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La grazia a Sallusti, uno schiaffo a migliaia di detenuti


La grazia a Sallusti, uno schiaffo a migliaia di detenuti
20/12/2012, 18:33

E così, a completamento delle schifezze che Pdl, Lega, Pd, Udc e governo stanno facendo sulla vicenda Sallusti, adesso arriva anche la notizia che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, su richiesta di Ignazio La Russa, ha inoltrato al Ministro Severino la procedura per la domanda di grazia. Chiaramente qui non ci troviamo di fronte ad un completo ignorante della Costituzione come Roberto Castelli, che nel 2005 bloccò la procedura per la grazia a Sofri e quindi tra pochi giorni probabilmente la grazia verrà accordata. 
Tuttavia questo è un vero e proprio schiaffo alle migliaia di detenuti che sono in carcere in Italia. Innanzitutto perchè quella di Sallusti non è una detenzione vera e propria: sta in una bellissima villa, con la sua compagna; ha la possibilità di uscire per due ore al giorno e di contattare chi vuole; svolge regolarmente il suo lavoro... insomma, l'unica cosa a cui ha dovuto rinunciare è stato al fatto di apparire in Tv. Il che, come sanzione, non mi pare tanto grave. Niente al confronto dei 70 mila detenuti che stanno ammassati in celle di due metri per due. Per non parlare degli extracomunitari detenuti nei Cie, fino a 18 mesi in un lager senza aver commesso alcun reato. Come un terzo dei detenuti, che sono in custodia cautelare (cioè sono detenuti in attesa di processo). 
Per non parlare poi delle migliaia di extracomunitari detenuti illegittimamente. Infatti pochi sanno che quasi tutti gli extracomunitari processati e condannati per Bossi-Fini (cioè la legge sull'immigrazione), vengono condannati sulla base di un documento che di solito viene redatto in maniera contraria alla legge. Mi riferisco al decreto di espulsione, quello che prevede cinque giorni di tempo per uscire dal nostro Paese e che, laddove non si esegua, porta a sanzioni penali. Essendo un documento della Pubblica Amministrazione, ciascun decreto di espulsione necessiterebbe di una motivazione scritta ad hoc, come avviene per le sentenze o per le multe. Ma questo non avviene: si tratta di moduli precompilati, in cui viene solo messo il nome della persona da espellere. Ma questo è un modo di fare illegale, secondo un regio decreto del 1865 tuttora in vigore. Per cui l'atto è nullo e l'espulsione non valida. Ma i giudici, che dovrebbero far rilevare questo punto al momento del processo, solitamente sorvolano, si guardano bene dal controllare i documenti: condannano e via. 
Eppure, se vogliamo dare retta a coloro che - falsamente - dicono che Sallusti è in galera solo per un reato di opinione, cosa dire di queste persone che stanno in galera senza aver commesso alcun reato? Non è peggio stare in galera senza aver commesso alcun reato, salvo quello di essere nati al di fuori dell'Europa? 
Ma di queste cose nessuno ne parla, nessuno avanza domande di grazia. Perchè non si chiamano ALessandro Sallusti, e perchè non sono il direttore di uno degli organi di propaganda politica del Pdl. La differenza è tutta là. 

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di Antonio Rispoli
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