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La storia dei campi di concentramento nazisti


La storia dei campi di concentramento nazisti
26/01/2013, 14:08

Domani è il 27 gennaio, chiamata pomposamente "la giornata della Memoria". Negli anni scorsi ho fatto editoriali che ripercorrevano la situazione tra israeliani e palestinesi, ma - se memoria deve essere - vediamo di raccontare come nascono i campi di concentramento. 

Erroneamente si crede che siano stati costruiti appositamente per gli ebrei, ma non è così. Campi di conmcentramento esistevano da decine e decine di anni. Tristemente famoso era stato quello di ANderville, negli Usa, durante la guerra di Secessione, dove ogni giorno morivano centinaia di prigionieri portati lì dall'esercito degli Stati del Sud. Morivano di fame, malattie e denutrizione, e i loro corpi venivano poi gettati nelle paludi adiacenti. Il primo campo di concentramento nazista fu a Dachau, nei sobborghi di Monaco. Fu aperto nel 1935: a seguito dei continui arresti di oppositori politici, le carceri erano strapiene e non si sapeva più dove mettere gli arrestati. E così Goering - che era il capo della Polizia della Prussia, oltre ad essere Ministro del governo di Adolf Hitler - ebbe l'idea di crearne uno. Qui le persone venivano portate al preciso scopo di "spezzarle" psicologicamente, oltre che fisicamente. Per cui venivano costrette ad attività faticose fine a se stesse, come spianare uno spiazzo brullo trascinando un enorme rullo, ironici comitati di ricevimento e cose del genere. Da questo campo diverse persone vennero anche liberate, quando ci si rese conto che non avrebbero costituito più un problema. Tra loro c'erano oppositori politici, Testimoni di Geova (la loro religione era considerata antisociale, visto che le loro regole non si conformano a quelle della massa), omosessuali e "malfattori sociali", termione con cui si indicava chiunque venisse condannato senza ragione. 
Solo dopo il 1938 cominciarono ad esservi ebrei e rom. Ma le condizioni continuarono ad essere passabili. Per carità, c'era il prigioniero che veniva ammazzato dalle guardie, ma era una eventualità non frequentissima. Il cibo era scarso, la fatica enorme, ma fin qui non c'era nessuna differenza tra un campo di concentramento nazista e uno dei campi di concentramento che sorsero durante la Seconda Guierra Mondiale negli Usa o in Canada, dove morirono migliaia e migliaia di stranieri, tra cui gli italiani. Di solito, quando si parla dei campi di concentramento nazisti si pensa alle foto che tante volte sono state fatte vedere, di uomini e donne magri al punto da potersi distinguere le costole e le ossa del bacino. Perchè qui entriamo nella propaganda: quello è un singolo campo, che venne liberato mentre era in corso una epidemia di tifo. Il tifo è una malattia mortale che, quando non uccide, fa venire vomito e diarrea, oltre ad attaccare il fegato. E' chiaro che dopo due o tre settimane dove non riesci a tenere nello stomaco quasi niente e hai il corpo disidratato, l'effetto è quello. Chiunque abbia avuto anche solo l'epatite, sa che si dimagrisce e si deperisce rapidamente. E il tifo è anche peggio. Già se si vedono le fotografie di Dachau, si vedono prigionieri dimagriti, fisicamente deboli, segnati, ma non scheletrici. 
Discorso diverso era il campo di lavoro, il famigerato KZ. Qui le condizioni erano veramente terribili: si lavorava almeno 15 ore al giorno e le SS che facevano da sorveglianti non erano certo tenere. E quando i KZ passarono nelle mani delle aziende, i sorveglianti privati erano anche peggiori dei militari. 
Infine c'erano i campi di sterminio, e qui bisogna un attimino approfondire. Infatti, è noto che, secondo i negazionisti, non sono mai  esistiti e si tratta solo di una invenzione; mentre secondo la versione ufficiale, ovviamente sono esistiti e lì sono morti la maggior parte dei 6 milioni di ebrei uccisi dai tedeschi. Ovviamente qui sarebbe troppo lungo riportare le tesi a favore dell'una o dell'altra alternativa. Personalmente ho una idea intermedia: le cifre sono senz'altro gonfiate, ma i campi di sterminio sono stati una triste realtà. Perchè le vifre sono gonfiate? Perchè in realtà i campi di sterminio funzionarono per meno di 2 anni. E, da una serie di documenti e analizzando le cose con un po' di senso critico, il flusso dei prigionieri ivi diretto era molto, ma molto inferiore a quello che viene descritto. Per esempio mi è capitato di leggere che ad Auschwitz veniva riepita la "doccia" di gas e venivano uccise centinaia di persone ogni mezz'ora. In realtà, la diffusione nell'aria dei gas è molto più lenta di quanto si creda e di quanto faccia vedere nei film. E anche una volta che uno è avvelenato, la morte non è immediata. Ed infine, l'uso di un veleno come il cianuro di potassio genera una serie di spasmi, che portano allo svuotarsi della vescica e dei rifiuti solidi. Ora che in una decina di minuti si riesca ad eliminare tutto il gas velenoso da una stanza chiusa, a togliere da lì centinaia di persone e a ripulire il tutto è solo uina barzelletta. E' chiaro che - considerando una azione che fosse la più rapida possibile, per riempire una camera a gas di persone, ucciderle e ripulire tutto per il prossimo impiego - il tempo minimo fosse intorno alle 3-4 ore. 
E sicuramente non accadeva in quelle che oggi vengono mostrate come camere a gas. Basta un'occhiata per vedere che non potevano essere quelli gli edifici in cui venivano gassate delle persone. Infatti le porte non sono a tenuta stagna, ma spesso sono semplici porte di legno, magari con la finestrella di vetro: in questa maniera, diffondere del cianuro dentro la camera a gas, avrebbe siognificato avvelenare l'intero campo di sterminio, SS comprese. Inoltre, gli spasmi della morte avrebbero rischiato di rompere sia il vetro che la porta di legno: può sembrare strano, ma le convulsioni che precedono la morte sono così violente che un uomo può piegare una sbarra di ferro, senza volerlo. Una porta di legnop che resistenza può opporre? Ed è questo uno degli argomenti di forza dei negazionisti.
In realtà ci dovrebbe essere un documento (il "dovrebbe" è causato dal fatto che non è maio stato ritrovato) in cui nell'ottobre del 1944 Himmler emana una circolare in cui dà ordine di distruggere tutte le camere a gas, che vengono smantellare sin dalle fondamenta. Inoltre c'era anche l'ordine di distruggere qualsiasi documento relativo ai campi di sterminio. Per questo non c'è univocità. La maggior parte delle "prove" a favore dei campi di sterminio sono date dalle testimonianze, che però per la maggior parte sono false ed interessate. Infatti, come è noto, la Germania venne condannata a pagare dei risarcimenti danni alle vittime dei campi di concentramento e di sterminio nazisti. E quindi soersero da nulla milioni di persone che inventarono ricordi inesistenti per poter avere quei soldi. Oppure ebrei che accettarono di partecipare alla propaganda politica (nata già nel 1948) per giustificare i comportamenti più violenti tenuti dagli ebrei in Israele contro quella che inizialmente era la maggioranza araba della popolazione; e lo fecero raccontando episodi inesistenti di violenze subite, ingigantendo quelle relative ai morti, ecc. In realtà le prove storiche e i documenti trovati spesso hanno sbugiardato queste menzogne. Addirittura sono stati trovati moduli (anche del 1944) che i prigionieri dei campi di concentramento dovevano compilare per chiedere di avere rapporti sessuali con una prostituta in un apposito e discreto edificio dedicato all'uopo. C'era una infermeria nel campo, dove lo stesso Primo Levi, nei suoi romanzi, dice di essere stato ricoverato perchè era stato malato. E parliamo della fine della guerra, quando comunque le condizioni per tutti i tedeschi erano pessime (e quindi per i prigionieri erano più che pessime). E' probabile che andando lì nel 1942 non si sarebbe vista una situazione differente da quella che si vedeva nelle carceri americane negli anni '60, quando i detenuti andavano a lavorare con le catene ai piedi. 
Naturalmente i campi di concentramento non finirono con la guerra. Adesso hanno solo cambiato nome. Si chiamano Gaza, Guantanamo, ecc; in Russia sono ancora in SIberia e nel nord del Paese, ma anche nelle paludi cecene; per non parlare poi dei campi di lavoro in Cina (anche se il governo ha promesso di eliminarli entro la fine dell'anno). Purtroppo l'uomo continua a imprigionare e massacrare i suoi simili, sotto l'ombrello dei grandi ideali. Ma non esiste un ideale tanto grande da richiedere l'omicidio di un innocente. 

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di Antonio Rispoli
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