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La Corte di Cassazione scrive l'agenda di governo


La Corte di Cassazione scrive l'agenda di governo
06/05/2013, 17:52

Oggi la giornata è stata monopolizzata dalla notizia della morte di Giulio Andreotti, ma la notizia politica della giornata è un'altra. E non viene da uno dei palazzi della politica, ma dalla Corte di Cassazione. Che oggi ha deciso di lasciare che i processi di Berlusconi vengano svolti a Milano, come è giusto che sia, dato che i condizionamenti ambientali dei giudici li vede solo l'imputato e non sono reali.
Perchè questa notizia influenza la politica? La risposta è semplice e ovvia: sono 18 anni che Silvio Berlusconi usa la sua forza politica per bloccare e cancellare i propri processi. Iniziò nel 1994, col cosiddetto "decreto salvaladri", per impedire che coloro che venivano indagati per tangenti potessero finire in galera. Il decreto non venne convertito in legge e dopo 60 giorni decadde, ma bastò comunque ad evitare il carcere ad imputati eccellenti, tra cui Paolo Berlusconi. Continuò poi nel 2001 con la riforma del falso in bilancio (in quel momento erano aperti tre processi contro di lui nel Tribunale di Milano per questo reato), che venne talmente depenalizzato che adesso è impossibile procedere contro chiunque per questo reato: il processo finisce in prescrizione prima che siano iniziate le indagini. Poi si è continuato con la legge salva-Previti, che ha reso obbligatorio concedere gli arresti domiciliari (e quindi non il carcere) agli ultrasettantenni. Il che significa che se Berlusconi venisse condannato, dovrebbe scontare la sua pena ad Arcore, servito e riverito. Decisamente ci sono pene peggiori. 
E così via, fino agli ultimi due casi: la legge Mondadori del 2011, che consente - a chi ha evaso il fisco e ha fatto in modo da bloccare la situazione per almeno 10 anni con i ricorsi legali - di pagare solo il 5% della multa iniziale, senza interessi e senza mora. E la legge "anti-corruzione", un'altra legge ad personam, che ha ridotto la pena massima per il reato di concussione (lo stesso per cui Berlusconi è sotto processo a Milano, nel processo Ruby), tagliando la prescrizione di ben 5 anni. E ancora tante altre: Travaglio nel 2010 aveva contato una cinquantina di leggi ad personam per Berlusconi; e da allora sono aumentate. 
Adesso che ci sono due importanti processi che sono ad un passo dalla sentenza, è facile immaginare che Berlusconi farà pressioni su Letta per avere altre leggi ad personam, minacciando di far cadere il governo. E si tratta di due processi per cui Berlusconi rischia più di una semplice condanna. Infatti, c'è il processo Mediaset, in dirittura d'arrivo in Corte d'Appello, in cui Berlusconi è stato condannato in primo grado a 4 anni. E qui il problema è la pena accessoria: trattandosi di un reato contro la pubblica amministrazione (secondo l'accusa, ha evaso il fisco attraverso una serie di passaggi tra false società estere che gonfiavano i costi dei diritti sui film acquistati negli Usa, consentendogli di scaricare indebitamente costi inesistenti), è d'obbligo l'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Questo significa che il Parlamento può cacciarlo fuori (anzi, deve cacciarlo) fino al 2019. Insomma, è una sentenza che, per forza di cose, determiunerebbe la sua inesistenza politica. 
Il secondo processo, quello per concussione e prostituzione minorile ha tempi di prescrizione molto lunghi, per il primo reato, ma a livello di immagine può essere devastante. Infatti, se l'immagine di un "macho" che se la spassa con 10 o 20 ragazze fa presa nell'immaginario maschile, quella di un vecchio che se la fa con una sedicenne rischia di creare una sensazione di rigetto da parte dell'elettorato "casalingo" del premier. Quindi una condanna potrebbe avere gravi effetti di immagine e va bloccata. 
Ma bisogna fare presto: il processo in appello ha ancora una o due udienze, quello in primo grado forse tre o quattro. Anche se Berlusconi e i suoi avvocati continueranno ad usare ogni scusa per ottenere rinvio dopo rinvio, è chiaro che in un paio di mesi ci saranno entrambe le sentenze. Quindi è evidente che questo diventerà l'argomento numero 1 del governo. Certo, apertamente si parlerà di Imu, di legge sulla cittadinanza e cose del genere, ma in realtà il Pdl stenderà o ha steso una legge per bloccare quelle sentenze o quanto meno per bloccarne le pene accessorie: 4 anni di arresti domiciliari, con il permesso di andare in Parlamento non fanno certo paura a Berlusconi, 5 anni senza poter mettere piede a Montecitorio, Palazzo Madama o Palazzo Chigi sì. 
E qui si vedrà cosa faranno il Pd e il Movimento 5 Stelle. Infatti in Parlamento non c'è più una opposizione seria e preparata, quale era quella dell'Idv, ma sono una opposizione incapace, inetta e inesperta quale quella del Movimento 5 Stelle, e un'opposizione abbastanza farlocca, quale quella formata da Sel, Lega e Fratelli d'Italia. Quindi i primi si possono facilmente ingannare, facendo passare loro sotto il naso un elefante, senza che se ne accorgano; gli altri possono avere una loro convenienza a chiudere occhi e orecchie. Ma anche se le tengono aperti, sono comunque due gatti, non danno certo fastidio. 
Quindi, adesso è stata la Corte di Cassazione a scrivere un capitolo dell'agenda del governo Letta. Ma è un capitolo che verrà sicuramente affrontato molto rapidamente, e che metterà in pericolo la tenuta del governo. 

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di Antonio Rispoli
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