Editoriali / L'opinione

Commenta Stampa

La manovra correttiva del governo: una calata di braghe a Bruxelles


La manovra correttiva del governo: una calata di braghe a Bruxelles
02/07/2019, 15:31

Il Consiglio dei Ministri di ieri ha varato la manovra correttiva. Bruxelles aveva detto che era necessaria e il governo ha obbedito.

Oh, certo. Prima abbiamo avuto Salvini che ha cominciato col dire che non sarebbero andati a Bruxelles col cappello in mano, che avrebbero fatto la flat tax, che l'Europa si sarebbe dovuta rassegnare alla volontà del governo italiano e via elencando. Un bel po' di esibizioni muscolari, completamente vuote di contenuti. Ma è questo che vogliono gli elettori della Lega. Vogliono essere presi per il culo (come la stragrande maggioranza degli italiani, del resto) ma a condizione che la cosa non sia troppo evidente. E così è stato anche questa volta. Mentre Salvini mostrava i muscoli contro l'Europa e mentre dall'altra parte faceva il bullo contro Carola Rackete, la Sea Watch e la cinquantina di naufraghi, il Consiglio dei Ministri ha varato la manovra correttiva. 

Ovviamente nel governo nessuno la chiama così. Ma è quello che è di fatto. Lo Stato si è fatto dare più soldi (si chiamano "extradividendi") dalla Casssa Depositi e Prestiti - cioè si è preso i soldi che noi cittadini italiani conserviamo alla Posta, sui libretti postali, ecc. - e da Bankitalia, ha usato i soldi non spesi per quota 100 e per il reddito di cittadinanza e qualche altro risparmio nei Ministeri e hanno fatto la manovra correttiva. E hanno riportato il deficit dal 2,4% (che loro stessi avevano scritto nel DEF) al 2,04%. Questa cifra fa scattare qualche ricordo? Sì, è la cifra che era stata inserita nella legge di stabilità approvata nel dicembre scorso, come obiettivo da raggiungere nel 2019. Insomma alla fine, dopo tanto blaterare e strepitare, siamo ritornati al dicembre scorso. E come nel dicembre scorso questo governo ha calato le braghe e si è fatto scrivere la legge di stabilità da Bruxelles, oggi cala le braghe e presenta la manovra collettiva come voluto da Bruxelles. 

Perchè questa è la realtà di questo governo. Tanta fuffa, tante grida, tanto rumore ma poi quando si arriva al sodo... Anche perchè in tutta questa situazione è rimasta ancora aperta la questione della manovra di fine anno. Luglio è appena iniziato, ad agosto non si farà niente, e ancora neppure al governo sanno dove trovare i 40-50 miliardi necessari per evitare l'aumento dell'Iva. E attenzione, perchè questa cifra può crescere, ma non diminuire. Perchè bisogna trovare 23 miliardi per evitare che l'Iva passi al 25%; poi bisogna trovarne almeno altri 5 per finanziare reddito di cittadinanza e quota 100 (e sono solo 5 perchè le due leggi sono state rese talmente poco convenienti che in pochi vi hanno aderito). E poi ci sarebbero i 15 miliardi della flat tax, per un totale di 43 miliardi. A cui andrebbe aggiunto qualche cosa (almeno altri 5 miliardi) per far scendere il deficit all'1,8%. 

Finora, le uniche cose di cui ha parlato Salvini sono contro i cittadini, come per esempio l'abolizione del bonus fiscale di 80 euro al mese introdotto dal governo Renzi. Oppure un taglio delle deduzioni e delle detrazioni. Due misure che aiutano coloro che hanno redditi medio-bassi, al contrario della flat tax, che aiuta i redditi più alti. Per il resto, si è parlato solo dell'aumento del Pil, che dovrebbe portare nuove entrate fiscali e quindi ristabilire i conti pubblici. Un aumento del Pil tutt'altro che sicuro (anzi, le previsioni dicono tutt'altro) e che assomiglia ad uno di quei giochetti contabili in cui si era specializzato l'ex Ministro Giulio Tremonti. Cioè metteva a bilancio aumenti del Pil stratosferici (ricordo un anno che nella Finanziaria mise la previsione di un aumento del Pil nel Mezzogiorno del 4,2%, per il 2003 o il 2004), in modo da far figurare entrate che non ci sarebbero mai state. E usava quelle per coprire spese che c'erano effettivamente. Il risultato è che a fine anno c'erano dei buchi di bilancio spaventosi. Basta ricordare che nel 2006, senza l'intervento di Prodi, il deficit a fine anno sarebbe stato di circa 100 miliardi di euro. E sembra che Salvini voglia fare lo stesso. 

Del resto è tutto da vedere se l'Iva verrà veramente sterilizzata. Leggendo tra le righe del DEF e della lettera inviata a Bruxelles dal governo italiano a proprosito della procedura di infrazione, trapela l'intenzione di lasciare che scatti l'aumento dell'Iva sia nel 2020 che nel 2021. Si tratterebbe di un ottimo argomento di propaganda politica: "Noi non volevamo, ma è colpa dell'Europa cattiva che ci obbliga". Del resto, Salvini ha ampiamente dimostrato di subordinare ogni decisione alla crescita (o almeno al tentativo di crescita) del proprio consenso. Quindi, potrebbe benissimo decidere di sacrificare anche l'Italia e gli italiani a questo obiettivo. 

E a proposito della manovra di fine anno, c'è anche il problema di chi la deve scrivere. Con tutta la gentilezza del mondo, ma Tria ha dimostrato di non essere il massimo in questo campo. Quindi, quali tasse verranno messe? E quali tagli di spesa si faranno? Finora hanno messo le mani nei nostri risparmi (costringendo la Cassa Depositi e Prestiti a concedere extradividendi) ma è per una cifra relativamente bassa, 800 milioni. Ma hanno dimostrato di non avere scrupoli nel farlo. E se la prossima volta faxcessero di peggio? Magari tassando i conti correnti come fece Amato nel 1992? Non è una ipotesi campata in aria, se si pensa a quante volte, in varie interviste, diversi esponenti della Lega hanno sottolineato come in Italia ci sia un grande risparmio privato.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©