Editoriali / L'opinione

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La mummia Berlusconi e quel videomessaggio arcaico


La mummia Berlusconi e quel videomessaggio arcaico
19/09/2013, 17:04

E così finalmente è arrivato il videomessaggio di Berlusconi. Adesso si potrà andare a dormire sneza il pensiero se arriva o non arriva. Un videomessaggio previsto per una decina di giorni fa, poi rimandato di una settimana ed infine spostato ancora a mercoledì, in concomitanza con la riunione della Giunta per le immunità del Senato, dove si discuteva della decadenza di Berlusconi. O meglio si discuteva di quella ridicolaggine che è stato il tentativo del Pdl-ino Andrea Augello di salvare le terga al proprio capo di partito, sostenendo che, visto che ci sono dei dubbi di costituzionalità (che ha lui, ma non chi conosce il diritto, ndr), tanto vale lasciare che Berlusconi resti in Senato senza rispettare la legge Severino. 
Confesso che è stata una fatica seguire tutti i 16 minuti di durata dle videomessaggio. Era talmente prevedibile Berlusconi nelle sue frasi, che appena sentito l'inizio sapevo già come erano finite. E' come quando guardi un film per la centesima volta: ormai lo guardi distrattamente, dato che lo conosci fotogramma per fotogramma. 
Ovviamente inutile soffermarsi sul contenuto: è stata una serie infinita di balle, dai giudici comunisti, che esistono solo nella sua mente paranoica e malata (i giudici della Cassazione che hanno confermato la sentenza Mediaset e i 4 anni di reclusione sono tutti di Magistratura Indipendente, corrente di centrodestra); alla sentenza ingiusta sul risarcimento alla Cir (c'è una sentenza passata in giudicato che dice che lui doveva risarcire la Cir e lasciava al Tribunale solo il compito di quantificare la cifra; e anzi, il Tribunale gli ha fatto un enorme regalo, visto che la quantificazione è assolutamente inadeguata al danno arrecato). Repubblica, oggi, pubblica un editoriale in cui Giancarlo Giannino parla delle "sei bugie" dette da Berlusconi. In realtà quelle sono le macrobugie, cumulative. Poi ognuna di essere è formata da decine di bugie. 
Ma volevo soffermarmi su altri due aspetti. Il primo è quello fisico. Berlusconi ha 77 anni, ma visto in TV sembrava una mummia, con tanto di fasciatura in faccia che gli bloccava i muscoli facciali. Se si mette a confronto una sua immagine attuale con quella di 20 anni fa, sembrano due persone diverse. Non è certo la prima persona che invecchia, ma raramente si vedo tali differenze. Di solito la differenza è solo in una pelle con qualche ruga in più e magari l'uso degli occhiali, ma non in Berlusconi, che invece è profondamente mutato. E non bastano le tonnellate di cerone che si spalma in faccia per cambiare le cose. Sul suo blog, Claudio Velardi dice che questo è l'aspetto secondario, perchè il punto principale è che Berlusconi sol suo videomessaggio ha ottenuto altri risultati. Invece questo dell'aspetto è un fatto significativo, dato che Berlusconi ha sempre puntatao sull'apparenza e sulla superficialità. Nessuno può dargli retta, se ha un minimo di capacità di andare al di là dell'apparenza; quindi è significativo quanto l'aspetto sia decaduto. 
Il secondo aspetto rilevante è stato il messaggio in sè. Come già detto, è lo stesso messaggio di sempre, le stesse parole già usate in centinaia di comizi (quando ancora aveva la salute per farne) e in tutti i videomessaggi fin qui lanciati. Ma questa volta c'era un che di arcaico, non solo di vecchio. Un modo di fare che segnala come anche l'inventiva dell'ex premier sia già andata via, così come le sue capacità di imbonitore. Personalmente non mi ha mai convinto; ma io non faccio testo. Sono diffidente per natura e ho una conoscenza superiore alla media, quindi un politico - salvo rari casi - per me è credibile quanto Babbo Natale. Ma mercoledì è stato assolutamente non credibile, non convinto di quello che diceva. Lo dimostrava il suo tono di voce, molto più alto del normale; lo dimostrava il suo continuo gesticolare, che dava forza e credibilità a parole a cui non credeva neanche lui. Ma soprattutto l'arcaicità del discorso è stata evidente quando ha rilanciato Forza Italia. Perchè Forza Italia nasce in un altro contesto storico, un contesto dove alle elezioni si presentavano tanti partiti riuniti in due coalizioni: quelli che avevano accettato di servire Berlusconi e gli altri. Un contesto storico e politico che non ha nessun raffronto con la situazione attuale, con un Paese in crisi, con le istituzioni che hanno completamente perso il loro carattere di indipendenza e un panorama politico spaccato in tre partiti (Pd, Pdl e M5S). 
Ma soprattutto il ritorno a Forza Italia è il segnale di una sconfitta. Pochi ricordano perchè fu fondato il Pdl nel 2007. Fu la risposta che Berlusconi dette a Veltroni che stava assorbendo nel Pd i partiti di centro che provenivano dalla Dc.  Berlusconi volle fare lo stesso, assorbendo Alleanza Nazionale e Udc. Ma Casini era troppo scafato per cadere nella trappola e preferì presentarsi da solo alle elezioni; mentre Fini entrò con l'evidente intenzione di attendere il passaggio del cadavere (politico, ovviamente) di Berlusconi per poi prendersi tutto il Pdl. Come è finita lo sappiamo: Fini è sparito, Casini idem, ma gran parte del loro elettorato ha abbandonato il Pdl ed è andato da Grillo oppure si è rifugiato nell'astensionismo. Quindi cosa rimane? Lo stesso nucleo di elettori del 1994 (anzi, qualcosa in meno, come numero di voti) e - come ho detto prima - una sconfitta. 
Infine, il discorso principale, che è stato trattato solo dal Fatto Quotidiano. E cioè la carica eversiva del discorso. Ma quando mai si è visto in un Paese democratico un pregiudicato che fa un videomessaggio, che gli viene trasmesso su tutte le Tv, in cui incita la gente a dare addosso alla magistratura? Io già non ricordo nessun Paese dove un politico manda i videomessaggi (a meno che non è una carica istituzionale, come il capo dello Stato) e tutte le Tv lo ritrasmettono; ma che a farlo sia un pregiudicato, è una cosa che non esiste nè in cielo nè in terra. Perchè è bene abituarsi a quesrto dato: Berlusconi non è più un parlamentare, per legge deve decadere (anzi, dovrebbe già essere decaduto); resta un leader politico; ma dal primo agosto è un pregiudicato. E quando in appello a Milano inizierà il processo Ruby, sul fascicolo che lo riguarda verrà scritto: "Berlusconi Silvio, recidiva infraquinquennale" (cioè è stato condannato per un reato nei cinque anni precedenti). Cosa che si trasforma anche in una aggravante in caso di ulteriore condanna.
E comunque, parlamentare o pregiudicato, è inammissibile per chiunque dire, come ha fatto lui: "Io sono stato condannato, ma non accetto la condanna e tutti quelli che stanno dalla mia parte devono dare addosso ai magistrati". Perchè questo è il succo della prima parte del discorso fatto da Berlusconi. In un Paese civile a nessuno è concesso mettere in discussione una sentenza al di fuori dei tribunali. E men che meno dire che i giudici sono dei venduti (perchè quando dice che sono "toghe rosse" o quando dice che i giudici "agiscono con la sinistra per attaccarmi e impedirmi di fare politica", dice che anzichè agire secondo la legge, si sono venduti per motivi di ideologia politica), se non hai delle prove concrete. Per ottenere una condanna in Cassazione, c'è bisogno che collaborino almeno un Pm, almeno un Gip, tre giudici di primo grado, cinque giudici di secondo grado, un procuratore d'appello, un procuratore generale e altri cinque giudici per la Cassazione. Significa almeno 17 magistrati per ciascun processo. Poichè non è vero che Berlusconi ha avuto 50 processi, ma ne ha avuti solo 18, di cui 4 in corso e una decina finiti a sentenza di Cassazione (compreso questo in cui è stato condannato), dobbiamo pensare che ci sono in Italia oltre 170 giudici che ce l'hanno con Berlusconi? E' chiaro che siamo nel ridicolo. Assomiglia a quei bambini che tornano a casa dopo aver preso un brutto voto e dicono ai genitori che gli insegnanti ce l'hanno con lui. 
Ma se così non è, cosa aspetta Berlusconi a presentare le prove di tale complotto? Perchè, visto che nei fascicoli dei processi che lo riguardano ci sono prove in quantità industriale, o quelle prove sono vere e lui è colpevole, oppure sono false e quindi è diritto di Berlusconi presentare querela di falso e dimostrare che sono falsi. DOpo tutto è semplice. Nel processo Mediaset, per esempio, sono stati ricostruiti i passaggi dei diritti di film acquistati negli Usa tra una società off-shore e l'altra, prima di arrivare a Mediaset. Non sono riconducibili a Berlusconi quelle società? Allora vuol dire che le prove in quel fascicolo sono false? Berlusconi lo denunci, allora. Non c'è bisogno di indicare chi ha commesso il falso, per ottenere la cancellazione della condanna. Basta dimostrare che il documento è falso. Semplice. Certo, che se il documento è vero, allora le cose cambiano. E di molto. 

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di Antonio Rispoli
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