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E' dimostrato che Al Qaeda non c'entra nulla, eppure...

L'11 settembre: 11 anni e in TV ancora le stesse balle


L'11 settembre: 11 anni e in TV ancora le stesse balle
11/09/2012, 10:56

Come ogni 11 settembre, da 10 anni a questa parte, si viene prelevati dalla terra e portati nell'Isola che non c'è o a Cartoonia, o in qualsiasi altro posto immaginario. Per farlo, basta aprire un giornale o guardare la TV. Si legge e si sente dell'attacco agli Usa dell'11 settembre come se fosse veramente un attacco organizzato da Al Qaeda. E con le cerimonie del caso: la lettura dei nomi delle tremila vittime delle Twin Towers, i messaggi di cordoglio come quelli del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e tutti i commenti dei giornalisti che dicono come sia stato colpito il cuore dell'America e così via. 
Ora, non voglio ritornare nella spiegazione del perchè si tratta di bufale. CHi è interessato può leggere gli articoli linkati a questa notizia dove ho trattato l'argomento con una certa dovizia di particolari (anche se molti particolari meno importanti li ho tralasciati). Piuttosto voglio focalizzare l'attenzione sul totale disinteresse mostrato dai mezzi di informazione sull'approfondimento della vicenda. Se si esclude la trasmissione del documentario "Body of Evidence" (corpo della prova) fatto con una puntata speciale di Report su RaiTre - si tratta di un documentario prodotto da un miliardario austriaco e distribuito gratuitamente pochi anni dopo il crollo delle Twin Towers - mai sui canali televisivi italiani si è accettato di far discutere coloro che sostengono che l'attentato sia una farsa organizzata dall'Amministrazione Bush. Mai si è letto su Repubblica o sul Corriere (per citare i primi due quotidiani italiani, ma vale anche per tutti gli altri) un solo articolo che spiegasse che non c'era alcuna mente straniera dietro i 3000 cadaveri dell'11 settembre 2001. 
Non è una novità. Lo si vede ogni giorno la totale disinformazione che viene fatta in funzione anti-islamica e pro-Usa (a volte anche pro-Israele). Lo si vede per l'11 settembre; ma lo si vede anche nella propaganda anti-iraniana. Per esempio quando si legge che Ahmadinejad vuole distruggere Israele. Una cosa assolutamente falsa, dato che il leader iraniano ha detto una cosa diversa (e l'ha ripetuta più volte, per cui non c'è timore di essersi sbagliati): ha detto che, siccome Israele è un corpo estraneo nel Medioriente, un Paese nato con la violenza e si sorregge solo sulla violenza contro i vicini, quando questa violenza verrà meno, non avrà altro a sostenerlo  e crollerà su se stesso, autodistruggendosi. Una idea che può essere contestabilissima, ma che è ben lontana dal "voglio distruggere Israele" che i giornali e le Tv italiane gli hanno ripetutamente attribuito. 
Un altro esempio può essere il silenzio assoluto che viene tenuto su ciò che avviene a Gaza. Lo scorso week end una serie di bombardamenti israeliani hanno ucciso sei civili a Gaza: qualcuno sa indicare un articolo di giornale in cui viene riportato questo? E questa volta non c'è neanche la scusa di un lancio di razzi Qassam. Che comunque sono e restano sostanzialmente innocui, visto che dal 1995 ad oggi hanno fatto in media un morto ogni due anni.  O se si preferisce, un morto ogni 2000 razzi lanciati. 
Il terzo esempio può essere la situazione in Siria.  Abbiamo un governo che non è certo un esempio lampante di democrazia, ma che è sotto l'attacco di un esercito formato da soldati disertori, miliziani di Al Qaeda e mercenari addestrati da società statunitensi di contractors, come la Blackwaters. Il tutto finanziato da Usa, Arabia Saudita e Qatar ed armato da Israele. Come si fa a definire questo esercito un "Esercito di liberazione"? Liberazione da che? Al massimo può essere un "esercito di sostituzione": si sostituisce Assad con un bel governo di talebani, come è stato fatto in Libia e come è stato fatto in Egitto, dove al posto dei laici Gheddafi e Mubarak ci sono ora governi formati da estremisti islamici. Lo stesso in Tunisia, dopo la cacciata di Ben Alì. E' questo che non viene raccontato dai media; così come non viene raccontato che la fonte da cui provengono tutte le notizie dalla Siria, il cosiddetto "Osservatorio dei Diritti Umani in Siria" in realtà è un semplice ufficetto dove un agente (o secondo alcuni ex agente) dei servizi segreti inglesi, di nazionalità siriana, distribuisce le notizie. Che naturalmente non vengono verificate nè controllate, ma direttamente messe negli articoli. 
Ora non vorrei parlare di malafede tra i miei colleghi ben più famosi del sottoscritto, che vediamo costantemente in TV a spiegarci come va il mondo. Tuttavia che pensare? Non possono neanche essere degli incapaci, altrimenti non starebbero in TV nazionali o in giornali famosi. Quindi che alternativa rimane?
ANche perchè poi questo fatto che l'11 settembre l'argomento top è quanto accaduto nel 2001, fa dimenticare quello che successe nel 1973 in Cile: in un colpo di Stato organizzato dagli Stati Uniti, viene ucciso il presidente Salvador Allende. Era stato regolarmente eletto dalla popolazione cilena, ma era un socialista e quindi non piaceva all'amministrazione americana. Che quindi provvedette a sostituirlo con un dittatore come Augusto Pinochete, che ha garantito ai cileni quasi 30 anni di lutti, di mancanza di libertà e di povertà, mentre il Paese veniva venduito pezzo a pezzo alle multinazionali americane. E, dulcis in fundo, anche dopo le sue dimissioni e la fuga dal Paese, Usa e Gran Bretagna hanno protetto Pinochet, garantendogli una vecchiaia tranquilla ed un asilo garantito dall'indagine avviata dal magistrato spagnolo Baltasar Gaston per crimini contro l'umanità. 
Ma di tutto questo chi ne parla? Possibile che debba farlo un ignoto giornalista di un sito Internet di news e non i giornalisti di testate ben più titolate? 

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di Antonio Rispoli
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