Editoriali / L'opinione

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"La Germania deve ridurre il surplus commerciale". E come?


'La Germania deve ridurre il surplus commerciale'. E come?
24/07/2018, 15:43

Per l'ennesima volta, parlando col solito grillino (cioè una persona completamente ignorante, ma "forte" del fatto di aver letto qualche cretinata dai blog di gente altrettanto ignorante, che si è fatta un nome ingannando chi li legge) di economia, ad un certo punto mi spara fuori un "Diciamolo alla Merkel di rispettare i vincoli europei . Innanzitutto quello sul surplus commerciale". Raddoppiandolo poi con un "Il problema è l'euro. In una vera economia di mercato lo squibrio della bilancia commerciale si riallineerebbe con l'adeguamento del cambio". 

Ora, non è la prima volta che leggo queste scembiaggini. Peccato che siano affermazioni senza capo nè coda, rispetto a come funziona l'economia. Vediamo perchè, esaminando la prima frase: la Germania deve ridurre il surplus commerciale. Già. E come? Fa una legge per chiudere le fabbriche? Impone il licenziamento di 5 o 6 milioni di lavoratori? Provate ad immaginare se il governo italiano prendesse provvedimenti simili. Che farebbero gli italiani? Direbbero: "Bravi, continuate così"? Ne dubito. E lo stesso in Germania. Qualcuno potrebbe obiettare che una delle norme dei Trattati di Maastricht prevede che non ci sia un Paese che superi un certo surplus commerciale. Ma bisogna anche contestualizzare quella norma. Che venne scritta (come tutto il Trattato) nella prima metà degli anni '90. In quel momento, c'erano diverse zone in potenziale sviluppo economico: parte dell'Africa, l'Est Europa. Cosa sarebbe successo se la Germania avesse pagato sottobanco la Bulgaria o la Romania per assumere una posizione di leader in quei mercati? O se la Francia avesse fatto lo stesso in Africa? Per questo nasce quella norma. Ma l'attuale surplus commerciale della Germania è dovuto semplicemente alla qualità del sistema tedesco che ha saputo risollevarsi dalla crisi del 2008 immediatamente, non dopo anni come gli altri Paesi. Possiamo mai punire un Paese solo perchè ha un sistema economico valido? 

Infatti, quando ci fu la crisi del 2008 (che arrivò in Europa nel dicembre di quell'anno e quindi sviluppo' i suoi effetti solo nel 2009) la Germania pagò come tutti un grosso prezzo, anche perchè dovette spendere decine di miliardi per salvare le banche. Ma già nel 2010 il Pil cresceva di oltre il 4% cancellando le perdite subite l'anno prima. E' colpa della Germania se gli altri Paesi non hanno saputo fare altrettanto? E' colpa della Germania se la domanda interna si mantiene molto alta, grazie ai salari elevati che vengono pagati? E allora perchè non punire anche Svezia e Norvegia che fanno lo stesso? 

E qui arriva la seconda genialata: è colpa dell'euro. Eh, sì questo maledetto euro che la Germania ha creato per se stessa e per distruggere l'Italia perchè i tedeschi erano invidiosi della nostra manifattura. Non prendetemi sul serio, sono sarcastico, ma è quello che dicono i sostenitori di Lega e Movimento 5 Stelle. Poi certo, ci sarebbe il dettaglio che i tedeschi l'euro non lo volevano; ma che cosa conta la verità? Noi ormai siamo in un mondo dove l'unica verità è quella certificata dai like. Leggere i giornali del 1994 e del 1995, le interviste che venivano rilasciate allora e tutto il resto non ha nessun valore. Così come non ha nessun valore ricordare che i tedeschi inizialmente volevano godere dello stesso privilegio concesso agli inglesi: stare nella Ue senza usare l'euro. 

Il motivo era semplice, entrando nella mentalità dei tedeschi. Che sono un popolo che ha una memoria nazionale molto forte. La Germania nasce nel 1870, ma da allora aveva cambiato tutto: aveva cambiato sistema di governo, passando da monarchia a repubblica a dittatura a repubblica; aveva cambiato sistema elettorale; aveva cambiato sistema istituzionale, aveva cambiato bandiera tre volte... aveva cambiato tutto. Una sola cosa era rimasta costante: il marco. Persino quando ci fu l'iperinflazione tra il 1920 e il 1925, avevano il marco. Era l'unico asse storico rimasto alla Germania. Fu molto faticoso per l'allora maggioranza convincere i tedeschi ad accettare la moneta unica. Ma era necessario per quella che allora era la road map (poi distruitta dai governi di destra e si centrodestra che si sono succeduti nei vari Paesi europei) che prevedeva un asse franco-tedesco che facesse da centro di gravità per l'intera Europa. 

Chiarito questo, la domanda è indispensabile: cosa succederebbe se non avessimo l'euro? Le persone come Bagnai e Borghi racconterebbero la menzogna che la lira potrebbe svalutare e questo aumenterebbe le nostre esportazioni. Mettiamo che sia vero (e non lo è, ma mi ci vorrebbe molto spazio per dimostrarlo). Significa avere 100 o 200 mila ricchi imprenditori che aumentano i loro guadagni. Buon per loro, per carità. Ma in Italia siamo 60 milioni. E gli altri 59 milioni e 800 mila persone che fanno? Stanno a guardare i milionari che diventano miliardari? E soprattutto, che succede loro, quando la lira si svaluta? Perchè è importante. E la risposta è tragica. 

Con la svalutazione, la prima cosa che succede è che la gente si impoverisce. Spieghiamo perchè. Diciamo che noi abbiamo la lira e che la lira svaluti del 10% rispetto al dollaro. Significa che i soldi che io ho in banca o in tasca valgono il 10% in meno. Significa che se io ho investito in un bot da 10 mila lire, che vale 10 mila euro, dopo la svalutazione io avrò un bot da 10 mila lire che vale 9000 euro. Significa che se io ho una casa da 300 mila lire, che vale 300 mila euro, dopo la svalutazione sarà una casa da 300 mila lire che vale 270 mila euro. E a me chi li risarcisce questi soldi che perdo? Bagnai? Borghi? I coglioni che ripetono a pappardella le cretinate che questi due diffondono sui blog e sui social network? La svalutazione serve solo ad arricchire chi è ricco, perchè conserva i soldi in una valuta forte all'estero. Ma è devastante per l'operaio, per il pensionato, cioè per chi ha il piccolo reddito fisso. 

C'è poi il problema del debito pubblico. Anche qui, i soliti tromboni raccontano che "basta creare dal nulla altra moneta" e non c'è problema. Ma se le cose stanno così, perchè gli Usa hanno un debito pubblico che è quasi al 120% del Pil? Se basta "creare moneta dal nulla", come raccontano i troboni, perchè gli Usa non lo fanno? Creano 20 mila miliardi di dollari in moneta elettronica ed evitano di pagare ogni anno quasi 1000 miliardi di dollari di interesse sul debito pubblico. Lo stesso per la Gran Bretagna: perchè non azzera il proprio debito pubblico, anzichè pagare oltre 100 miliardi di sterline l'anno di interessi? Sono tutti cretini, in tutto il mondo, e gli unici geni sono Bagnai e Borghi? Anche un cretino capirebbe che c'è qualcosa che non va. Evidentemente c'è qualcosa che impedisce di abbassare il debito pubblico creando moneta. 

Quel qualcosa si chiama "svalutazione". Quando si crea moneta, si riduce il valore della stessa. Però non è un andamento lineare, per cui se io aumento del 10% la quantità di moneta che circola, riduco del 10% il suo valore. Entro certi limiti, variare la quantità di moneta creata non cambia di molto il valore. E' il caso dell'euro o della sterlina, le cui banche centrali hanno potuto aumentare notevolmente la quantità di moneta creata senza creare niente altro che una svalutazione minima. Ma quando si supera una certa soglia, le cose cambiano: la svalutazione comincia ad essere notevole. E poi come glielo spieghi ai cittadini che gli hai dimezzato i risparmi oppure il valore della casa solo per garantire alle banche di guadagnare sui titoli di Stato? Teniamo presente che è stato proprio l'eccesso di stampa che ha svalutato per esempio il dollaro dello Zimbabwe, facendolo arrivare al punto da non valere la carta su cui è stampato. 

Perchè qui vorrei sfatare una bufala. Chi parla contro l'euro sostiene che un Paese che stampa la propria moneta non può fallire, perchè può sempre stampare moneta per pagare i propri debiti. Certo, in teoria è vero. Ma avrei una domandina: che succede se nessuno accetta quella valuta all'estero? E' quello che è successo col bolivar, la moneta del Venezuela. Ha perso valore molto velocemente ed adesso non vale nulla. Se il Venezuela vuole comprare grano, deve procurarsi dollari. E nessuno glieli dà in cambio della sua moneta. Allora certo, possiamo dire che il Venezuela non andrà in default. Ma tra poco, se Maduro non agisce con la forza e sequestra tutte le derrate alimentari del Paese, non ci sarà grano in Venezuela. E allora a che servirà avere una moneta stampata da una banca centrale nazionale? 

A questo punto l'obiezione sarebbe: "E tu che ne sai che le cose andrebbero così?". Beh, ovvio, perchè io conosco la materia. E so che un Paese i cui titoli sono considerati "spazzatura", come sarebbero i titoli dell'Italia senza euro, sono acquistati solo se i tassi di interesse sono molto elevati. Intorno al 15-20% per capirci. A questo livello, con un debito pubblico oltre il 130%, il default sarebbe roba di alcuni mesi. E se si volesse creare moneta per non pagare gli interessi, la svalutazione porterebbe il Paese ad un default di fatto. "E perchè i titoli dell'Italia sarebbero spazzatura"? Perchè già adesso siamo uno o due gradini sopra, a seconda dell'agenzia di rating. Se uscissimo dall'euro, le agenzie di rating ci declasserebbero (come hanno declassato la Gran Bretagna per essere uscita dalla Unione Europea) e scivoleremmo nella zona pericolosa. Con tutte le conseguenze del caso. 

Di tutti questi argomenti ho già parlato a più riprese. Se qualcuno vuole approfondire, basta che cerchi sul sito con parole come "euro" o "sovranità monetaria". Ma la sostanza resta quella. Ma se le cose stanno così, perchè si dà la colpa alla Germania? Perchè è più semplice scaricare le colpe su qualcuno. Perchè dover ammettere che da decenni votiamo degli incapaci? E che gli imprenditori italiani sono approfitattori e parassiti che si arricchiscono grazie ai soldi delle tasse che i lavoratori pagano? Molto più comodo dire che la nostra crisi è colpa della Germania. E inventarsi una presunta invidia per la nostra manifattura che non c'è mai stata, dato che la Germania ci è sempre stata superiore in questo settore. Almeno negli ultimi 40 anni. 

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di Antonio Rispoli
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