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La castrazione chimica: ma serve a qualcosa?


La castrazione chimica: ma serve a qualcosa?
09/04/2019, 15:52

In questi giorni si sta discutendo alla Camera dei Deputati se inserire o meno la castrazione chimica nel Codice Penale. 

La normativa è estremamente illogica, di per sè. Infatti la castrazione chimica verrebbe inserita come pena alternativa per coloro che si macchiano di reati sessuali di lieve entità. Per essere chiari, spieghiamo la legge. Quando venne cambiata la natura dei reati sessuali (prima lo stupro e la pedofilia erano considerati reati contro la morale e venivano sanzionati con pene ridicole), si inserì una definizione del reato di stupro molto larga. Per cui venivano considerati violenza sessuale sia lo stupro vero e proprio che attenzioni non gradite, come una pacca sul sedere. Ovviamente, non sono reati che hanno lo stesso peso. Per cui si inserì il concetto di "lieve entità": se l'attenzione sessuale non implicava limitazioni alla libertà della vittima, la pena veniva ridotta fino a due terzi. E' chiaro che se io stupro una donna, la devo mantenere in qualche maniera ferma; se io allungo le mani dove non devo, non c'è bisogno di mantenerla ferma. E quindi i due reati sono puniti in maniera diversa. I reati sessuali di lieve entità finiscono quindi spesso con l'essere puniti con pene inferiori ai due anni, che concedono la sospensione condizionale della pena: se per i successivi 5 anni l'imputato non commette altri reati, la sanzione è cancellata; se ne commette, sconta l'uno e l'altro. E la castrazione chimica dovrebbe essere scelta al posto della sospensione condizionale della pena. Il punto è: perchè dovrei imbottirmi di farmaci, se non rischio alcuna conseguenza? 

Perchè la castrazione chimica è questo: l'assunzione di grandi quantità di medicine. Più esattamente, si tratta di farmaci per lo più a base di progesterone, l'ormone sessuale femminile. Il progesterone è - usando un termine tecnico - antagonista del testosterone, l'ormone sessuale maschile. Quindi (usando una terminologia non medica e leggermente imprecisa, ma per capirci) diciamo che il progesterone cancella il testosterone e ne impedisce gli effetti. Ma quali sono gli effetti del testosterone in una persona adulta? Riguardano essenzialmente la libido, cioè il desiderio sessuale, che viene abbassato. Ma questo cosa cambia? Nulla. 

Bisogna capire una cosa: lo stupro non è quasi mai un atto sessuale e basta. Ha uno scopo diverso, il sesso è solo un mezzo. Può essere un modo per "colpire" la vittima, un modo per affermare la superiorità fisica sulla vittima, un modo per vendicarsi, un modo per infliggere dolore... insomma, tutto tranne che sesso. E quindi il calo della libido non cambierebbe nulla. Nell'esempio che ho fatto prima, cioè quello della persona che mette la mano sul sedere di una donna, non c'è nulla di libidinoso, nelle intenzioni, di solito. Per esempio succede al lavoro quando il maschio vuole stabilire la propria superiorità gerarchica sulla donna. Un messaggio del tipo: "Stai al tuo posto", oppure "Ricordati che sono io che ho il potere, non tu". Una castrazione chimica a queste persone non cambia nulla. 

E del resto lo si vede con i transgender. Loro, per necessità, devono prendere gli stessi farmaci che verrebbero dati per la castrazione chimica. Eppure questo non evita che se uno di loro ha impulsi criminali o violenti, poi li trasformi in atti concreti di violenza. Non è abbassando il desiderio sessuale che si cancellano le idee violente. 

Ma se le cose stanno così, perchè ogni tanto rispunta questa storia della castrazione chimica? Perchè non è la prima volta che qualche partito (come sempre di destra o di estrema destra) propone questa misura estrema. E' solo l'ennesimo esempio di populismo a beneficio degli idioti ignoranti. Perchè la gente non ha neanche la più vaga idea di cosa sia la castrazione chimica. Ma c'è l'associazione mentale tra il termine "castrazione" e l'eliminazione fisica dei testicoli o del pene. Insomma, secondo le masse, la castrazione significa che uno non può più stuprare. E questo significa che non commette più reati sessuali. Il che in linea di massima è vero; ma questo non significa che non commetta più reati. C'è un esempio, che mi viene in mente, accaduto negli Usa. Un tizio viene accusato di aver stuprato tre minorenni, e di averle picchiate. Condannato, il suo difensore propone un accordo sulla pena: trattandosi di una persona di 60 anni, anzichè andare in carcere sconterebbe la pena agli arresti domiciliari dopo una operazione di castrazione. Il giudice accetta. Otto mesi dopo, l'uomo viene nuovamente arrestato: ha preso la nipote e l'ha picchiata fino ad ucciderla. Lui viveva con la bambina perchè la figlia aveva accettato di prenderlo a casa perchè non credeva alle accuse che gli erano state rivolte e quindi si sentiva sicura. Alla fine, però, la violenza, che l'uomo non poteva sfogare sessualmente, è stata sfgogata con le percosse, inflitte alla bambina senza più alcun controllo. 

Perchè la castrazione - sia quella chimica che quella chirurgica - può avere questo effetto collaterale. Cioè un effetto di frustrazione fisica che fa salire la rabbia. E se una persona ha pulsioni violente, la rabbia si mischia alla violenza con la conseguenza che si può passare facilmente da una banale discussione ad una rissa a qualcosa di peggio. Oppure, se è una persona che vuole vendicarsi di una donna (magari di una ex che lo ha abbandonato) non la stupra, ma la uccide o la picchia a morte o altre pregevolezze simili. 

E allora ci sono misure per impedire lo stupro o la pedofilia? No, nessuna. Lo so, non è quello che direbbe un politico, ma è la realtà. Come non ci sono misure che evitino la rapina, l'omicidio o qualsiasi altro reato violento. Perchè soprattutto in Italia sono anni che si usa (soprattutto in funzione anti-stranieri) l'argomentazione di quello che bisogna fare per prevenire la criminalità. E la soluzione proposta è sempre quella di prendersela con i rom, con i migranti o con qualcun altro. In realtà non c'è alcun modo per impedire i reati del genere. Si può arrestare il colpevole e punirlo con una detenzione adeguata (poi ognuno traduca questo nel numero di anni di reclusione che preferisce). Si possono anche fare leggi (come ci sono in alcuni Stati) che tutelino le vittime. Ma non si possono impedire i reati. E' brutto da dire, me ne rendo conto, ma chiunque dica qualcosa di diverso sta mentendo. Quelli che esistono sono dei modi per punire il reato dopo che è stato commesso, ma nulla di più. Ripeto: può sembrare crudele o menefreghista nei confronti delle vittime; ma non è così. E' un atteggiamento pragmatico che non vuole illudere nessuno. Anche se è chiaro che dal punto di vista umano io non vorrei mai nessuna vittima di stupro. Ma sarebbe ipocrita negare che questi fatti possono succedere e sicuramente succederanno. 

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di Antonio Rispoli
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