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La protesta dei "forconi" e il fascismo dilagante


La protesta dei 'forconi' e il fascismo dilagante
12/12/2013, 15:13

In questi giorni c'è la protesta dei "Forconi" (anche se hanno deciso di "nascondersi" facendosi chiamare "Movimento 9 dicembre")che sta bloccato città e strade in diverse parti d'Italia. Su questa vicenda sono state dette e scritte molte cose inesatte, sbagliate, false o addirittura in malafede; per cui, pur non avendo del tutto le idee chiare, è conveniente stabilire alcuni punti fermi. 
Innanzitutto la pianificazione. Quello in corso di attuazione è un piano accuratamente studiato a tavolino, con la decisione di dove agire, quando e come. Un piano che ha una durata prevista superiore alla settimana e quindi non è il frutto di qualcosa di improvvisato, ma qualcosa di accurato e preordinato. Il che smentisce tutti coloro che parlano di qualcosa di improvvisato, qualcosa di spontaneo e cose del genere. 
Poi c'è la tempistica di questo movimento. Il primo intervento come semplici autotrasportatori, con il blocco delle autostrade fu nel 2007, con il governo Prodi. Poi rimasero silenti per anni ed uscirono nuovamente fuori negli ultimi giorni del 2011, appena iniziata l'opera del governo Monti, come "Forconi" in Sicilia, con una protesta nominalmente indirizzata ad ottenere sconti sul prezzo del carburante. In questo caso agli autotrasportatori si aggiunsero i pescatori, anche loro con il problema del prezzo del carburante. Da notare un dettaglio: la richiesta numero uno di allora fu la vendita in Sicilia di carburante senza alcuna tassa; esattamente una delle richieste avanzate da Totò Riina quando scrisse il suo "papello", l'elenco di richieste allo Stato. Adesso escono fuori di nuovo a manifestare, appena avvenuta la decadenza di Berlusconi, contro il governo Letta. Insomma, sarà una coincidenza, ma sono sempre intervenuti in quei momenti in cui non governava Berlusconi. Però la loro azione era diretta contro il governo in carica. E con quali richieste? Richieste assurde, come quella appunto di azzerare le tasse sul carburante in una sola regione (cosa che, se attuata, avrebbe scatenato uguali richieste in tutte le altre regioni, privando le casse dello Stato di entrate per decine e decine di miliardi l'anno); oppure nessuna richiesta, come in questo caso. Perchè è questo l'aspetto più assurdo di questa vicenda: non è stata presentata nessuna richiesta, se si escludono le dimissioni del governo. Ora, da quando si fanno scioperi per far cadere un governo, senza avanzare alcune rivendicazione di categoria? Alle volte si sono fatti cortei e manifestazioni, di questo genere, chiedendo la cancellazione o il cambiamento di una legge; ma mai blocchi stradali e cose del genere. 
 Chi sono i leader di queste manifestazioni? Quasi sempre si tratta persone che circolano nell'area della destra e dell'estrema destra. Infatti, di solito a guidare la situazione o a fare da portavoce sono esponenti di Casapound o di Forza Nuova o della Lega Nord o persone che hanno stretti legami con loro. Per esempio a Genova il leader che ieri se ne è andato via dopo il comizio, Daniele Calvani, è un ex leghista. E un altro dei leader del movimento è il padre di un importante esponente nazionale di Forza Nuova. Sono solo due esempi, ma è per rendersi conto della situazione. Poi è chiaro che, se andiamo a vedere i partecipanti uno per uno, ci troviamo di tutto, dato che questo movimento comunque cerca nella disperazione della gente le persone da "arruolare". E quando la gente non si arruola spontaneamente, la si arruola a forza. Almeno a credere alle denunce di molti negozianti, che sono stati costretti a chiudere i negozi dietro l'intimidazione di gruppi di giovinastri provenienti dai manifestanti. 
Ed è qui il punto grave. Perchè sia questo fatto di pescare nella disperazione che queste minacce sono tipici del fascismo. Così come è una cosa tipica del fascismo quello che è successo in una libreria, dove un gruppo di manifestanti è entrato al grido di "Bruciamo i libri". Ora, i manifestanti possono anche dire di non essere fascisti, ma se hanno comportamenti fascisti e usano slogan fascisti, qual è la differenza con i fascisti? A questo si aggiungono le parole eversive di Beppe Grillo, che sta soffiando sul fuoco, incitando anche i poliziotti a disertare. Ormai è evidente la deriva di tipo fascistoide che sta prendendo il nostro Paese. Mi è capitato diverse volte in passato di parlare con persone che avevano vissuto in parte nel fascismo, e le descrizioni che facevano non erano così dissimili dalla situazione attuale. A questo punto, sarebbe necessario prendere contromisure. Ma come si fa, se coloro che usano questi sistemi fascisti sono applauditissimi? Se si guadano i sondaggi, si vede che se sommiamo i voti di Berlusconi con quelli di Grillo abbiamo quasi il 50%. Quindi a noi cittadini, cosa resta per difendersi? Una sola cosa: la nostra capacità di valutazione, il senso critico nell'esaminare le proposte politiche e poi sceglierne una valida. Ma quando la gente - adesso come 70 anni fa - segue solo il più violento, quello che vuole distruggere le istituzioni e i nemici (fisicamente, non politicamente), il senso critico non basta più. Serve solo - e non so quanto metaforicamente sto parlando - tenere a portata di mano fucile e sacco a pelo e prepararsi ad andare in montagna, come facevano i partigiani in Italia nel 1944.

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di Antonio Rispoli
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