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La pirateria dei Cd/Dvd: un aiuto al cittadino da non ostacolare


La pirateria dei Cd/Dvd: un aiuto al cittadino da non ostacolare
05/02/2013, 15:44

Negli ultimi anni, la lotta alla cosiddetta "pirateria", cioè alla duplicazione e al download illegale di Cd, di Dvd e di giochi per computer e per consolle è aumentata a dismisura. Una lotta sempre più dura, dato che l'avanzata tecnologica ha fatto cambiare abitudini. 
Infatti, 20 anni fa, la pirateria era basata solo sul guadagno: si duplicavano i Cd e i film per andare a venderli a prezzo ribassato per le strade, affidando la vendita finale a disoccupati e poi, man mano, agli stranieri. Oggi, la possibilità di scaricare in pochi minuti interi film via Internet ha creato un nuovo tipo di pirateria. Un cambiamento che però non è mai stato recepito dalle autorità, che ragionano sempre e solo in termini di repressione: si è passato dal sequestro con relativa condanna di chi vendeva questi prodotti al tentativo (per fortuna osteggiato da molte istituzioni, perchè lede i diritti delle persone) di sanzionare l'utente finale. Come succede in Italia dove non è mai stato abrogato il decreto Urbani del 2003, che rende punibile chiunque possegga film, Cd o giochi senza marchio Siae; o come succede in Francia, dove hanno tentato con la legge Hadopi di sanzionare l'utente che scaricava illegalmente file privandolo della possibilità di connettersi ad Internet per un certo periodo di tempo. Senza contare le tante chiusure, disposte da giudici molto sensibili alle istanze delle majors, di quei siti che fornivano server da cui scaricare i file in questione. 
E quali sono i risultati ottenuti? Nulla: la pirateria continua come prima e più di prima. Anche perchè uno poi cambia indirizzo del server, si fa conoscere con un po' di passaparola e se vuole ricomincia punto e accapo. 
Dal canto loro, le majors premono con le loro lobby sui governi per leggi sempre più restrittive, lamentando ogni anno un calo delle vendite rispetto all'anno precedente. Il punto è che sembrano non rendersi conto  del perchè. Un Cd costa in genere un 20-30 euro, per un film arriviamo anche a 60. Non parliamo dei giochi per consolle, che superano anche i 70 euro. Con la crisi in corso e prezzi così elevati, come pretendono che la gente possa comprare molto? Le disponibilità economiche sono quelle che sono, chiudendo i siti di download non aumentano di sicuro. 
E queste finora sono considerazioni storiche e di semplice buon senso. Ma se lasciamo la parola agli esperti, che cosa scopriamo? Che chi ha studiato il rapporto tra il fenomeno pirateria e le vendite di Cd e Dvd ha trovato il nesso. Che è il contrario di quanto si dice: più si scaricano file, più aumentano le vendite. Il download così si è scoperto che è solo un modo per valutare la qualità di un Cd o di un Dvd, per vedere se vale la pena spendere i soldi. Quando le majors affermano che la pirateria è un danno a loro, che costa loro soldi e posti di lavoro, mentono sapendo di mentire. In realtà, l'uso dei download come conseguenza ha solo una scelta più accorta del cosa comprare, una selezione che elimina il peggio dal mercato. E' questo l'unico danno per le majors: non possono vendere pattume, venderanno solo ciò che va bene. 
L'ultima ricerca in questo senso è uscita sul sito AnimeClick, un sito specializzato in cartoni animati giapponesi. Viene riportato lo studio del professor Tatsuo Tanaka, dell'università di Keio, in Giappone. Il quale ha addirittura quantificato che postando i cartoni animati su Youtube, per ogni aumento dell'1% nelle visite sul sito di un certo anime, gli aumenti di vendite di quel particolare anime saklivano dello 0,25%. Lo studio è molto ampio, fatto su oltre 100 anime, tra cui Yu-Gi-Ho, Mobile SUit Gundam 00, COde Geass e via elencando. Nomi che a chi non conosce quel mondo non dicono nulla; ma per gli altri rappresentano i migliori esemplari del settore. 
Se i nostri politici avessero buon senso e tenessero ai cittadini, la cosa più semplice da fare sarebbe abiolire tutti i divieti sul download e limitarsi a punire (comunque con sanzioni lievi, tipo multa e sequestro) solo quello dove c'è chi si arricchiesce. Mentre il download gratuito andrebbe completamente depenalizzato. In fondo, è mercato no? Si fa un assaggio e, se poi uno decide che ne vale la pena, si mangia il resto. E' una prassi normale in tutti i settori, perchè in questo no? 

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di Antonio Rispoli
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