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La classe politica si rinnova, ma saprà rinnovare il Paese?


La classe politica si rinnova, ma saprà rinnovare il Paese?
07/01/2014, 16:06

Il quadro può sembrare insolito agli occhi dell’opinione pubblica nostrana, ma non è passato inosservato , invece, agli occhi della stampa internazionale.  L’Italia , diventato un paese di vecchi,  secondo per anzianità della popolazione in Europa, governato fino ad ora da una classe politica altrettanto anziana (basta dare un'occhiata alla data di nascita dei protagonisti della politica degli ultimi due decenni : Berlusconi  -  1936 , Giorgio Napolitano  - 1925, Mario Monti – 1943 ,  Romano Prodi - 1939), potrebbe “sfornare”, nel 2014,  il più giovane primo ministro nella storia recente della Repubblica italiana.  L’avvento di Enrico Letta , che pur essendo un po’ più grande di Renzi e Alfano ( 47 anni ) ha  rappresentato un  segnale di rinnovamento generazionale, ma l’arrivo dell’enfant prodige, Matteo Renzi, da poco eletto segretario generale del Partito democratico di sinistra ( PD ), potrebbe addirittura spianare la strada definitivamente, portando un vero e proprio “restauro” nella politica italiana. A novembre 2012 il centro di ricerca Eurispes mostrava che quattro dei cinque membri della classe dirigente italiana aveva più di 50 anni,  mentre quelli sotto i 35 anni rappresentavano  solo il 3 % . La soglia si è alzata grazie all’entrata in scena dei parlamentari del Movimento 5 Stelle ( M5E )  di  Beppe Grillo , quest’ultimo,  invogliato a pensare ad un ringiovanimento della politica nostrana.  Ma gli osservatori internazionali  che “monitorano” costantemente il nostro paese già parlano di un lavoro di sola facciata. O meglio questi si chiedono: una manciata di giovani porterà nuovi spazi per le nuove generazioni nella società italiana? Per gli osservatori la gerontocrazia nel nostro Paese  non è presente  solo al  governo , ma nelle università, nelle aziende, negli ospedali ecc.  Per alcune associazioni di categoria, in primis  Coldiretti,  l’età media dei direttori generali della pubblica amministrazione è di 57 anni mentre, se si guarda alle aziende partecipate statali, l’età media - precisa Coldiretti - sale a ben 61 anni. La situazione migliora nelle imprese private, anche se rimane drammatico il confronto con l’estero: l’età media degli amministratori delegati delle aziende quotate in Borsa a Milano è di 53 anni. E non finisce qui: anche la scuola è tra le più vecchie al mondo  e a  preoccupare particolarmente gli osservatori  sono coloro che si occupano e si occuperanno della formazione: professori universitari italiani che hanno una media di 63 anni, praticamente  tra i più anziani del mondo industrializzato .  In conclusione,  per gli osservatori internazionali,  coloro che dovranno formare i giovani manager e politici italiani,  sono già vecchi . .. Chi può dargli torto?

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di Rosario Scavetta
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