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La repressione democratica non è diversa dalla repressione dittatoriale


La repressione democratica non è diversa dalla repressione dittatoriale
14/11/2012, 15:57

Oggi c'è stata una serie di manifestazioni in mezza Europa, contro l'austerità imposta dai governi. E in tutti i casi ci sono stati episodi di violenza dei poliziotti contro i manifestanti: cariche ingiustificate, decine di feriti e così via. Stessa cosa successa nelle ultime settimane e negli ultimi mesi, ogni volta che c'è stata una manifestazione contro i governi europei. Addirittura c'è una foto, che sta facendo il giro del web, scattata in Spagna. Si tratta della foto di un ragazzo sui 10-12 anni, con una ferita alla testa - evidentemente provocata da un violento colpo di manganello di un poliziotto - da cui sgorga copioso il sangue. 
Naturalmente non è possibile mostrare le foto di tutti i giovani picchiati in queste manifestazioni, ma la volontà di reprimere qualsiasi dissenso è ormai evidente. Oh, certo, si può sempre tirare in ballo la scusa che hanno lanciato i petardi o sciocchezze del genere. Ma a chi la si vuol dare a bere? La normale tenuta antisommossa dei Carabinieri e della Polizia comprende uno scudo trasparebnte, ma che non risente di alcun danno, neanche se un petardo ci esplodesse vicino. E danni ancora minori farebbe il lancio di una bottiglia o di un sanpietrino. Quindi, se fosse un semplice problema di ordine pubblico, basterebbe lasciar sfogare i pochi esagitati (che non hanno certo munizioni infinite, quindi dopo un minuto o due la smettono) e continuare come prima. Invece le reazioni sono sempre le stesse: cariche continue e un sacco di giovani manifestanti feriti. 
Però c'è una cosa da considerare. Se è una azione così sistematica, significa che ci sono ordini dall'alto. E se è un comportamento così sistematico, sono ordini politici; su questo non si discute. Cioè c'è una entità politica (non necessariamente il Ministro degli Interni) che è in grado di dare ordini alle forze dell'ordine e che è in grado di coordinarsi con simili entità in altri Paesi europei. 
Ma anche questo non basta. A rendere possibile questa repressione è la collaborazione spontanea ed entusiastica - e non si può definire diversamente - dei poliziotti stessi. Perchè in fondo il discorso è semplice: se loro si rifiutassero di eseguire gli ordini, qualsiasi cosa venisse deciso in alto, sarebbe inutile. E i poliziotti dovrebbero disobbedire, se rispettassero il loro giuramento. Perchè cambiano le parole, ma più o meno ovunque i poliziotti giurano di rispettare e far rispettare la legge e l'ordine pubblico. E quando ricevono l'ordine di caricare pacifici manifestanti, i poliziotti violano questo giuramento. 
Oram questo è normale nei Paesi dittatoriali, dove la Polizia non serve a rispettare la legge e l'ordine, ma serve solo a reprimere la popolazione e a mantenere la gente nella paura per essere più facilmente malleabile. E' questo lo scopo della polizia anche da noi? In Italia, Spagna, Grecia, Francia, Belgio come in Corea del Nord o in Cina? Non dovrebbe mai neanche esistere un pensiero del genere. Eppure non si può pensare altro, nel vedere cosa sta succedendo. 
Ma tutto ritorna al punto: questo avviene perchè i poliziotti picchiano selvaggiamente i manifestanti perchè a loro sta bene. Se i poliziotti non volessero, si rifiuterebbero, davanti all'ordine di caricare. Eppure c'è una scena che, quando vedo le cariche di Polizia, mi si sovrappone. E' una immagine presa da un film di serie B, uno di quelli nei quali fai fatica anche a ricordartene il titolo. In quella scena - che si svolge negli Usa - si vede un gruppo di poliziotti che caricano un gruppo di poveracci che protestano. La telecamera indugia su alcuni di loro che si autocompiacciono mentre colpiscono persone disarmate. Uno di loro ad un certo punto si accanisce su una ragazza, dai capelli rossi e con una sciarpa che le coppre buona parte del volto. La colpisce col manganello mentre lei tenta la fuga, alla testa e alla schiena. E quando lei si accascia la colpisce più e più volte, schernendola. Alla fine, quando lei è morta, con il sangue che le sgorga dalla testa, con un gesto di disprezzo, il poliziotto la rovescia con un calcio. La sciarpa se ne scende e lui può vedere che la ragazza che ha appena picchiato a morte è la sorella. Ovviamente io non auguro una cosa dle genere a nessuno; ma chi può escludere che un poliziotto non si trovi a picchiare il proprio figlio, il rpoprio fratello o la propria sorella, quando eseguono gli ordini? Perchè i manifestanti che vengono picchiati - salvo rarissimi casi - non sono dei facinorosi (dai quali i poliziotti si tengono alla larga) ma semplici manifestanti. Gente comune. COme i poliziotti. 

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di Antonio Rispoli
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