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La legge elettorale? Tanta fatica per nulla


La legge elettorale? Tanta fatica per nulla
22/01/2014, 14:33

In questi giorni si sta discutendo in maniera quasi feroce della legge elettorale. Una legge elettorale che è concettualmente identica al Porcellum: metodo proporzionale, liste bloccate, grosso premio di maggioranza. Ma con in più una norma "anti-partitini": delle soglie molto elevate per accedere al Parlamento (dal 5 all'8%). Per intenderci, sono soglie così elevate che una simulazione apparsa su Repubblica, sulla base dei più recenti sondaggi, ha mostrato un Parlamento con solo tre partiti: Pd, Forza Italia e Movimento 5 Stelle. Insomma, se la Corte Costituzionale ha fatto a pezzi il Porcellum, questa legge che è stata pomposamente chiamata "Italicum" verrà disintegrata. 
Ma paradossalmente il problema non è questo. Come non è un problema il bipartitismo perfetto, come da anni ripetono Berlusconi e tutti i suoi amici, seguaci e servi (compresi Grillo e Renzi). Può sembrare strano, ma tutti questi sono dettagli da poco. Il problema sono e restano gli italiani. Una volta, Marco Travaglio descrisse il rapporto tra la Costituzione e i cittadini italiani con una calzante metafora: un elegante vestito (la Costituzione) messo addosso ad un maiale (il popolo italiano). Perchè è così. La Costituzione, così come scritta nel 1948 andava benissimo; via via è stato necessario fare qualche aggiustamento (per esempio la specificazione che il Presidente della Repubblica può sciogliere le Camere, se queste arrivano a scadenza naturale durante il "semestre bianco"), ma di dettaglio. Le modifiche apportate al Titolo V nel 2000 erano un qualcosa di positivo, ma non di indispensabile. E tuttora c'è qualche cosa di dettaglio qui e là che può essere modificato. Ma non sono queste le cose che contano. Perchè puoi modificare il vestito quanto vuoi, ma il maiale non diventerà mai qualcosa di diverso da quello che è. 
Purtroppo non c'è legge o Costituzione che possa modificare ciò che conta, e cioè gli italiani. E in questo senso sono intesi sia gli elettori che gli eletti. Non c'è una legge che possa impedire ad un elettore di vendere il suo voto o (metaforicamente) il suo culo all'eletto, così come non c'è legge che possa impedire all'eletto di vendere il proprio voto per una mazzetta di soldi o per altri favori personali. Non solo. Ma non c'è legge che possa impedire ad un politico di lasciare il partito di cui fa parte. C'è solo la legge morale, l'etica. Ma dove mai si è vista l'etica nei personaggi pubblici, politici o altro? L'unica eccezione che mi viene in mente è Di Pietro. Per carità, un linguaggio approssimativo (anche se negli ultimi anni ci ha lavorato su parecchio), la totale incapacità di scegliere le persone veramente affidabili (Razzi e Scilipoti non sono mica gli unici ad averlo tradito), e così via. Ma ha sempre dimostrato una coerenza ineccepibile. Ci sono altri politici non di primo piano che possono vantare la stessa caratteristica, come Roberto Giachetti, del Pd; ma non sono molti. E un 1% non è in grado di decidere, in democrazia. 

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di Antonio Rispoli
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