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"La magistratura comanda la politica", le balle del Pdl


'La magistratura comanda la politica', le balle del Pdl
20/06/2013, 18:12

In questi giorni si sentono le solite stupidaggini gridate dagli esponenti del Pdl contro i magistrati; le solite cose gridate ogni volta che c'è una sentenza che non garba a Berlusconi. Ma ce n'è una che mi ha colpito, perchè dimostra la completa ignoranza o la totale malafede di chi la pronuncia: quella secondo cui con questa sentenza della Corte Costituzionale si è stabilità la subalternità del potere politico rispetto all'ordine giudiziario, in contrasto con la Costituzione. 
ALlora, vediamo di spiegare come sono andate le cose, perchè su nessun giornale è stata ricostruita la situazione di quei tempi. Dall'inizio del 2008 Berlusconi aveva iniziato un braccio di ferro costante con i giudici dei suoi processi: cominciò a non andare a nessuno dei processi che lo riguardavano, accampando ogni volta un legittimo impedimento, vero o falso che fosse (e spesso erano palesemente falsi). Tuttavia i giudici - che hanno paura a trattare Berlusconi come un imputato qualunque, per evitare campagne mediatiche insultanti o diffamatori o di essere messi alla berlina sulle Tv o sui settimanali di Berlusconi (ricordate i calzini turchesi di Mesiani o quando pedinarono la Bocassini?) - in linea di massima lo accontetavano e cercavano di stendere un piano per le udienze future concordandolo con la difesa. Solo che anche le udienze concordate saltavano regolarmente, tanto che una volta uno dei componenti del Tribunale, provocatoriamente, disse: "Avvocato Ghedini, ma se volete lo fissiamo la domenica, così il suo assistito è libero da impegni". Apriti cielo, venne accusata di voler costringere il povero Berlusconi ad andare in Tribunale "anche" la domenica (come se negli altri giorni ci fosse andato...). 
E' questa la situazione in cui si prepara il fatto giudicato dalla Corte Costituzionale. Una delle date concordate tra Tribunale e difesa era lunedì primo marzo 2009.  Per il venerdì precedente era previsto un Consiglio dei Ministri, come avviene di solito (se non ci sono problemi particolari, il Cdm si tiene il venerdì). Il giovedì si decise di annullare questo Cdm e di convocarne uno d'urgenza proprio lunedì primo marzo. Per di più, all'ordine del giorno c'era solo un disegno di legge che venne presentato in Parlamento solo due mesi dopo. Insomma, in realtà non c'era nessuna urgenza. Era solo l'ennesima scusa per rinviare l'udienza, in questo caso, del processo Mediaset. 
Per questo, quando gli avvocati presentarono la richiesta di legittimo impedimento, il Tribunale - dopo una camera di consiglio - decisero che non c'era nessun legittimo impedimento. Ma non per la voglia di scavalcare o di prevalere sulla politica, ma semplicemente perchè non c'era alcun motivo perchè si dovesse fare quel Cdm proprio quel giorno. Si poteva spostare al lunedì pomeriggio, al martedì, si poteva fare il venerdì, il sabato... insomma, c'era ampia scelta. D'altronde questo è il normale metodo usato in Tribunale. Berlusconi non è mica il solo a presentare richieste di rinvii per legittimo impedimento. A volte capita che gli avvocati facciano identica richiesta, per un impedimento dei loro clienti o anche personale. E qualche volta l'impedimento è di lavoro: due udienze contemporaneamente in due luoghi diversi. In questo caso, ha la precedenza l'udienza fissata prima. L'unica eccezione è quando c'è un processo con detenuti. In questo caso, per ridurre al minimo il "disagio" (per usare un eufemismo) agli imputati in galera, loro hanno la precedenza. Ma questo non riguarda ovviamente l'ex premier. QUindi il Tribunale ha agito secondo quelle che sono le norme generali: il legittimo impedimento non era giustificato ed era nato dopo la fissazione dell'udienza. 
Se uno ci riflette, si rende conto che la sentenza della Corte Costituzionale era l'unica possibile. Infatti, se avesse deciso per l'opposto, avrebbe stabilito che i politici possono prendere le regole ed usarle al posto della carta igienica. E questo è inammissibile, per un istituto come la Corte Costituzionale, il cui compito è di far rispettare la Costituzione. 
Per non parlare poi dell'articolo della versione on line dell'Huffington Post che svela un retroscena secondo cui la Corte avrebbe dovuto accogliere la richiesta di Berlusconi, semplicemente perchè Napolitano doveva ordinare ai 5 giudici da lui nominati di votare così. Questi voti, uniti ai 3 giudici eletti dal Pdl, avrebbero garantito il raggiungimento degli 8 voti. C'è solo da sperare che sia tutto falso, perchè non esistono epiteti abbastanza pesanti da affibbiare in questo caso a Berlusconi o Napolitano. 
Il problema è che qui non abbiamo la magistratura che vuole prevalere sulla politica, ma un imputato che abusa del suo ruolo politico per bloccare i propri processi. E pretende di dare ordini ai magistrati esattamente come fa all'interno del Pdl. Peccato che non tutti i magistrati sono come Squillante o Metta, disposti ad accettare soldi per alterare il proprio lavoro. E quindi, chi fa il proprio lavoro onestamente, deve processare l'imputato, anche quando si chiama Silvio Berlusconi.
Una annotazione personale, per concludere. In questi giorni mi è capitato di ascoltare autorevolissimi commentatori ed editorialisti (due nomi su tutti, Martini de La Stampa e Verderami del Corriere della Sera) dire in televisione che c'è una persecuzione giudiziaria contro Berlusconi. Addirittura stamattina Verderami lamentava il fatto che era stato abolito nel 1992 l'autorizzazione a procedere, cosa che consentiva ai politici di non farsi processare. Si tratta di un capovolgimento della realtà che reputo vergognoso. Cioè stiamo parlando di giornalisti famosissimi che sostengono - nei fatti - che i politici devono essere al di sopra delle legge. E che i magistrati devono voltarsi dall'altra parte mentre Berlusconi o i suoi uomini distribuiscono mazzette a finanzieri, giudici e testimoni. Ma ci rendiamo conto? All'estero per molto meno i giornalisti perdono completamente la loro credibilità; per non parlare dei politici che sostenessero cose simili: i loro stessi elettori e i loro stessi compagni di partito li inseguirebbero con i forconi. 
Purtroppo, piaccia o non piaccia (e se a qualcuno non piace, problemi suoi), Berlusconi è uno che non se ne importa nulla delle leggi. Ogni volta che gli fa comodo le infrange. Ma quando le infrange è giusto che venga perseguito come qualsiasi Mario Rossi. E non mi si venga a dire che non ha mai ricevuto nessuna condanna definitiva: se si esclude la condanna del 1989 per falsa testimonianza (chiamato come testimone in un processo, aveva negato di far parte della P2), poi indultata, tutti gli altri processi su Silvio Berlusconi sono stati interrotti, chiusi o ostacolati dalle leggi ad personam di Berlusconi: reati cancellati, leggi per accorciare le prescrizioni, per cambiare i giudici dei processi, per ricominciare i processi daccapo (sempre per poter far scattare la prescrizione) ecc. Per usare le parole di Daniele Luttazzi: non ho mai visto un innocente darsi tanto da fare per farla franca. 

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di Antonio Rispoli
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