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La manovra di bilancio, una condanna per l'Italia negli anni avvenire


La manovra di bilancio, una condanna per l'Italia negli anni avvenire
31/12/2018, 14:30

Con il doppio voto di fiducia alla Camera e al Senato, è stata approvata la prima manovra di bilancio di questo governo M5S-Lega. E nonostante le balle con cui Lega e Movimento 5 Stelle stanno riempiendo la Tv, i giornali e i social network, questa rischia di diventare la peggiore legge finanziaria della storia dell'Italia repubblicana. Peggio anche di quelle di Tremonti e di Monti, che già di per sè erano pessime. 

Cominciamo dai dati generali. La manovra di bilancio prevede un aumento del deficit al 2% del Pil; e già questo è assolutamente negativo per un Paese che ha un debito pubblico pari ad oltre il 130%. Ma si riuscirà a mantenere questo deficit? Nella manovra ci sono molte entrate dubbie o peggio che sicuramente non ci saranno (il dettaglio lo vediamo dopo) e tagli altrettanto dubbi o inesistenti. Si riuscirà a restare entro il 2% senza dover fare una manovra di aggiustamento a metà anno? La domanda è tutt'altro che peregrina. E' per questo che il Commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici ha detto che l'Italia verrà tenuta sotto controllo. 

C'è poi il problema del Pil, su cui c'è una vera e propria mina inserita da questo governo. Inizialmente, era stato previsto un improponibile e un irresponsabile 1,5% di crescita. Poi, con la pressione della Commissione europea si è scesi all'1%. Ma anche questo dato rischia di essere inaffidabile. Perchè ai primi di dicembre l'Istat ha diffuso i dati sul Pil, constatando che è calato dello 0,1%, mentre era previsto un +0,3-0,4%. Un calo che ancora non è entrato nelle statistiche e nelle previsioni. Coloro che lo hanno inserito (finora le agenzie di rating Standard & Poor's e Moody's, il centro studi del Citigroup e una società italiana i cui dati sono usati anche dal governo, Prometeia) hanno stimato una crescita del Pil italiano dello 0,5% al massimo. Questo significherebbe che noi cresceremo circa un terzo del penultimo Stato europeo, la Gran Bretagna, che per il 2019 è accreditata di uno 1,5%. Non sarebbe un problema, sarebbe una debacle a tutti i livelli. Anche perchè una crescita così bassa significa un aumento della disoccupazione. 

Ora passiamo alle misure inserite. Sono state inserite una serie di tasse: il raddoppio dell'IRES per le organizzazioni no profit; la possibilità per comuni, province e regioni di aumentare le tasse locali; l'aumento delle tasse per le imprese; il ticket di ingresso per chi va a Venezia; e così via. Tutte norme che peseranno - quale più quale meno - sulle tasche degli italiani. Perchè quando i geni che stanno al governo dicono che "Noi abbiamo tassato solo banche e assicurazioni" trascurano il fatto che banche, assicurazioni e ogni altra società poi scarica quelle tasse sui propri clienti, facendo pagare di più i servizi. Quindi anche quelle sono tasse che alla fine paghiamo noi cittadini. 

Ci sono poi i tagli di spesa. Che sono importanti: taglio degli aiuti fiscali alle imprese, taglio dell'adeguamento inflazionistico delle pensioni da 1500 euro in su; taglio delle pensioni cosiddette "d'oro"; e così via. Però sulle pensioni c'è un discorso da fare. Infatti, entrambi i tagli sono incostituzionali. C'è una sentenza che dice che il taglio dell'adeguamento pensionistico per le pensioni così basse (1500 euro lordi, tre volte la pensione minima) è incostituzionale: fu per questo motivo che venne annullata una analoga norma approvata nella legge Fornero. E ci sono non una ma due sentenze della Corte Costituzionale che hanno annullato tagli alle pensioni d'oro fatte negli ultimi 20 anni, vietati perchè sono diritti acquisiti. Cioè sia l'adeguamento all'aumento dell'inflazione che l'intera pensione d'oro è un diritto stabilito da leggi che erano o sono in vigore e in quanto tali vanno rispettate. Non importa che siano pessime leggi (e personalmente le considero tali) quelle che hanno portato alle pensioni d'oro, svincolate dai contributi versati. Se ci sono, vanno rispettate. Il problema è che tra un paio di anni, noi cittadini ci troveremo a subire qualche tassa perchè lo Stato dovrà restituire i soldi dei tagli alle pensioni d'oro, con gli interessi e un risarcimento danni aggiuntivo. 

Come si vede, di positivo in questa manovra di bilancio non c'è niente. Non c'è neanche quello di cui si vantano grillini e leghisti. Infatti, il reddito di cittadinanza non c'è, è stato rinviato ad una successiva legge. Di Maio ha promesso di fare un decreto legge che verrà approvato dal Consiglio dei Ministri l'8 gennaio o al massimo il 15 gennaio; ma per ora sono parole. E poi bisogna vedere esattamente cosa conterrà quel provvedimento. Perchè negli ultimi 5 anni è stato detto tutto e il contrario di tutto, da parte del Movimento 5 Stelle. L'unica cosa certa è che l'ultima versione di Di Maio ("Daremo 780 euro al mese a tutti i 5 milioni di poveri") è sicuramente falsa: tale misura chiede una copertura di quasi 50 miliardi di euro e ne sono stati stanziati 6. E a meno che non voglia utilizzare per questo secondo scopo quella somma, è falsa anche l'altra dichiarazione di Di Maio, quella che si vuole portare la pensione minima a 780 euro al mese: servono oltre 2000 euro a pensionato per farlo; e i pensionati al minimo sono oltre 3 milioni. Basta usare una comune calcolatrice per capire che forse 6 miliardi sono persino insufficienti. 

Naturalmente sempre se le anticipazioni di alcuni giornali sono false. Perchè è uscita la notizia (che pochi hanno rilanciato) che il reddito di cittadinanza starebbe per diventare una fregatura spaventosa per i disoccupati. Infatti, non ci sarebbe più il reddito di cittadinanza come contributo per i poveri o i disoccupati, ma per le aziende. In pratica, le aziende fanno un accordo con il disoccupato per uno stage gratuito da 100 ore. Se l'azienda poi assume il lavoratore, ha diritto ad un contributo di 780 euro al mese (l'azienda, non il lavoratore) per 18 mesi. Senza lo stage, per 5 mesi. E il contributo viene dato non solo in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato, ma anche con contratto a tempo determinato per almeno 24 mesi. Naturalmente questa è una voce; ma visto che sono otto anni che andiamo avanti sull'argomento a voci senza nessuna seria legge scritta, perchè non dobbiamo considerare anche questa? 

Per quota 100 un discorso simile. Si era partiti promettendo mari e monti, ma nella manovra di bilancio non c'è niente, solo l'accantonam,ento di fondi. La legge Fornero non viene abolita, rimane. Viene solo aggiunta la possibilità, per chi ha 38 anni di contributi e almeno 62 anni di età (quindi "quota 100" come nome è già un imbroglio, perchè se io raggiungo i 38 anni di contributi a 65 anni di età, per me sarà quota 103), di andare in pensione prima, rinunciando però ad una parte della pensione. Ora, attualmente, chi va in pensione prende in media una cifra che è intorno alla metà dell'ultimo stipendio. Quanti su una cifra così misera accetteranno una riduzione che pare arrivi fino al 30%? Significa che in pratica se io prendo uno stipendio di 1500 euro e vado in pensione, prenderò tra i 700 e gli 800 euro al mese. Da questa somma già misera dovrei poi rinunciare ad altri 200-250 euro per andarci prima? Ho sopportato 38 anni, ne sopporto qualche altro, ma almeno vado in pensione con qualcosina. Naturalmente, anche questo, come il reddito di cittadinanza è una promessa. Non c'è niente nero su bianco. 

E poi veniamo al dulcis in fundo, il regalino finale contenuto nella manovra di bilancio: le clausole di salvaguardia. Io non so se a dicembre del 2019 ci sarà questo governo o ce ne sarà un altro. Ma chiunque ci sarà, dovrà fare una finanziaria di dimensioni statosferiche. Innanzitutto, perchè dovrà trovare la bellezza di 23 miliardi per evitare l'aumento dell'Iva. Giusto per fare un paragone, il governo quest'anno ne ha dovuto sterilizzare la metà. Non solo, ma dovrà trovare anche i soldi per diminuire il deficit, quelli per finanziare le spese annunciate ma non finanziate, come la flat tax, il reddito di cittadinanza e quota 100, che quest'anno sono finanziate solo a deficit. In totale, il prossimo governo dovrebbe trovare qualcosa come 35-40 miliardi tra tagli di spesa e nuove tasse. E' chiaro che a questo punto al governo conviene cadere dopo le elezioni europee. Così sarà necessario formare un nuovo governo di emergenza, sul modello del governo Monti, che massacri il Paese di tasse. E Lega e Movimento 5 Stelle potranno mettersi all'opposizione a gridare: "Lo vedete? Andate contro il popolo". Esattamente come hanno fatto la Lega dal 2011 e M5S dal 2013. Comodo, vero? Prima ci mandano sottosopra e poi se la prendono con chi sistema le cose. 

Come si vede, abbiamo una serie di fatti inoppugnabili, tutti negativi. E una serie di promesse che sono positive a parole, ma che non poggiano su basi solide. Questa è la manovra di bilancio, la prima di questo governo. Se c'è a chi piace, buon per lui. Ma non a me.

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di Antonio Rispoli
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