Editoriali / L'opinione

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La passione su Facebook per le bufale


La passione su Facebook per le bufale
06/09/2013, 18:42

Ormai è assodato: se uno vuole avere su Facebook una sfilza enorme di persone, deve pubblicare delle notizie false. Basta guardare le pagine più frequentate, sono piene di sciocchezze. E i link più diffusi vengono da blog che non hanno nessuna credibilità. 
A volte sono anche incredibili: la bufala sul vulcano Marsili, per esmepio. Si tratta di un vulcano che si trova nel Mar Tirreno, a 150 Km. dalle coste campane e calabresi. Diverse volte ho visto link che davano per immediata una eruzione di questo vulcano, con effetti disastrosi, compreso uno tsunami devastante. Per carità, tutto vero, tranne un dettaglio: il Marsili è un vulcano spento. Ed è improbabile che possa eruttare dato che, secondo i vulcanologi, è sul margine della camera magmatica, cioè la zona dove tra la lava e il vulcano la massa delle rocce è più spesso. Quindi una eruzione è estremamente improbabile, a meno che qualcuno non apra un nuovo canale tra il fondo marino e la lava.
Oppure un altro link bufala che si legge spesso è quello sullo specialista che dice che il Vesuvio sta per eruttare. Per carità, prima o poi il Vesuvio erutterà; ma nessuno può dire se sarà tra un anno, tra 20 anni o tra 200 anni. L'unica cosa certa è che più tempo passa tra una eruzione e l'altra e più l'eruzione sarà distruttiva. Dall'ultima (avvenuta negli anni '40, durante la Seconda Guerra Mondiale) è passato relativamente poco tempo, quindi una eventuale eruzione non dovrebbe avere effetti particolarmente catastrofici. Questo non vuol dire che non bisognerà evacuare centinaia di migliaia di persone; ma non ci dovrebbero essere rischi di stragi come quella del 79 d.C. che seppellì Ercolano e Pompei.
Se si passa alla politica, poi la bufala impazza. Qui le bufale sono precedute quasi sempre da una frase che attira l'attenzione di idioti e deficienti vari: "Nessun TG ha avuto il permesso di diffondere questa notizia" o simili. La più diffusa è anche la più falsa: dice che il Senato ha approvata una legge presentata dal senatore Cirenga che destina 136 miliardi ai parlamentari delle scorse legislature. Peccato che il senatore Cirenga non è mai esistito, e che 136 miliardi sono circa il 20% delle spese complessive dello Stato. Un po' troppo da dedicare ai politici, senza distruggere lo Stato.  
Un'altra bufala molto diffusa è stata quella dell'emendamento D'Alia. Si tratta dell'attuale Ministro della Pubblica Amministrazione. Nel 2009, presentò un emendamento ad una legge al Senato che - se fosse stato approvato - sarebbe stata la fine dell'uso di Internet. L'emendamento equiparava le pagine dei blogger ad una testata giornalistica, e richiedeva la presenza di un direttore iscritto all'albo dei giornalisti e la registrazione presso il Tribunale. Lo stesso bisognava fare per chi apriva un account su Facebook. E' chiaro che una norma del genere avrebbe provocato una desertificazione su Internet. Ma la norma a gennaio 2009 venne approvata al Senato, ad aprile 2009 venne cancellata a furor di popolo quando la norma arrivò alla Camera; poi a luglio il disegno di legge diventò legge a tutti gli effetti. Eppure ancora oggi, a 4 anni di distanza, circola questa bufala (anche se ne hanno tolto i riferimenti temporali), che inizia parlando del "ddl 733". 
Poi ci sono le bufale del momento: si prende una notizia vera e si tace qualche dettaglio fondamentale oppure si aggiunge qualcosina di falso. In questo si sono specializzati i militanti M5S che presidiano Facebook in forze, anche con falsi profili. Un esempio c'è in questi giorni, a proposito delle slot machines. Diversi anni fa, vennero fatti una serie di accertamenti sui proprietari delle società del settore, e la Finanza alla fine emise una serie di multe per evasione fiscale per un totale di 98 miliardi di euro. Successivamente venne fatto ricorso alla Corte dei Conti, che ridusse la multa da 98 a 2,5 miliardi. Ora, si possono mandare tutte le maledizioni che si vuole ai giudici che presero quella decisione, ma questi sono i fatti. Il governo Letta, nel fare il decreto Imu, ha stabilito una riduzione di questa multa, una sorta di condono: da 2,5 miliardi a 6-700 milioni. Anche qui, una scelta discutibile, criticabile, ma questo è un fatto. Invece sono cominciati a circolare link dove si diceva che il governo aveva condonato i 98 miliardi. Una differenza non da poco. Ma molto diffusa. 
Negli ultimi tempi però vanno di moda i link razzisti per incitare la gente all'odio. Già ho fatto numerosi esempi in un altro editoriale dei link razzisti che girano su Facebook; spiegai anche quanto fosse sbagliato l'atteggiamento. Ma i link si sono moltiplicati, soprattutto quelli contro il Ministro per l'integrazione Cecile Kyenge. La cosa divertente è stato il sistema: si sono diffusi link in cui venivano inventate dichiarazioni che la Kyenge non si è mai sognata di dire, e giù tutti a condividere quei link falsi. Ovviamente si tratta sempre di blog, mai di testate giornalistiche; ma ormai gli utenti di Facebook chiedono solo di essere ingannati dal primo blogger che passa, così come per 20 anni si sono fatti ingannare dalle Tv di Berlusconi. In realtà la Kyenge ha detto una serie di cose di buon senso. Per esempio che l'Italia si dimostrerà un Paese civile solo quando ogni rom e ogni straniero avrà una casa e un lavoro. Gli idioti di turno hanno manipolato il discorso e cominciato a dire che bisognava pensare prima agli italiani. E invece la Kyenge ha detto quella che è una banalità: quando non ci saranno discriminazioni verso i rom e gli stranieri (e quindi potranno avere anche loro una casa se hanno i soldi e un lavoro se hanno le qualità, ma senza leggi come quelle attuali che li penalizzano e li condannano al carcere) l'Italia sarà un Paese civile. Oppure, un'altra frase manipolata che circola è stata la proposta (se così vogliamo chiamarla) della Kyenge è quella in cui il Ministro asseriva di dare le seconde case ai rom. ma lei aveva detto una cosa leggermente diversa, cioè di dare le case tenute volontariamente sfitte a chi ne aveva bisogno, rom compresi. Il che, anche qui, mi sembra una norma di buon senso: Perchè lasciare che la gente muoia di freddo in mezzo alla strada, se si può evitare? E' lo stesso principio che regola l'usucapione, nel nostro Codice Civile: se c'è uno che non usa un terreno o un immobile che invece potrebbe usare, se c'è qualcuno più interessato, lo si dà a lui. In questo caso si dovrebbe usare un sistema diverso, ma sarebbe una soluzione interessante. 
E naturalmente tutti questi link viaggiano senza che quasi nessuno si faccia una semplice domanda: "Ma è vero?". Una domanda normale, che si farebbe chiunque. Ma che appare ormai irrimediabilmente fuori portata dalla mente dell'italiano medio. Perchè il problema di cascare in queste bufale non è una questione che riguarda solo la casalinga o l'anziano, oppure la persona di bassa cultura che ha finito la terza media. Riguarda laureati e diplomati, in tutte le materie. C'è un livello di ignoranza media che è terrificante. E all'ignoranza - come spesso accade - si aggiunge l'arroganza e la tracotanza. Per cui guai a dirgli che hanno postato una bufala, ti sbranano (metaforicamente parlando). 
C'è una vecchia canzone di Marco Masini, intitolata "Frankestein", in cui ad un certo punto Masini canta: "perchè l'ignoranza è la peggiore malattia". Peccato che non avesse considerato che grave malattia diventa l'ignoranza quando è accompagnata dall'arroganza. E' un mix letale.  

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di Antonio Rispoli
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