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La pulizia etnica? Israele la fa con un tratto di penna


La pulizia etnica? Israele la fa con un tratto di penna
13/06/2018, 15:20

Diciamolo prima tecnicamente, con il linguaggio burocratico tipico delle leggi: tra pochi giorni, entrerà in vigore l'ordine militare 1797 emanato dall'Esercito Israeliano, che riguarderà gli edifici nelle aree C che sono in Cisgiordania. Notizia che non trovate su nessun giornale italiano. Ed oggettivamente, detta così non significa nulla. 

Cominciamo con lo specificare: cosa sono le aree C? E' una divisione stabilita con gli accordi di Oslo del 1995, firmati da palestinesi ed israelaini. Le aree A sono quelle sotto il completo controllo palestinese. Si tratta in pratica delle città di Nablus, Jenin, Tulkarem, Qualqilya, Ramallah, Betlemme, Gerico ed Hebron (non tutta, circa i quattro quinti). Sono aree vietate agli ebrei, ma non all'esercito israeliano. Le aree B rappresentano circa il 15% del territorio e sono quelle in cui il controllo è operato congiuntamente da israeliani e palestinesi. Poi ci sono le aree C, abitate da palestinesi ma sotto il controllo israeliano. E comprendono sia città palestinesi che insediamenti illegali di coloni. E qui vorrei sottolineare un primo dato: negli accordi di Oslo, si dice che le aree C sono circa il 74% della Cisgiordania, ma nel 2015 l'Onu affermava che erano circa il 60%. Segno che in 20 anni Israele ha eliminato abitazioni dei palestinesi pari al 15% circa del territorio della Cigiordania e li ha inglobati nel territorio israeliano. Ed è bene ricordarlo. Per ora lasciamo lì questo dato. 

Chiarito questo, passiamo all'ordine 1797. Che cosa dice? Che le autorità militari israeliane possono abbattere qualsiasi edificio abitato da palestinesi, a condizione che sia stato abitato per meno di 30 giorni nel mese precedente, che sia stato costruito meno di 6 mesi prima oppure che non sia stato ancora completato. Vengono fatte eccezioni per quegli edifici che hanno un permesso di costruzione o che siano su territorio espropriato per uso militare. Il proprietario inoltre non può appellarsi al Tribunale per sospendere l'abbattimento. Riceve la comunicazione per l'abbattimento e ha 4 giorni per portare via tutte le sue cose. Apparentemente, se lo guardiamo nell'ottica italiana, qualcuno potrebbe dire: "E allora? Che c'è di strano?". Ma noi non siamo in Israele, ma in Cisgiordania. E quindi esaminiamo i punti uno per uno. 

Che significa un edificio non ancora completo? E' un edificio in costruzione. Cosa che vieta quindi di costruire palazzi. Pensateci: non so dove, ma sicuramente da qualche parte in Italia si costruiscono edifici. Può essere in questa o quella regione, ma da qualche parte c'è. Immaginate una legge dle genere, con l'esercito o un ministro che può decidere arbitrariamente: "Questo palazzo lo facciamo costruire. Quest'altro no". E in Israele, quando parliamo di arbitrarietà, è sempre contro i palestinesi. Quindi tutti gli adifici in costruzione o appena terminati possono essere abbattuti. E attenzione alla sottigliezza dell'ultimo punto: "abitato per meno di 30 giorni". Significa che uno potrebbe voler andare a trovare dei parenti per un week end, ma non può: rischia di trovare al ritorno la casa rasa al suolo. Oppure può capitare che con la scusa di fermare un attentato terroristico in progettazione i militari israeliani evacuino un quartiere e impediscano il ritorno a casa per 3 o 4 giorni, e il gioco è fatto: demolizione. 

E notare anche le eccezioni. Il primo è il permesso di costruzione. Un palestinese ha le stesse probabilità di avere un permesso di costruzione dalle autorità israeliane di quelle che ha un negro di ottenere la presidenza del Ku Klux Klan. Quindi la norma tutela solo gli ebrei. E quali sono le costruzioni su suolo espropriato dai militari? Le colonie illegali. Cioè quelle colonie costruite in Cisgiordania in violazione delle risoluzioni dell'Onu, di solito a ridosso delle città palestinesi, in modo che siano la scusa giusta per demolire le città pezzo dopo pezzo. Quindi anche in questo caso, le eccezioni sono fatte solo per tutelare gli ebrei. Sommiamo le due cose e vediamo che c'è la precisa intenzione di abbattere le abitazioni dei palestinesi e salvaguardare quelle degli ebrei in Cisgiordania. Attenzione alla specificazione: sto usando la parola "ebrei" non in senso dispregiativo o razzista, ma letterale. In Israele c'è una anagrafe dei cittadini dove bisogna specificare anche la religione praticata. E solo chi è di religione ebraica può accedere a certi servizi o può avere certi documenti. 

Aggiungiamo un dettaglio: gli ispettori civili sono reclutati tra i coloni. E quindi sia gli ispettori civili che quelli militari hanno la precisa volontà di distruggere gli edifici abitati dai palestinesi. I primi per avere più spazio per le loro abitazioni: se si distruggono gli edifici dei palestinesi, la colonia si può allargare e quindi si possono avere case più grandi. Mentre entrambi hanno un forte odio razziale verso i palestinesi. Due ottime motivazioni per fare un deserto delle città palestinesi. Ma senza fretta. la furbizia degli israeliani è che loro agiscono con metodo e calma, lentamente ma inesorabilmente. Non mandano l'esercito a radere al suolo una città in una settimana; abbattono questo mese un edificio, il mese prossimo cinque, quello dopo dieci. In modo che la cosa non possa avere una grande risonanza anche sui giornali che ne volessero parlare. Pensate un titolo: "Abbattute 10 abitazioni di palestinesi". La maggior parte delle persone che lo leggono pensano: "E allora? In una città ci sono centinaia di abitazioni". Peccato che nel giro di 5 anni, a dieci o più edifici per volta, tutte le abitazioni saranno state rase al suolo e sostituite da altrettanti edifici abitati esclusivamente da ebrei. 

Durante la Seconda Guerra Mondiale, i nazisti spesso bruciavano interi villaggi in Polonia e nell'ex URSS, sterminando tutta la popolazione. Ma facendo così, qualcuno scappava sempre, e quindi si sapeva. I villaggi dovevano essere distrutti per applicare un piano, chiamato "Sangue e terra", varato da alcuni gerarchi nazisti tra cui il capo delle SS Heidrich Himmler. La fase successiva sarebbe stata la costruzione di nuove città, abitate quasi esclusivamente da ariani, da 20 mila abitanti. Ognuna doveva tenere d'occhio anche i terreni circostanti che sarebbero stati coltivati da contadini slavi asserviti. E ogni città doveva fornire all'esercito una divisione di fanteria o una corazzata. Un piano che però si cercò di realizzare affrettatamente, con immense stragi in poche ore. Basti ricordare episodi come quello di Minsk, con oltre 20 mila persone uccise in una giornata. 

Gli israeliani invece sono stati più furbi. Prima hanno fatto una pulizia etnica all'interno del loro Paese, a cominciare dal 1948, anno in cui deportarono o uccisero 500 mila palestinesi per derubarli delle case e delle terre. Poi, dopo il 1967 e la conquista di Gaza e della Cisgiordania, cominciarono un piano simile a quello dei nazisti. Solo che anzichè procedere rapidamente e con una violenza infinita, procedono con lentezza. Costruiscono una colonia a ridosso di una città palestinese e poi cominciano a distruggere le abitazioni vicine "per motivi di sicurezza". A quel punto ampliano la colonia e ci sono nuovamente abitazioni palestinesi a distanza "di pericolo" che quindi vanno abbattute. E così via. Insomma, si comportano come un tumore che a poco a poco manghia il tessuto del territorio aplestinese e lascia dietro di se colonie abitate solo da ebrei. 

Ricordate quando ho detto che le aree C sono passate dal 74% al 60% del territorio palestinese? Ecco perchè. Perchè le città palestinesi vengono distrutte e quel territorio passa ad Israele. E quando dico "distrutte" non uso eufemismi. Tutte le abitazioni vengono sistematicamente rase al suolo. Del resto, basta guardare i dati (anche se Israele cerca di impedire che vengano diffusi. Un semplice esempio. Quando nel 1946 e nel 1947 all'Onu decisero di creare Israele, dovettero anche dividere il Paese tra ebrei e arabi presenti. Quindi nei documenti di allora venne stabilito che la percentuale di popolazione ebrea era del 30%; anche se poi venne stabilito di assegnare loro il 70% del territorio e l'87% delle risorse. Ma se andiamo a guardare la stessa percentuale nel territorio di Israele quale era nel 1948, vediamo che gli ebrei sono oltre il 90% del totale. Come mai? Quando c'è stata questa massiccia emigrazione di palestinesi? In realtà non c'è mai stata. Certo, una minoranza è scappata, ma il grosso è stata uccisa o deportata nei campi profughi in Cisgiordania e in Libano. 

Qualcuno obietta: "Ma i palestinesi erano meno di 2 milioni nel 1948, mentre oggi sono oltre 10 milioni. Quindi è falso quello che dici". Ma questo qualcuno è in malafede. Infatti i dati del 1948 erano riferiti al territorio di Israele del 1948, i 10 milioni al territorio di Israele di oggi, che ha assorbito oltre 15 milioni di palestinesi nel 1967, tra Gaza e Cisgiordania. Una differenza non da poco, non vi pare? In realtà, ogni anno migliaia di palestinesi muoiono uccisi dagli israeliani, muoiono di fame, muoiono di sete, muoiono per le malattie, muoiono di povertà. E queste sono statistiche che non escono sui giornali. Certo, i giornali hanno parlato per esempio delle decine di morti che ogni venerdì, da marzo ad oggi, vengono uccisi dai cecchini israeliani solo perchè manifestano. Ma nessuno che si soffermi a pensare a dove queste persone manifestano? 

Pensateci. I cecchini come soldati sono un po' particolari. Nel senso che sono addestrati a sparare da lontano. Il loro fucile sarebbe inutile contro un bersaglio che sta a 20 metri o a 50 metri. Data l'elevata potenza dei proiettili, a così breve distanza il proiettile attraversa il corpo senza fare molti danni. Invece è utile quando si spara a 100 o 200 metri. Meglio ancora se il bersaglio è a 500 metri. Ma se non c'è qualche ostacolo, anche uno che non è un atleta i 500 metri li fa in due minuti. Come mai nessun palestinese ha provato ad avvicinarsi ai cecchini? Perchè non era possibile avvicinarsi. Perchè Gaza è una zona chiusa, con muri e filo spinato, difesi da cecchini e da mitragliatrici, che uccidono chiunque si avvicini a quel confine. E i soldati israeliani impediscono ai camion dell'Onu pieni di cibo e di medicinali di entrare a Gaza. C'è un rapporto dell'Onu del 2015 che dice che dal 2020 Gaza sarà inabitabile, perchè gli israeliani hanno sottratto anche tutta l'acqua a Gaza, canalizzando i torrenti e i fiumi per portarli in Israele. I pochi fiumi rimasti vengono usati per scaricare liquami e sono quindi inquinati. La combinazione di acque inquinati e non potabili e assenza di medicine è esplosiva e può generare una epidemia in qualsiasi momento. Con 2 milioni di persone ammassate in un brevissimo spazio, rischia di essere una ecatombe. Ma agli israeliani va benissimo così. Tanto, mica sono loro che gli sparano...

Come si vede quindi, non c'è bisogno di fare gesti eclatanti, come i nazisti di 80 anni fa, per fare pulizia etnica. Basta mettere qualche firma e lavorare sul lungo termine. Ed è garantito che qui non si troverà da nessuna parte qualcuno che scrivi su un memorandum i progetti di "soluzione finale". Ma questo non vuol dire che la pulizia etnica non si possa fare lo stesso. Basta avere la compiacenza dei mass media che tacciono ed è fatta.

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di Antonio Rispoli
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