuni esperti, i missili e i caccia iraniani potrebbero eliminare da un terzo alla metà degli aerei che provassero un tale attacco. Si tratta di una percentuale insostenibile, anche solo per una singola ondata di attacco. Ed è chiaro che, falciare così tanti aerei, creerebbe problemi non da poco al governo e all'aviazione israeliana. 
E la cosa è preoccupante, se uno ci riflette: se Israele veramente vuole attaccare, le opzioni tradizionali non sono praticabili. L'attacco aereo rischia di falciare il fior fiore dei piloti israeliani; l'attacco via terra è egualmente negativo, come abbiamo visto. Che alternativa resta ad una nazione che ha almeno 110 missili a testata nucleare e almeno altre 200 testate nucleari da poter sganciare dall'aereo o da mettere suklla testa di un missile?

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di Antonio Rispoli
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