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Italicum, uno schifo peggiore del Porcellum


Italicum, uno schifo peggiore del Porcellum
12/03/2014, 14:20

E così la Camera ha varato l'Italicum, cioè la nuova legge elettorale che dovrebbe prendere il posto del Porcellum. Il problema è che è una legge che è peggiore del Porcellum, non rispetta le indicazioni della Corte Costituzionale e creerà numerosi problemi anche di democrazia. 

La prima cosa da notare è l'altissimo posizionamento delle soglie per l'accesso al Parlamento. Personalmente, sono favorevole a mettere soglie di sbarramento alte, ma qui si esagera. Passi per la soglia del 4,5% per i partiti in coalizione; ma l'8% per i partiti che si presentano da soli e il 12% per le coalizioni sono eccessivi. Sarebbe stato molto più semplice mettere solo la soglia del 4,5% valido per tutti. Si tratta comunque di un paio di milioni di voti, ed è sbagliata una legge che butta così tanti voti nella spazzatura. Senza contare che la legge non copre l'eventualità che più spesso si è ripetuta negli ultimi anni: quella del gruppo che si stacca dal partito. Quindi, non ci sono garanzie che questa legge dia governabilità. 

In effetti, il concetto di una legge che dia governabilità è un controsenso. Per capirlo, basta guardare alla Germania. La tanto vituperata Repubblica di Weimar (cioè i governi tra il 1920 e il 1933) aveva un Parlamento che si reggeva su base proporzionale, ma fu un disastro per la Germania, tanto che ad un certo punto i tedeschi votarono in massa Adolf Hitler. Il Parlamento odierno è a base proporzionale, anche se c'è una soglia di sbarramento; eppure i tedeschi dopo quasi 70 anni sono assolutamente soddisfatti del loro governo. Qual è la differenza? Sta nel livello dei politici. Nella Germania di Weimar i politici erano interessati solo a loro stessi, ognuno cercava solo di accaparrarsi la maggior fetta di potere possibile. Oggi non è che i politici sono meno egoisti, ma sono più responsabili: fanno i loro interessi, ma in maniera da non danneggiare la popolazione tedesca. 

Ed è a questo che dovrebbero ritornare anche i politici italiani. E non ho usato la parola "ritornare" a caso. Perchè prima era così. Prendiamo uno come Giulio Andreotti. Se ne può dire quello che si vuole: è stato accertato da una sentenza che aveva rapporti continui con la mafia, almeno fino al 1980; ci sono sospetti su di lui relativamente all'omicidio del giornalista Mino Pecorelli e a quello del giudice Giovanni Falcone (anche se sono vox populi, e nessuna prova è mai stata trovata contro di lui); e cose del genere. Ma contemporaneamente è indubbio che politicamente sia stato uno die fulcri della politica italiana per un cinquantennio. E così anche gli altri politici facevano lo stesso. Insomma, erano politici delinquenti ma con moderazione. Adesso invece sono solo delinquenti. E quando non lo sono, sono degli incapaci. 

La governabilità è data dai singoli. Cioè ogni parlamentare dovrebbe agire avendo come riferimento il bene generale (oltre al proprio bene, anche se nessun politico dice di agire per se stesso). Se c'è questo sentimento, la governabilità c'è sempre, perchè il governo concorderà le iniziative da prendere con i partiti che lo sostengono; e questi ultimi approveranno leggi più eque e con meno distorsioni per la popolazione. Ma è chiaro che poi sovrebbero essere le scelte dei cittadini a portare in Parlamento solo il meglio. 

Il secondo punto riguarda le liste bloccate. Ora si può disquisire a volontà se la Corte Costituzionale nella sua sentenza abbia sanzionato le liste bloccate in quanto tali oppure solo quelle lunghe tipiche del Porcellum (formate da 20 e più nomi). E' una questione di lana caprina. Perchè comunque non c'è nessuna possibilità di scelta, per i cittadini elettori. Che differenza fa se il mio voto al partito X collabora a far eleggere una, due o dieci persone, nella mia circoscrizione? Comunque non sono persone che ho scelto io. Ma - e qui torniamo a quanto dicevo prima - le liste bloccate consentono a chi stende le liste di scegliere chi verrà eletto. Cioè permette a Berlusconi, Grillo, Renzi, ALfano e così via di scegliere chi portarsi in Parlamento. Ed è chiaro che saranno tutti fedelissimi, almeno in teoria. 

Il terzo punto è il premio di maggioranza. Che di per sè non è sbagliato. Ma così come è congegnato è troppo complesso. Per esempio, in caso di vittoria al ballottaggio di questo o quel partito, come si sceglieranno i parlamentari? Sulla base di che criterio? Nessuno è stato votato, quindi perchè tizio sì e caio no? Ma anche senza ballottaggio, il problema si pone. E poi è oggettivamente anomalo che il ballottaggio sia fatto tra due coalizioni di partiti, di solito serve (come in Francia) per eleggere un singolo ad una carica. 

Insomma, è una ripetizione del Porcellum, questa legge. Con in più l'aggravante di voler escludere non solo i piccoli partiti, ma anche quelli di medie dimensioni. E come tale, non farà altro che creare nuova instabilità politica e nuovi governi nominati da Parlamenti composti da servi del padrone, da persone che sanno che se vogliono continuare a restare lì, dovranno leccare i piedi del loro padrone. E che quindi dovranno avere come priorità gli interessi del padrone, cioè del capo del proprio partito, e non quello dei cittadini. 

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di Antonio Rispoli
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