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La manovra finanziaria, più incognite che dati certi


La manovra finanziaria, più incognite che dati certi
16/10/2018, 15:44

E così, buoni ultimi, ieri sera il governo italiano ha trasmesso a Bruxelles la manovra finanziaria per il 2019. O meglio, ha trasmesso i dati essenziali, dato che la legge per intero ancora non è stata scritta. Allora partiamo da questi dati conoiuti per fare una valutazione. 

- Condono. Anzi, no, perchè sia il premier Conte, sia i ministri Di Maio, Salvini e Tria hanno proibito di chiamarlo così. Bisogna chiamarlo "pace fiscale", hanno detto. Il che non cambia il fatto che sia un condono, visto che consente di sanare debiti nei confronti dello Stato a prezzi stracciati. Verranno sanati sia i contenziosi in atto (cioè quelli per cui è stato avviato un processo amministrativo) sia quelli di cui non si sa niente, con aliquote che al massimo arrivano al 20%. Quindi se io ho un contenzioso di 50 mila euro con lo Stato, posso denunciarne 65 mila e pagare 13 mila euro per chiudere tutto. Un bel risparmio per gli evasori fiscali. E non si dica, come hanno fatto diversi giornalisti, che si tratta di soldi che lo Stato comunque non avrebbe incassato. Se l'evasione fiscale venisse punita col carcere, i soldi uscirebbero fuori sicuramente. Visto che invece l'evasore fiscale non deve temere niente dal punto di vista penale, gli basta intestare i propri beni a parenti o prestanomi e delle multe se ne può fregare altamente. 

- Legge Fornero. Viene prevista l'introduzione della quota 100: chi ha almeno 62 anni di età, può andare in pensione appena la somma tra età anagrafica ed anni di contributi raggiunge il valore di 100. Una norma eticamente giusta, perchè la legge Fornero, con la sua pretesa di mandare in pensione la gente non prima dei 67 anni (età destinata ad aumentare anno dopo anno) era profondamente iniqua. Ma la motivazione che in questa maniera si creano nuovi posti di lavoro non è corretta. Perchè si creeranno nuovi posti di lavoro precari in cambio di posti di lavoro a tempo indeterminato, con una conseguente riduzione dell'insieme dei consumi. 

- Reddito di cittadinanza. Qui arriva la parte più divertente. Perchè secondo quanto è stato comunicato, per questa miusura verranno stanziati 9 miliardi di euro (di cui 2,6 miliardi sono quelli che vengono tolti al Reddito di inclusione, la norma del governo Renzi che viene cancellata) più un miliardo per sistemare i centri di impiego. Ora, facciamo due calcoli (visto che nessun giornale li fa): 780 euro al mese per 12 mesi fa 9360 euro lordi. 9 miliardi diviso 9360 euro a persone, fa poco meno di un milione di persone che potranno ricevere questo beneficio. A questo punto la domanda è d'obbligo: che facciamo? Li estraiamo a sorte, visto che i disoccupati sono oltre 3 milioni? Inoltre, c'è il discorso dell'obbligo delle 8 ore di "lavori sociali" di cui M5S parla sempre e che dovrebbe essere svolto da chi prende il reddito di cittadinanza. Ma che cosa è un "lavoro sociale"? E' un lavoro fatto per conto dello Stato o di un ente pubblico, che per questo chiamano personale apposito che viene pagato. Se questi lavoratori vengono sostituiti da coloro che prendono il reddito di cittadinanza, aumentano solo i disoccupati. Nella misura di 200 mila nuovi disoccupati per ogni milione di persone che prendono il reddito di cittadinanza. Quindi, se veramente, M5S desse il reddito di cittadinanza a 6,5 milioni di persone, come affermano, creerebbero almeno un milione e mezzo di nuovi disoccupati. Un grande successo. 

- Flat tax: In realtà è una mezza bufala, perchè riguarderà solo le partite Iva, una parte delle quali già adesso godono di un regime fiscale agevolato. Solo che il limite viene alzato a 100 mila euro, che non è un limite di una piccola partita IVA. Qui parliamo di un negozio, almeno, o di un grosso professionista. Insomma, di persone che non hanno certo bisogno di sconti fiscali così elevati. Anche perchè qualcuno mi deve spiegare perchè se io faccio il medico e guadagno 50 mila euro l'anno pago il 15% e se sono un lavoratore dipendente devo pagare circa il 25%.

- Pensioni d'oro. Anche qui è una immane presa per il culo, che costerà ai cittadini centinaia di milioni, se non di più. Il governo afferma di voler tagliare le pensioni sopra i 4500 euro. Il problema è che si tratta di diritti acquisiti. E la Corte Costituzionale già due volte si è espressa dicendo che i diritti acquisiti non si toccano. Quindi, se questa misura verrà portata a termine, tutte le persone colpite potranno fare ricorso e, appoggiandosi alle sentenze della Corte COstituzionale, riavere la loro pensione integrale, gli arretrati non pagati e un risarcimento danni. Il governo conta di ricevare da questa misura un miliardo in tre anni. Una stima attendibile è che questo provvedimento ci costerà almeno il triplo nei prossimi cinque anni. E sono soldi che lo Stato pagherà come sempre aumentando le tasse ai cittadini. 

- Investimenti. Sono previste misure per investimenti pubblici e per detassare gli investimenti privati, nella speranza di far aumentare il Pil. Ma è una speranza vana. Per far aumentare il Pil in maniera valida, c'è bisogno di aumentare la domanda interna. Che non può aumentare, finchè i nostri salari saranno i più bassi d'Europa (Grecia esclusa). Quindi mettere 3,5 miliardi di investimenti pubblici è inutile (anche perchè sono troppo esigui). E detassare gli investimenti privati serve solo ad aumentare l'evasione fiscale. 

- Appalti. Interessante invece la decisione di aumentare i tetti per gli appalti: fino a 40 mila euro non ci sarà bisogno di fare un bando di gara, ma si potrà dare l'appalto con un affidamento diretto; fino a 200 mila euro non ci sarà bisogno di un bando di gara europeo. E la cronaca giudiziaria ci dice cosa succederà: aumenteranno i sindaci che daranno appalti agli amici, alla faccia delle leggi. Magari a quegli amici che hanno finanziato la loro campagna elettorale. E sarà tutto legale, ovviamente. 

Il tutto naturalmente senza cifre precise, come si vede. In particolare non si sa da dove usciranno gli 8 miliardi di maggiori entrate e i 7 miliardi di minori uscite. Chiaramente, una parte delle entrate arriverà dai condoni, anche se non si conosce la cifra esatta. E un miliardo di spesa in meno proverrà da tagli lineari nei Ministeri. Ma il resto? Non si sa. 

Però qualcosa posso immaginare. Non so quanti abbiano seguito un dato che i giornali hanno messo subito da parte: la previsione di una crescita del Pil dell'1,5% anzichè dell'1% come previsto da tutti i centri studi economici. Si tratta di un trucco usato tutti gli anni da Giulio Tremonti quando era Ministro dell'Economia del governo Berlusconi. Mettendo una previsione di crescita del Pil più elevata del normale, si può inserire in finanziaria una previsione di entrate fiscali superiore al dato reale. Ovviamente è una previsione che non si avvererà e che si risolverà in un aumento di deficit, ma questo risulta solo dopo, quando nessuno ne parla più. E questo governo vuole applicare lo stesso trucco. 

C'è poi un'altra cosa di cui i giornali non hanno parlato adeguatamente. Mi riferisco alle parole del Ministro dell'Economia Giovanni Tria, quando ha detto che 22 miliardi proverranno dall'aumento del deficit. 22 miliardi equivalgono all'1,3% del Pil. Ora, partiamo dal fatto che l'Europa ci ha autorizzato ad un deficit dell'1,6% del Pil. Cosa succede se aggiungiamo all'1,6% già autorizzato, l'1,3% di cui parlava Tria? Che arriviamo al 2,9% del Pil. Altro che deficit al 2,4%, come annunciato dal governo. Non solo: a questo dobbiamo aggiungere l'extradeficit che avremo dalla crescita del Pil che non avverrà. Quindi nessuno si stupisca se l'Europa ci boccia la manovra finanziaria oppure se l'anno prossimo ci arriva tra capo e collo una procedura di infrazione per deficit eccessivo (la terza in 13 anni, un bel record). Certo, Lega e Movimento 5 Stelle diranno che è un complotto dell'Europa, della Bce, di Soros e dei mortacci loro. Ma in realtà è esattamente quello che stanno provocando loro. 

Certo, questa analisi è preliminare ed è basata su dati incompleti. Ma per ora questa manovra sarà un disastro. Bisogna vedere cosa succederà quando entro fine mese (si spera, visto che ci vuole tempo per approvare la legge) la legge finanziaria verrà messa nero su bianco e poi cosa succederà dopo il suo passaggio in Parlamento. Ma non vedo all'orizzonte nulla che mi spinga all'ottimismo per un miglioramento della legge finanziaria.

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di Antonio Rispoli
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