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La sovranità monetaria, un inganno per nascondere le colpe


La sovranità monetaria, un inganno per nascondere le colpe
18/03/2013, 13:57

Sempre più spesso si leggono articoli che mettono la sovranità monetaria come condizione unica per poter risolvere ogni problema dell'economia italiana. 
Di solito questa asserzione non vierne dimostrata in alcuna maniera. E' praticamente un atto di fede, che non c'è bisogno di dimostrare. E se provi a negarlo, il meno che ti puoi beccare è una marea di insulti, dall'ignorante all'incapace al servo delle banche, ecc. 
Ma è veramente così decisiva? In realtà, non conta. Ed è facile da capire: se bastasse la sovranità monetaria per risolvere i problemi, come mai gli Usa sono in crisi economica da cinque anni? E parlo degli Usa perchè sono (o dovrebbero essere) una superpotenza economica; figuriamoci gli altri Paesi. In realtà avere la sovranità monetaria, se è sotto il controllo del governo, consente solo di truccare le carte sullo scenario internazionale, ma non risolve nulla. Prendiamo gli Usa: stanno cercando di nascondere il fatto che sono alla canna del gas. Ma non li salverà. Infatti Obama sta cercando (repubblicani permettendo) di preparare un piano di tagli alle spese per 4000 miliardi di dollari in 10 anni. Se riuscisse ad andare in porto, abbasserebbe il rapporto debito pubblico/Pil di circa il 30%. Ma se bastasse la sovranità monetaria, perchè farlo? 
In realtà, chi parla coscientemente di tornare alla sovranità monetaria lo fa per due motivi. Il primo è il desiderio di nascondere le gravissime responsabilità del governo Berlusconi, che ha trascinato il nostro Paese nel baratro, dopo che i governi di centrosinistra erano riusciti a fargli prendere una boccata di ossigeno. Cosa c'è di meglio, in questo caso, che trovare il capro espiatorio? Niente più argomentazioni sul fatto che in 9 anni di governo, il Pil è stato negativo; non si parla più del fatto che globalmente, nello stesso periodo hanno aumentato il deficit di oltre 100 miliardi; nessun accenno al fatto che un quarto del debito pubblico che abbiamo è stato creato nei 9 anni di governo Berlusconi. La colpa è tutta del fatto che le banconote le stampano a Francoforte, alla sede della Bce, e non a Roma, alla sede di Bankitalia. Una via di uscita estremamente comoda, è evidente. 
Il secondo motivo è da ricercarsi oltre oceano. Come ho detto, gli Usa sono in crisi. Ma uno dei motivi della crisi risiede proprio nel dollaro. Secondo la legge statunitense, per ogni dollaro stampato ci devono essere titoli di Stato. Quindi, se il debito pubblico Usa è ora di circa 17 mila miliardi di dollari, ci devono essere banconote per il medesimo ammontare. Fino a 20 o 30 anni fa non c'erano problemi: era una valuta che fuingeva da riserva delle banche centrali, quindi gran parte di quel denaro era richiesto. E poi serviva per gli scambi commerciali quasi ovunque. Ma oggi non è più così. Per diversi motivi, sono sempre più gli Stati che hanno come riserva gli euro. E per i commerci internazionali, oltre ad usare l'euro, si comincia ad usare lo yuan cinese, soprattutto per i Paesi africani. Solo per fare un esempio, la Cina tra il 2007 e il 2013 ha eliminato dalle proprie riserve quasi 6000 miliardi di dollari, sostituendoli con altre riserve (euro, oro, yen, ecc.). E quindi che hanno fatto questi soldi? SOno nei caveau delle banche statunitensi,, conservati. E non possono essere messi in commercio, perchè si rischierebbe di scatenare una "inflazione da stampa". E' quella che si crea quando circolano troppe banconote, rispetto a quello che è possibile acuistare: i prezzi interni salgono, la moneta si svaluta sui mercati internazionali, e l'unione di questi due fenomeni provoca una inflazione crescente. Se non si ferma, il circolo si autoalimenta, fino ad estremi come quelli conosciuti dalla Germania subito dopo la Prima Guerra Mondiale, quando un franmcobollo costava un miliardo di marchi e la gente andava a fare la spesa con le ceste piene di soldi (e le ceste valevano più del loro contenuto). Per evitare questo - che è uno scenario che potrebbe accadere tra tre, cinque anni, se non si prenderanno le giuste contromisure - c'è una campagna che mira a distruggere l'euro o quanto meno a ridurne fortemente il valore, in modo che non sia più una riserva per le banche centrali. E' chiaro che se l'Italia, la Grecia e magari anche la Spagna e il Portogallo uscissero dall'euro, gli Usa avrebbero raggiunto il loro scopo. 
Naturalmente io parlo di "parlare coscientemente" della sovranità monetaria. La maggior parte delle persone lo fa in maniera non cosciente, senza sapere nulla dell'argomento e delle implicazioni ad esso connesse. Ne parla come se fosse una cosa semplice. Ma quanti sanno, per esempio che uscire dall'euro (passo indispensabile per avere la nostra sovranità monetaria) significa dichiarare un default parziale, cosa che autorizzerebbe gli altri Paesi a mettere dazi sui prodotti che esportiamo? Quanti sanno che noi non siamo un Paese produttore di materie prime, ma le importiamo? E quindi una moneta svalutata significa prezzi dei beni sempre più alti? E poi i titoli di Stato? L'inflazione fa aumentare i tassi di interesse dei titoli di Stato, quindi le spese per interessi salgono progressivamente. E quindi per pagare quei soldi, cè bisogno di aumentare le tasse o di aumentare il debito pubblico. Anche questo non vienemai detto da chi propone l'uscita dall'euro. Ci si barcamena con queste proposte, ma poi nessuno spiega quello che effettivamente succede. 
Ma sono proprio queste proposte balzane e assurde che riscuotono successo ed audience. Perchè vengono presentate in maniera falsa e bugiarda, raccontando una bella favoletta a cui poi è facile credere, se non si conosce la materia. Ma si sa: la gente preferisce una bella bugia ad una scomoda verità. 

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di Antonio Rispoli
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