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La piazza sovranista di Salvini: un concentrato di odio ed egoismo


La piazza sovranista di Salvini: un concentrato di odio ed egoismo
20/05/2019, 15:57

Sabato abbiamo visto a Milano un comizio di Salvini e di altri leader sovranisti europei. Tralasciamo le baruffe nostrane oppure Salvini che si appella alla Madonna mentre istiga all'odio. La mia valutazione sarà sui tratti comuni che ci sono tra i discorsi dei leader sovranisti. 

Il primo tratto comune è l'odio. Un odio feroce, indirizzato soprattutto contro i migranti e contro l'Unione Europea. Ovviamente è facile capire il perchè. Tutti i partiti che oggi vengono chiamati sovranisti, fino a qualche anno fa si chiamvano fascisti o nazisti. E quindi fanno della xenofobia uno dei loro punti cardine. Esattamente come tutti quelli che li votano. Mentre l'odio contro l'Unione Europea è motivato dal fatto stesso del essa esiste. Il sovranismo, come ho detto, fino a pochi anni fa era chiamato fascismo o nazismo, a seconda dei casi. Ed in entrambi i casi sono due ideologie nazionaliste. Che quindi riconoscono i rapporti con gli altri Paesi solo in termini di utilità. Il concetto di un accordo sovranazionale per tenere unite varie nazioni è estraneo alla loro natura. E' per questo che sin dalla creazione dell'Unione Europea, i partiti di destra hanno sempre attaccato l'unificazione, indebolendo sin dalle fondamenta quel progetto di "Stati Uniti d'Europa" che i governi europei di centrosinistra avevano in mente nella seconda metà degli anni '90. 

Il secondo tratto comune è l'egoismo. Quell'egoismo che caratterizza le ideologie d destra. Quell'egoismo che porta Salvini e la Meloni a gridare come slogan: "Prima gli italiani". Ma attenzione: che significa: "Prima gli italiani"? Significa, implicitamente: "A fanculo gli ungheresi, gli austriaci, i francesi, gli olandesi, i tedeschi e tutti gli altri". Ma è chiaro che Marine Le Pen dice: "Prima i francesi", cioè "A fanculo gli italiani e tutti gli altri". E Viktor Orban dirà: "Prima gli ungheresi", cioè "A fanculo gli italiani, i francesi e tutto il resto". E così via. Quindi è chiaro che non c'è nessuna possibilità di costruire qualcosa. una alleanza tra sovranisti può essere creata per distruggere, come sta facendo con l'Unione Europea. Ma non potrà mai costruire. Perchè appena Salvini proportrà qualcosa a vantaggio degli italiani, tutti gli altri diranno di no; e lo stesso succederà alla Le Pen quando proporrà qualcosa a vantaggio dei francesi oppure quando Orban proporrà qualcosa a vantaggio degli ungheresi. E così via. 

Qualche giorno fa, su La7, mi è capitato di sentire una esponente della Lega dire che la loro idea è di una Europa che non interferisca con i singoli Stati, ma che sia pronta a tendere una mano per assicurare un aiuto ai Paesi che lo richiedano. E' una idea simile a quella che insegnano a catechismo: Dio che osserva tutto, ma che interviene per aiutare chi crede. Peccato che l'Europa non è Dio, men che meno il Dio del catechismo. L'Europa è formata dai governi di tutti i Paesi. Quindi perchè gli altri Paesi dovrebbero aiutare l'Italia, per esempio? O perchè Salvini dovrebbe aiutare la Francia o l'Ungheria? In realtà quello che vogliono queste persone è ritornare all'Europa degli anni '30, quando c'erano quasi tutti governi di destra in Europa (non solo in Germania e in Italia con nazismo e fascismo). Cioè una Europa basata su un conflitto permanente. Certo, non sarà un conflitto militare, molto probabilmente; sarà più che altro un conflitto economico per affermare la propria potenza economica e un conflitto diplomatico per aumentare la propria zona di influenza. Ma pur sempre conflitto rimane. 

Mi piacerebbe dire che questo non succederà, che gli europei sono abbastanza intelligenti da evitarlo. Ma sarebbe un ottimismo ingiustificato. In realtà, guardando ai risultati delle elezioni degli ultimi 15 anni nei vari Paesi europei, direi il contrario. Molte persone hanno votato partiti xenofobi e nazionalisti in tutti i Paesi europei. E gli ultimi sondaggi accreditano questi partiti della conquista di un terzo del Parlamento europeo, più o meno. Qualcuno potrebbe dire: "Va bene, ma un terzo non è sufficiente ad avere la maggioranza. Ma sarebbe un errore. Perchè un terzo basta e avanti per fare un ostruzionismo tale da bloccare qualsiasi attività dell'Europarlamento. E bloccare le attività del Parlamento è esattamente l'obiettivo dei sovranisti, che così possono andare a raccontare che l'Europarlamento è inutile perchè si occupa solo delle dimensioni delle zucchine o castronerie del genere. 

Ma i partiti sovranisti non sono pericolosi solo a livello europeo. Lo sono anche a livello nazionale. E lo vediamo nel nostro Paese. Per fare qualche esempio, sono aumentate le aggressioni omofobe e razziste, nel nostro Paese. Inoltre, come dimostra la cronaca, il dissenso viene represso con la forza: una professoressa sospesa, polizia e vigili del fuoco che rimuovono gli striscioni che non piacciono a Salvini e via di questo passo. Ma non è che negli altri Paesi dove comanda la destra vada meglio. L'Ungheria è ormai diventata una dittatura, dove Orban fa il bello e il cattivo tempo e sta togliendo tutte le garanzie democratiche del Paese. In Polonia sono state fatte diverse leggi contro l'aborto e contro i gay. Lo stesso in Danimarca, dove se la prendono anche con i musulmani. In Austria, dove il governo di destra si è insediato poco più di un anno fa, hanno già sfornato una legge per impedire alle donne di andare in giro col velo, prima di vedersi coinvolta nella solita indagine percorruzione. Dico "solita" perchè negli altri Paesi europei, questa è una caratteristica più dei partiti di destra (in Italia invece riguarda tutti i partiti). 

L'unica eccezione è la Germania, ma fino ad un certo punto. Nel senso che la Merkel, anche se è al quarto mandato, ne ha dovuto compiere due con i socialdemocratici, cosa che ha attenuato la portata dei suoi provvedimenti legislativi. Inoltre la Germania, per la sua storia, è alquanto allergica a qualsiasi cosa ricordi anche lontanamente il nazismo. E quindi leggi discriminatorie contro qualche minoranza farebbero probabilmente infuriare la popolazione. Per questo la Merkel ha espresso il suo "egoismo" soprattutto nel campo economico, pretendendo ed ottenendo l'entrata nella Ue nel 2007 dei Paesi a lei confinanti, conl'intenzioni di renderli mercati per le merci tedesche. E lanciando strali contro quei Paesi - Italia e Grecia in primis - non in regola con i propri conti pubblici. Cosa che ha allontanato la Germania dal sovranismo, espresso oggi dall'Afd, un partito comunque molto minoritario. 

Esiste una soluzione? Cioè si può indebolire l'attrattiva che questi partiti sovranisti esercita sulle masse? La storia ci dice di no. Storicamente, infatti, ogni volta che c'è una crisi economica è la destra che va al potere o comunque aumenta i propri consensi. Questo perchè le proposte della destra sono apparentemente facili: lotta ai nemici (che sono quasi sempre stranieri "infiltrati", come gli ebrei per il nazismo o gli immigrati per l'Europa di oggi); abbassamento delle tasse (riservata però ai più ricchi, mentre nella propaganda viene detto che è per tutti); promessa di uno sviluppo economico che puntualmente non avverrà. E naturalmente, se non avviene la colpa non è delle promesse sballate fatte, ma di quei nemici che stanno sabotando l'attività del governo. E' uno standard che si ripete da almeno 100 anni in tutti i Paesi europei, ma non solo. Credete che sia un caso che negli Usa Hoover, presidente nel 1929, non riuscì a risollevare il Paese? Ma fu il democratico Frankin Roosvelt, con una grande spesa pubblica (e quindi una operazione tipicamente di sinistra, almeno secondo gli standard Usa) a risollevare gli Usa. 

Quindi, quella piazza intrisa di odio e di egosimo deciderà il nostro futuro. Se andrà male, la colpa sarà dell'Europa, dei migranti e degli altri Paesi. Ma poichè la qualità politica media di quei politici è decisamente sotto lo zero, non c'è nessuna possibilità che le cose vadano bene. Dovrebbero essere i cittadini a capire l'errore che fanno; ma un attacco di umiltà simile può essere tipico di un individuo, non delle masse.

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di Antonio Rispoli
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