Editoriali / L'opinione

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Dal fallimento della MPS al debito di 2020000000000 €

La crisi delle banche ed una soluzione facile facile


La crisi delle banche ed una soluzione facile facile
24/01/2013, 17:29

La finanza non ha colore politico. Questa è la considerazione da fare aldilà del fallimento della banca rossa MPS. Il mondo politico come al solito fa lo stesso errore: ci si accusa a vicenda quando il nemico non è l'avversario ma il potere che non si vede e non si sente. Oggi nel continente dell'euroci troviamo di fronte ad un episodio che non ci saremmo mai aspettati che si verificasse dove una banca italiana rischia il fallimento. Le colpe dovranno essere verificate dopo una indagine attenta, ma non si può esimersi dal puntare il dito contro il sistema bancario e finanziario che detta le regole nel mondo che conosciamo. Ad "inguaiare" il gruppo MPS è stato l'inserimento nei capitali di investimento dei famosi derivati "tossici". I derivati agiscono come un virus nelle quotazioni in borsa. Dapprima latitano, poi si manifestano improvvisi e dannosi fino, in alcuni casi, a provocare la morte di chi li acquista. Un sistema vecchio che l'Italia aveva imparato a conoscere con il crack Parmalat dove migliaia di risparmiatori persero gli averi di una vita investiti nella società della famiglia Tanzi. Ma anche lì si sapeva già tutto e nessuno ha mai impedito il verificarsi di un evento così dannoso per l'economia del paese. La cosa che ha sconvolto tutti è che è fallita la banca del Partito Democratico nata sotto il segno del PdS. Dal punto di vista politico, questo potrebbe portare ad un indebolimento la campagna elettorale del partito di Bersani e della sua anima più estremista e radicata nella storica componente "catto-comunista". Una debacle che persino monti voleva evitare destinando 3/4 dei 4 miliardi di euro incassati dalla Stato con l'Imu per tutelare i risparmiatori in bilico nel noto istituto senese. La MPS non sarebbe la prima banca a fallire in Italia, anche se questo non avverrà mai, visto che in passato ci sono state altre crisi negli istituti di credito minori ed anche più importanti come il Banco di Napoli  e la Unicredit dell'ex Ministro montiano Profumo. Ma come si può evitare un tracollo finanziario di questa portata? Semplicemente negando alle banche la possibilità di giocare in borsa o di farlo almeno in forma limitata. Ma oltre a controllare le banche bisogna verificare come il loro controllore agisce per tutelare i risparmi dei clienti degli istituti di credito.   Sto parlando di Bankitalia che dinanzi ogni fallimento, o rischio, è il soggetto che deve prevenire queste crisi di settore. Peccato che questo non è avvenuto, anzi, desta sospetto come l'attuale presidente della BCE, Mario Draghi, dopo essere stato governatore di Bankitalia e dopo essere entrato nelle grazie della Merkel riveste attualmente il ruolo di quinto uomo più potente del mondo all'indomani della sua carica interna nella madre di tutte le banche tricolori: Bankitalia. Dopo l'aumento della pressione fiscale, dopo l'aumento dei costi delle materie prime e dopo la crisi del Governo Berlusconi che ha favorito l'ingresso dei finanzieri alla guida del Paese, adesso l'Italia deve sentirsi libera di intraprendere qualsiasi strada pur di azzerare il debito che ha superato 2020 miliardi di euro.  Come si supera il debito? Con una manovra semplice, dolorosa per tutti i cittadini, da applicare una tantum o da dilazionare nel corso di 5 anni: 33185,07 € di debito da estinguere per ogni cittadino. Questo se lo si vuole applicare in modo orizzontale e non verticale. Se invece lo si vuole spalmare in base al reddito questo può essere azzerato con meno dolori per la popolazione considerata indigente. Da considerare che non tutti i 2020 miliardi sono pericolosi, ma una buona metà che rende il nostro paese esposto gravemente nei confronti dei paesi, europei e non, che ci ricattano. E pensare che chi fece questa proposta in passato è stato ucciso ed è per questo che l'anonimato del sottoscritto è doveroso.

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di Giuseppe Forma Riproduzione riservata ©