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La Grecia sta collassando per colpa della Bce?


La Grecia sta collassando per colpa della Bce?
13/02/2013, 13:09

Sono alcuni giorni che su Facebook girano alcune informazioni - che personalmente non sono riuscito a verificare - che ondicherebbero un crollo totale della situazione in Grecia. Per essere più specifici, il crollo economico del Paese ha provocato un crollo sociale. E così pare ci sia stato un aumento delle rapine in banca del 600%; ma in molti casi i rapinatori hanno poi distribuito i soldi tra i passanti. si parla di agricoltori che si sono rifiutati di distruggere i loro prodotti - pratica comune per calmierare i prezzi - e sono invece andati nelle città a distribuirli gratuitamente tra i cittadini. Generando tra l'altro anche resse notevoli, tra la popolazione affamata (si dovrebbero riferire a questo episodio i video e le foto che ho trovato su questo blog https://ilcontagio.wordpress.com/2013/02/07/cosa-sta-accadendo-in-grecia/). In altri casi, pare ci siano state folle notevoli che hanno assaltato i supermercati, portando via generi alimentari di tutti i tipi.
E per reazione sono aumentate le violenze dei poliziotti, che pare siano soliti usare il massimo della violenza (armi da fuoco escluse, per ora) contro i manifestanti e contro le persone che si stanno macchiando dei reati sopra descritti. Non solo, ma il governo si sarebbe rivolto ad una società di contractors per la difesa del Parlamento e delle sedi ministeriali. 
Tutto questo che ho elencato, come ripeto, non ha una conferma di alcun tipo, per ora, dato che è calato nei mass media un silenzio - che a questo punto non esito a definire pauroso - sulla Grecia. Non se ne parla più da mesi; in pratica da dopo le elezioni avvenute nel giugno 2012, che hanno visto la vittoria di quegli stessi partiti che hanno creato la crisi in Grecia. Una scelta suicida (non che fosse migliore l'alternativa dei nazisti di Alba Dorata) che ha dato a quanto pare risultati negativi. Su cui però sarebbe interessante offrire ai cittadini notizie prese dal posto. 
Tuttavia, è anche cominciata immediatamente la manipolazione in salsa italiana. Ovviamente, con il solito argomento-bufala preferito sul web: l'uscita dall'euro. "Solo uscire dall'euro salverebbe la Grecia". Già. lo immaginate un Paese che ha una economia così disastrata e un debito pubblico al 130% che deve contare solo sulle proprie risorse per garantire la propria moneta? I risultati sono assolutamente prevedibili: i tassi di interesse schizzerebbero verso l'alto (e già oggi supera il 15%), probabilmente al 50% ed anche oltre. Inoltre, la moneta non varrebbe la carta su cui è stampata, costringendo la Grecia a scegliere se stampare banconote senza sosta, scatenando una iperinflazione che distruggerebbe l'economia; oppure dichiarare il default, con conseguenze che possono essere ancora peggiori. Qualcuno potrebbe obiettare: ma peggio di così, cosa può succedere ai greci? Può succedere di non riuscire a ricostruire l'economia nazionale, cosa che attualmente è ancora possibile. Ma è chiaro che questo non può succedere senza un cambiamento delle scelte economiche del Paese. Purtropppo le ricette della Bce e dell'FMI sono risultate sbagliate (e questo lo si sapeva benissimo, visto che sono 30 anni che propongono in tutto il mondo la stessa ricetta e sono 30 anni che tutti i Paesi che l'adottano finiscono a mal partito); questo si sa, come si sa che non l'ammetteranno mai. Ma compito dei politici di un Paese è quello di andare a dire: "Voi dite quello che volete, noi usciamo dalla crisi a modo nostro"... naturalmente a patto di avere una via alternativa. 
Perchè il problema resta quello. Non conta se hai l'euro, il dollaro, la sterlina o la dracma (anche se il passaggio da una moneta all'altra può contare); conta qual è la politica economica scelta dal governo di un Paese. Purtroppo per i cittadini europei, finora tutti i governi hanno scelto la politica neoliberista, con la scusa dell'austerità. Una austerità che è solo un paravento, dato che i politici hanno agito ovunque sulla stessa falsariga (e laddove non è stato fatto, come la Germania, le cose sono andate molto bene): taglio degli stipendi e aumento delle tasse sul ceto medio, taglio del welfare, aumento delle spese inutili (per esempio, quelli per la casta dei politici o degli incentivi per le aziende decotte) e riduzione delle tasse per i più ricchi. Ovviamente nel concetto di welfare c'è da mettere tutto: sanità pubblica, pensioni, scuole pubbliche, ricerca, ecc. Invece poi ci sono i finanziamenti per queste stesse voci, se gestite da privati. Questa non è austerità, è neoliberismo. Ed è quelloc he negli anni '80 creò problemi per esempio in Vietnam e in Messico (chi non ricorda i contadini del Chiapas guidati dal subcomandante Marcos?), negli anni '90 in Argentina e in diversi Paesi africani; e negli anni 2000 in Europa, a cominciare proprio dalla Grecia. C'è una percentuale di fallimento del 100% con queste misure; è indubbio. E allora perchè i politici le prendono? 
Ovviamente i complottisti tirano fuori le solite risposte: il gruppo Bilderberg, il Nuovo Ordine Mondiale e via su questo piano. La risposta è molto più semplice: i politici non stanno lì per il bene dei cittadini, ma per il proprio. E quindi fanno leggi a favore di se stessi e di coloro che li finanziano. E cioè degli imprenditori, non certo dell'impiegato che prende 1000 euro al mese. Chiaramente quindi, per fare un esempio che riguarda l'Italia, se i politici devono scegliere tra imporre un'altra tassa ai cittadini oppure rinunciare alla auto blu e alla scorta (che gli fa da status symblo) è ovvio cosa sceglieranno. E anche nel caso in cui devono scegliere se chiudere un ospedale o tagliare i finanziamenti pubblici alle aziende. 
Quando poi arrivano i nodi al pettine (leggi la crisi economica iniziata nel 2008), nessuno ha il coraggio di ammettere i propri errori, e quindi si continua a sbagliare. Anche a costo di rovinare un Paese, tanto a loro che importa? Chi decide è abbastanza ricco da poter, al momento giusto, scapparsene. QUando ci fu la rivolta in Argentina una ventina di anni fa, il governo se ne scappò, mentre il palazzo del governo era circondato dalla popolazione inferocita, con un elicottero. Nessuno di quelli è più ritornato nel Paese, ma fanno tutti una vita da gran signore all'estero. Ed è questo il problema principale; per questo le cose vanno male in molti Paesi. 
La soluzione è semplice: basta aumentare i salari dei lavoratori dipendenti. Ma per farlo servirebbe un'altra classe imprenditoriale, fatta da persone che sappiano che significa rischiare con i soldi propri, che fabcciano ricerca e che competano nel mondo sulla base della qualità. Invece i nostri imprenditori preferiscono puntare sul taglio degli stipendi, esattamente come gli imprenditori in Grecia. Il risultato è che la Grecia è ormai distrutta mentre per l'Italia manca poco: basterà aspettare le prossime elezioni, dato che tutti i partuiti hanno nel loro programma di continuare su questa strada (ovviamente non il Movimento 5 Stelle, che però ha solo proposte demagogiche ed irrealizzabili). 

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di Antonio Rispoli
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