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La legge sulla legittima difesa: gli idioti applaudono, gli altri tremano


La legge sulla legittima difesa: gli idioti applaudono, gli altri tremano
06/03/2019, 15:52

Ormai è in via di approvazione la legge voluta da Salvini sulla cosiddetta "legittima difesa". In realtà, è una legge che sarebbe meglio definire una legalizzazione della difesa illegittima. O se si preferisce, una legalizzazione dell'omicidio volontario premeditato. Vediamo di spiegare perchè. 

Innanzitutto, la legittima difesa esiste anche oggi nel Codice Penale. Ma è sottoposta a dei limiti. Cioè ci deve essere un pericolo concreto e reale. Per esempio, non è lecito sparare nella schiena ad un ladro che sta fuggendo. Nè ad un ladro disarmato che non crea pericoli per le persone. Anche se a dire la verità negli ultimi anni i giudici stanno assolvendo tutte le persone che ammazzano i ladri, senza guardare a come si sono svolti i fatti. Insomma, c'è il principio che la difesa è legittima quando è difesa e quando non è una scusa per vendicarsi o peer aggredire qualcuno. E per decenni è andata bene così. 

Adesso invece la legge cambia completamente. Diventa lecito sparare a chiunque entri in casa senza permesso, in qualsiasi situazione. Così come diventa lecito sparare anche a quello che ti ruba il portafogli senza alcun danno o minaccia. Ed è evidente a quale abusi si presti una tale definizione. Prendiamo i femminicidi: il marito potrebbe uccidere la moglie di notte a colpi di pistola, e poi raccontare che l'aveva scambiato per un ladro. Oppure ci potrebbe essere gente che imbraccia un fucile e si mette a sparare su un extracomunitario che passa per poi dire che l'ha visto uscire dalla casa. E non sono esempi a caso: l'atleta paraolimpico Oscar Pistorius ha ucciso la propria fidanzata dicendo che l'aveva scambiata per un ladro. E l'estate scorsa ci sono stati molti casi in cui persone usavano pistole e fucili ad aria compressa, appositamente potenziati, per sparare a persone straniere, tra cui una bimba rom di un anno. Con la nuova legge, questi episodi diventano legali o quasi. Dipende da come vengono raccontati alle autorità. 

Per fortuna, per il momento c'è la legge sulle armi che pone limitazioni al loro acquisto. Anche se Salvini con una modifica regolamentare ha permesso una maggiore liberalizzazione in questo campo, restano una serie di limiti. Che non serviranno a gran che, ma almeno rallenteranno una diffusione incontrollata delle armi. 

Ma il problema è concreto. Soprattutto perchè è stata fatta una falsa propaganda sull'argomento, basata sull'idiozia di chi ci crede. La propaganda è che una persona è più sicura con una liberalizzazione delle armi, perchè così può difendersi. Quante volte abbiamo sentito Salvini dire: "Se un ladro entra in casa mia, esce steso" o frasi del genere? Perchè nell'immaginario della propaganda salviniana e leghista la scena che viene raccontata è quella del ladro che entra furtivamente in casa altrui, fa un rumore che sveglia i proprietari, l'uomo afferra la pistola, trova il ladro e lo uccide. Una bella favoletta, ma in contrasto con la realtà. Perchè bisogna ricordare che il ladro non è uno stupido e non getta la sua vita. 

La realtà di ciò che avverrà è diversa. Perchè il ladro saprà che c'è il rischio di trovare una pistola in ogni casa. E quindi si procurerà una pistola. E quando entrerà in una casa, non si preoccuperà di agire in silenzio. Andrà alla ricerca dei proprietari, per immobilizzarli o metterli fuori combattimento, prima di mettersi a ribare. Insomma, assisteremmo alle stesse cronache che leggiamo sui giornali a proposito delle rapine in villa, con i propietari picchiati o magari uccisi. E non ci si illuda che avere la pistola nel cassetto del comodino serva a qualcosa. Chi pensate possa avere la meglio tra un rapinatore teso e attento, con i nervi a fior di pelle, che si è preparato all'azione e un tizio semirimbambito dal sonno che ha ancora gli occhi pieni di cispe? Chiunque non sia in malafede capisce che l'esito di un conflitto a fuoco, tra due avversari simili, può avere solo una conclusione: il rapinatore che aggiunge ai suoi reati un omicidio. 

Anche qui, non è una mia invenzione. Prendo dalla cronaca. Per essere esatti, dalla cronaca statunitense. All'inizio degli anni '90, sotto la pressione della lobby delle armi, venne varata una legge che ampliava il concetto di legittima difesa. Non era necessario che ci fosse un pericolo, bastava solo che ci fosse l'impressione di essere in pericolo. Per esempio, una persone che entrasse in un negozio con una felpa con cappuccio alzato e le mani in tasca poteva essere ucciso in quanto molti rapinatori fanno così per nascondere il volto alle telecamere e tengono la pistola in tasca. Quindi, "per aumentare la sicurezza delle persone" (l'avete già sentita questa?) si fece questa legge. E quale fu il risultato? Che nei mesi successivi all'applicazione della legge aumentarono le rapine con omicidio. Perchè ovviamente i rapinatori sapevano di correre più rischi e quindi avevano i nervi tesi allo spasimo. Alla prima mossa della vittima, sparavano, prima ancora di vedere se era disarmato o armato. Mentre non ci fu alcuna riduzione nelle rapine o in generale nella criminalità. 

Diciamolo chiaro e tondo: non esiste un metodo per cancellare la microcriminalità. E' chiaro che a nessuno di noi piace l'idea di essere rapinato per strada o di avere i ladri in casa. E tutti noi giuriamo la morte e ogni possibile vendetta se ci capita. Ma se ragioniamo a mente fredda, dobbiamo ammettere che la microcriminalità esisterà sempre. Finchè esisteranno i poveri, c'è sempre la possibilità che qualcuno di loro - per esasperazione, per disperazione, per odio o per mille altri motivi - scelga la strada della violenza. Se guardiamo al mondo, i Paese dove c'è meno criminalità (che non significa zero criminalità, significa meno) sono quelli dove c'è molta ricchezza e diffusa, come per esempio l'Islanda o i Paesi Scandinavi. Invece, nei Paesi dove gli squilibri economici sono grandi, la criminalità aumenta. Come gli Stati Uniti, ma anche come l'Italia. 

Quello che si può fare è ridurre la criminalità. E per questo serve più polizia, una azione di controllo del territorio più capillare e meno squilibri economici. Ma anche così si riducono i crimini, non li si cancella. E anche ammesso che vengano cancellati tutte le rapine e tutti i furti, cosa credete che succederà alle liti tra vicini? Quante di quelle liti finiranno a pistolettate? Quante volte capiterà che una lite per un parcheggio finisca in un lago di sangue? Anche qui, non sono casi che mi invento. Negli Stati Uniti le armi da fuoco sono la prima causa di morte per le persone comprese tra i 16 e i 49 anni. Più dell'alcool, più delle droghe, più degli incidenti stradali, più delle malattie. E' questo l'obiettivo che si vuole raggiungere, appoggiando Salvini e la sua legge per l'aumento della libertà di usare le armi da fuoco?

Io il vero pericolo delle armi da fuoco lo capii da ragazzo. Avevo un mio zio che, per lavoro, doveva girare armato. Una volta che andai a casa sua, lo vidi che aveva smontato una delle pistole per pulirla. Dopo che ebbe finito, prima che la caricasse, gli chiesi di poterla impugnare. E feci quello che fa qualsiasi ragazzo: la puntai qui e lì immaginando che ci fossero dei nemici da abbattere. Ad un certo punto, mentre immaginavo di fare fuoco, mia zia passò sulla linea di tiro. Un pensiero si affacciò alla mente: che sarebbe successo se io veramente avessi fatto fuoco mentre passava un'altra persona? La risposta è ovvia: avrei ucciso un innocente. E sia ben chiaro che non mi ero accorto del passaggio di mia zia finchè non fu troppo tardi. Ma contemporaneamente, avere quella pistola in mano, benchè scarica, mi dava un senso di sicurezza, di onnipotenza. Unisci quel senso di onnipotenza ad un eccesso di rabbia, e hai ottenuto un omicida. 

In realtà, la legge voluta da Salvini non ha affatto l'obiettivo di rendere più sicure le persone. Ha solo l'obiettivo di far felici tutte quelle persone che immaginano di poter risolvere i loro problemi uccidendo gli stranieri. Cosa che dovrebbe portargli più consenso, soprattutto al nord. E le conseguenze? Probabilmente non le ha neanche esaminate. Non fa parte del modo di fare di Salvini preoccuparsi delle conseguenze. A lui interessa solo il guadagno di consensi immediato. 

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di Antonio Rispoli
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