Editoriali / L'opinione

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La demagogia dei Paesi europei rende Erdogan invincibile


La demagogia dei Paesi europei rende Erdogan invincibile
16/10/2019, 15:56

In questi giorni, in cui la Turchia ha lanciato l'assalto contro i curdi, sui social network si fa un gran parlare di quello che stanno subendo i curdi, immeritatamente perchè hanno sconfitto l'ISIS (in realtà l'hanno sconfitto insieme all'esercito siriano, ma tralasciamo). Ma pochi hanno commentato l'inerzia dei Paesi europei. 

Certo, abbiamo Finlandia, Svezia, Germania e Francia che hanno dichiarato che non venderanno più armi alla Turchia. E il nostro Ministri degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato che non verranno fatti nuovi contratti di fornitura militare con la Turchia (cosa di cui la Turchia se ne frega altamente, visto che produce sul suo territorio i nostri elicotteri d'attacco Mangusta, armati con un cannone da 20 millimetri, razzi a frammentazione, missili anticarro ed altre armi ancora). Ma è una reazione tutto sommato debole. Pochi hanno esaminato questo. Che diventa ancora più inspiegabile se pensiamo che la Francia ha mandato immediatamente due fregate di recentissima produzione a difendere i giacimenti di petrolio che Total ed Eni sfruttano al largo di Cipro. 

In realtà, la spiegazione è in quella minaccia di Erdogan, una vera e propria arma finale: "Se intervenite, se non mi sostenete, vi mando i 3,6 milioni di profughi siriani che sono al confine turco". E qui bisogna fare un passo indietro nel tempo. Perchè sono diversi anni che, per bloccare alcune delle vie attraverso cui arrivaro i migranti, l'Unione Europea ha creato un muro. Andate a guardare la cartina: c'è la Turchia, poi a nord la Bulgaria, più su la Romania, e dietro l'Ungheria. Come si vede, sono una serie di Paesi che creano un muro - anche per ragioni politiche interne - che blocca l'afflusso di migranti dall'Asia. Per passare a nord di questo muro dovrebbero attraversare la Russia ma i controlli al confine sono troppo massicci per attraversamenti di massa e la Polizia troppo violenta. Passare a sud della Turchia è difficile, perchè si finisce in Paesi in guerra, come la Siria, l'Iraq, Israele, Egitto, dove la morte è sicura. Certo, qualche piccolo gruppo passa, magari nascondendosi su un camion o su qualche nave, ma parliamo di poche unità, una decina al massimo per volta. 

E questo è stato fatto per la più bieca delle ragioni: consenso politico. Vedete, tra coloro che criticano Salvini, molti lo fanno per come ha trattato i migranti e le navi delle Ong che le salvavano. Ma prima di lui, quando c'era Minniti come Ministro dell'Interno, è stata fatta la stessa cosa che poi ha fatto Salvini. Solo con meno strepito, senza tenere le navi delle Ong fisicamente lontane dai porti. E' stato solamente reso loro impossibile lavorare, in modo che non potessero più salvare nessuno. Ma l'italiano medio è troppo cretino, per essersene accorto (e non mi riferisco solo ai leghisti, ma anche a coloro che votano gli altri partiti, compreso il Pd) e questo ha agevolato la scalata di Salvini nei sondaggi dopo che è diventato Ministro. All'estero sono meno cretini e si sono accorti che i loro governanti (per lo più appartenenti a formazioni di destra o di centrodestra) hanno alzato questo muro. Per questo, quando è stato deciso di pagare Erdogan perchè tenesse i profughi lontani dall'Europa, nessuno ha protestato veramente. Perchè quello è un obiettivo che viene perseguito da molti anni, indipendentemente da chi è il capo del singolo Stato. 

Per cui la minaccia di Erdogan è più terribile di quello che sembri, per i governi europei. Non perchè 3 milioni di profughi rappresentino un problema: con un minimo di organizzazione, l'Europa ha lo spazio e le risorse per accogliere 200 milioni di persone che arrivino anche in tempi ristretti; e 200 milioni di persone arriveranno in Europa in un secolo o giù di lì. E neanche perchè possano commettere crimini: questo è un modo di pensare razzista che non corrisponde al vero. La stragrande maggioranza è gente disperata che cerca solo di sopravvivere, non milionari palestrati che vogliono guadagnare di più, come dicono Salvini, la Meloni e tutti i razzisti che li seguono. Il problema è che l'afflusso di profughi eroderebbe rapidamente il consenso dei governi di destra e di centrodestra che oggi governano i Paesi europei. Perchè tutti i governi, nessuno escluso, ha puntato grandemente sull'impedire l'arrivo di migranti (o profughi o come li volete chiamare). Non è un caso che i due Paesi europei in cui la sinistra si è affermata con relativa facilità sono Spagna e Portogallo, cioè quelli più lontani dal confine che "scotta". 

Teniamo presente che 3,6 milioni di persone sono pari all'1% della popolazione europea. Certo, bisogna creare strutture di accoglienza e piani di integrazione; ma non è una quantità esagerata di persone. E in quanto alle risorse, basta tagliare le spese inutili (in Italia per esempio regaliamo 300 miliardi all'anno agli evasori fiscali) e le risorse si trovano facilmente. Anche senza contare quei Paesi come la Germania che non hanno bisogno neanche di fare sforzi in questo senso. Ma se Erdogan "instradasse" quei milioni di profughi verso il centro dell'Europa, cadrebbero più o meno tutti i governi. Perchè la lotta a nascondere l'immigrazione ha portato a questo: si nasconde l'arrivo dei migranti. Che arrivano comunque, basta che non arrivino tutti insieme. Quanti per esempio sanno che in Italia il 90% dei migranti arriva con l'aereo o con la nave e con passaporto regolare con visto turistico? Poi trovano un lavoro, lasciano scadere il visto e diventano irregolari in attesa della prossima sanatoria per regolarizzarsi. 

E qui adesso tocchiamo un argomento che è un cavallo di battaglia dei sovranisti (chiamiamoli così; definirli per quello che sono, cioè fascisti e nazisti, a quanto pare è politicamente scorretto). Mi riferisco alle dichiarazioni di numerosi esperti o politici sul fatto che l'arrivo dei migranti è necessario. Cosa alla quale i sovranisti rispondono con le solite balle che si tratta di un piano per cancellare l'identità individuale e dei vari Paesi, tirano in ballo Soros, il complotto degli ebrei, ecc. ecc. Ogni tanto qualcuno rispolvera persino il Protocollo dei Savi di Sion, ma lo sanno anche i sassi che quella è una mega bufala; quindi sono sempre meno quelli che lo fanno. In realtà, è esattamente quello di cui ha bisogno l'Europa: serve nuova manodopera. 

Per capirlo, bisogna conoscere alcuni passaggi di demografia e sociologia che sono praticamente obbligati (anche perchè sono oltre 2000 anni che succede). Quando un gruppo sociale è povero, tende a fare molti figli, perchè le possibilità che ciascuno di loro sopravviva sono basse. Man mano che quel gruppo sociale migliora le proprie condizioni economiche, diminuisce il numero di figli; quando arriviamo ai livelli che viviamo in Italia, è raro trovare già famiglie che abbiano due figli. Questo fatto - unito all'allungamento della vita dovuto al cibo migliore, alle condizioni sanitarie migliori e alle migliori medicine - porta ad una riduzione ed un invecchiamento della popolazione. Cosa che provoca a sua volta la necessità di trovare coloro che lavorino in alcune posizioni umili. Dopo tutto, perchè una persona che ha studiato per decenni per laurearsi dovrebbe accontentarsi di andare a raccogliere frutta e verdura o fare le pulizie? Per cui si cercano soprattutto persone che lavorino in queste posizioni, in condizioni normali. In Italia, poichè le condizioni sono anormali, si cercano gli stranieri soprattutto perchè è più facile farli lavorare in nero, sfruttati e in condizioni di quasi schiavitù. 

Ora, facciamo un esempio concreto: il Giappone. Il Giappone ha una popolazione di oltre 120 milioni di abitanti e una emigrazione molto bassa. Inoltre, naturalizza circa 15 mila giapponesi all'anno. Eppure perde qualcosa come 200 mila abitanti l'anno. Cioè ogni anno è come se gli abitanti di una città come Verona sparissero. E questo solo come differenza tra morti e nuovi nati. Poichè non c'è una immigrazione illegale (è troppo lontano dalle coste cinesi e russe) la popolazione diminuisce ogni anno. Tanto che si stima che nel 2050 ci saranno meno di 100 milioni di abitanti. Di questi, oltre 30 milioni saranno oltre i 65 anni di età. Una bella differenza rispetto ad oggi, con 126 milioni di abitanti, di cui solo 25 milioni oltre i 65 anni. Chi occuperà i posti di lavoro lasciati liberi? Certo, una parte di questi spariranno, grazie all'automazione, alla robotica e all'Intelligenza Artificiale. Ma ne resteranno sempre troppi che non sarà possibile coprire. E il governo lo sa. Non è un caso che vengano lanciate campagne per convincere le coppie a fare più figli e agli stranieri giovani per andare a vivere in Giappone (ci sono comuni, ormai avviati allo spopolamento, che regalano le case alle coppie sotto i 35 anni senza figli o sotto i 50 con almeno un figlio). 

Rispetto al Giappone noi italiani siamo in ritardo, nel senso che da noi sia l'invecchiamento che la differenza tra morti e nuovi nati è di gran lunga inferiore. Ma senza l'apporto dei migranti, noi avremmo ogni anno circa 100 mila abitanti in meno. E non ingannino le parole dei sovranisti che dicono che è perchè lo Stato non dà sussidi alle famiglie. Giorgia Meloni ne è un esempio. Ha 42 anni e una figlia. Qualcuno pensa che lascerebbe la sua carriera politica solo per fare un altro figlio? E lo stesso vale per le milioni di donne che lavorano e che non hanno figli o ne hanno uno solo. E questo anche senza considerare il fatto che spesso avere un figlio significa per la donna essere licenziata dal posto di lavoro. La società benestante è questa. Se offre opportunità di lavoro e di affermazione alle donne, perchè esse dovrebbero rinunciarci? L'idea della donna casa-figli-focolare, tipica del fascismo e del nazismo, aveva ragion d'essere (molto relativamente) negli anni '20 e '30 perchè entrambi i Paesi avevano perso milioni di persone durante la Prima Guerra Mondiale. Ma oggi perchè una donna dovrebbe rinunciare alla sua vita per fare figli? Per un bonus di 500 euro al mese per qualche anno al posto del suo stipendio?

Noi di queste cose non ce ne accorgiamo perchè funziona tutto bene. Ma un po' di anni fa, la situazione venne descritta perfettamente in un film, "Cose dell'altro mondo", con - tra gli altri - Diego Abatantuono. Che in quel film è un imprenditore veneto razzista e proprietario di una Tv privata che una sera durante un programma dice che gli stranieri devono andarsene tutti. Il giorno dopo sono realmente spariti tutti gli stranieri. E quindi nessuno viene a svegliare lui e la sua famiglia, perchè la domestica filippina è sparita; la fabbrica è praticamente paralizzata perchè la maggior parte degli operai è straniera ed è sparita; lui stesso ha una relazione con una prostituta rumena che è sparita; la madre dell'ex della figlia di Abatantuono è anziana e ha bisogno di una badante che è sparita; e così via. Naturalmente il film parla anche di altre persone che sono sparite, ma limitiamoci al lato economico. Cioè piaccia o non piaccia, la presenza di stranieri nel nostro Paese, è necessaria. 

Sul fatto che possano "contaminare" la nostra italianità o cancellare la nostra cultura, potrei rispondere che sono argomenti razzisti e chiuderla là. Ma invece voglio rispondere seriamente. Perchè la cultura si insegna. Noi non nasciamo sapendo chi sono Dante, Leonardo da Vinci o Manzoni. Lo scopriamo andando a scuola. E come lo scopriamo noi, lo possono scoprire anche persone che hanno un colore della pelle diverso dal nostro. Per questo è così importante l'integrazione. Perchè è attraverso l'integrazione che si apprezza lo studio e quindi che si impara la cultura. In quanto all'italianità, se per italianità intendiamo i comportamenti tipici dell'italiano medio, meglio che scompaia. L'italiano medio è una persona ignorante, che ruba allo Stato appena può attraverso l'evasione fiscale, che abusa dei propri privilegi, ecc. No, no, meglio forze fresche. 

Se invece per italianità la intendiamo dal punto di vista genetico, devo dare una brutta notizia ai sovranisti di casa vostra. Se si fa un esame storico del nostro DNA, si scopre che la gran parte viene da altre parti: Africa, Francia, Spagna, Germania, ecc. Ricordo che lessi una statistica, una decina di anni fa, su uno screening fatto su 2000 volontari. Oltre il 90% aveva tra il 20 e il 40% dei geni caratteristici del nostro Paese. E meno del 3% superava il 50%. Voglio sperare che sia superfluo dire che nessuno raggiungeva il 100%. I più alti erano due che avevano il 56% dei geni caratteristici dell'Italia. Il più basso era uno che aveva dichiarato di essere italiano da generazioni e aveva lo zero per cento di geni caratteristici del nostro Paese. E non aveva mentito. E questo perchè la nostra storia è una storia di invasioni. L'Italia è stata invasa in lungo e in largo: arabi, spagnoli, francesi, tedeschi, ecc. Ed è sempre stata Paese di commerci, per cui si dall'epoca romana spesso passavano da nord a sud e viceversa, così come da est ad ovest e viceversa. Il risultato non poteva che essere una mescolanza di Dna. Per cui neanche il più puro dei sovranisti può essere nient'altro che una mescolanza di Dna proveniente da tutto il mondo. 

Ma la stragrande maggioranza della gente ignora questo. Bada al presente. E soprattutto al proprio portafogli. Perchè nella stragrande maggioranza dei casi, il razzismo non è niente altro che la paura - inconscia o consapevole - di dover dividere quello che abbiamo con lo straniero. Ed è questo che soprattutto fa paura. E lo si vede in massimo grado in coloro che sono razzisti pur appartenendo a quelle categorie normalmente sottoposte a razzismo. Per esempio a me non sorprende vedere nella Lega gente di colore o persone dell'Europa dell'Est. Sono persone che hanno trovato un certo benessere nel nostro Paese (a volte anche un grande benessere) e non lo vogliono perdere nè dividerlo con altri. E' lo stesso meccanismo per cui spesso le persone più razziste verso i meridionali sono proprio quei meridionali che vivono nel nord Italia da tempo e hanno guadagnato benessere, troncando decisamente i rapporti con la propria regione d'origine. E' per questo che Erdogan può minacciare impunemente la Ue. Non perchè lui sia forte, ma perchè Salvini in Italia, Kurz in Austria, la Merkel in Germania, ecc. sono andati al potere anche o solo sfruttando la paura della gente verso i migranti. E adesso non possono rinnegare se stessi e la propria vita politica dicendo: "Non vi preoccupate, non c'è niente di cui aver paura"

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di Antonio Rispoli
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