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La storia, questa materia sconosciuta agli italiani


La storia, questa materia sconosciuta agli italiani
15/05/2019, 15:45

Pochi giorni fa, il 10 maggio, sui social network sono stati diffusi diversi link che ricordavano il "rogo dei libri", un episodio della storia del nazismo in Germania. Quando vennero bruciati centinaia di libri di autori ebrei conservati nelle biblioteche e nelle università. 

Tuttavia, ho notato una cosa: una marea di imprecisioni ed errori nelle didascalie. Sembrava che nessuno sapesse per esempio che non fu una iniziativa del governo tedesco (nel 1933 Hitler era già stato nominato cancelliere e aveva cominciato a smantellare gli altri partiti), ma una decisione nata nella Lega degli Studenti universitari. Si trattava di una organizzazione costituita dalle autorità naziste (a cui in pratica l'iscrizione era obbligatoria, se volevi vivere in pace e non diventare oggetto delle violenze degli altri studenti) a cui aderivano gli studenti universitari. Quando la notizia venne diffusa, esponenti nazisti come Himmler e Goring si mostrarono stupiti, ma non intrevennero per fermare gli studenti, per evitare di danneggiarne la credibilità. E in quel periodo in cui simili organizzazioni naziste nascevano in tutta la Germania, delegittimarne una rischiava di delegittimarle tutte. Quindi si preferì lasciar stare. Nè la gente sa che quel rogo in pratica non servì a nulla. Numerose piccole case editrici infatti ripubblicarono le stesse opere in edizione economica, "nascondendole" con copertine che parlavano di altro. E così c'erano i manuali di ju jitzu o i trattati di fisica che contenevano in realtà libri molto noti ma che i nazisti osteggiavano. 

E non è l'unico caso. Qualcuno può pensare che queste siano sciocchezze. Dopo tutto, a chi importano questi dettagli? Però se noi oggi a scuola studiamo dettagli simili riguardo Napoleone o Giulio Cesare, perchè quando ci avviciniamo ai giorni nostri, alcuni fatti sono ignorati? Un altro esempio banale, risalendo al 1800. Come è noto, Napoleone vinse tante battaglie diverse, fino alla sconfitta in Russia. Isolato nell'isola d'Elba, fuggì e tornò a Parigi. Qui ricostituì l'esercito francese ma venne sconfitto a Waterloo. Ma perchè venne sconfitto a Waterloo? Dove era finito tutto il genio militare che aveva dimostrato in precedenza? Dopo tutto l'esercito francese era più o meno lo stesso, fatto da persone con le stesse armi, più o meno. E quindi la differenza qual era? Era che Napoleone era un genio militare, ma un genio disordinato, diciamo così. Le sue intuizioni strategiche venivano disciplinate e trasformate in ordini precisi dai suoi generali. A Waterloo però i suoi generali erano per la maggior parte morti. E quindi Napoleone dava ordini direttamente alle truppe, ma erano ordini disordinati. Per cui capitò che ordinasse ad una unità di spostarsi in una zona che in realtà era occupata dalle unità nemiche; oppure che ordinasse ad una unità di spostarsi in una certa zona e poi mandasse un contrordine prima che fosse arrivata nella zona in questione, creando confusione e incertezza nelle sue stesse truppe. Naturalmente ci furono anche altri problemi, ma questo fu uno dei principali. 

Ma queste sono cose che si dovrebbero studiare a scuola, per far capire agli studenti cosa è la storia. Invece non si fanno altro che studiare nomi e date a memoria, cose che svaniscono il giorno dopo l'interrogazione. E' così importante sapere che Napoleone morì il 5 maggio 1815? Non è più importante sapere come fece ad ottenere le vittorie militari per capire perchè ha avuto un tale peso nella storia europea? E qui parliamo di semplici omissioni, del fatto che le cose sono trascurate. Figuriamoci poi quando studiamo una storia che non è mai esistita.

E mi riferisco al Risorgimento e all'unificazione d'Italia. In realtà il Risorgimento non è mai esistito. Non c'è mai stato nelle masse un desiderio di unificare l'Italia. Quello fu semplicemente un progetto della Casa Savoia, che aveva un grosso problema. Se si guarda una cartina dell'Italia del 1850, si vede che il Regno di Sardegna aveva la sua capitale a Torino. Ma a qualche centinaio di chilometri ad est di Torino c'era il Regno Austro-Ungarico; qualche centinaio di chilometri ad Ovest c'era la Francia. Se i due Paesi avessero stretto un accordo, avrebbero potuto schiacciare il Regno di Sardegna in un amen. L'unica loro possibilità era quindi conquistare nuovi territori, in modo da spostare la capitale e poterla difendere in maniera più agevole. E ovviamente il centro e sud Italia erano ottimi obiettivi: conquistandoli, avrebbero costretto eventuali invasori ad attaccare o via mare (cosa molto difficile per molti motivi) oppure scendendo dal nord, e quindi lungo un'unica direttrice. Del resto, il centro Italia era formato dallo Stato del Vaticano e da una miriade di piccoli staterelli; il sud era formato dal Regno Borbonico. Entrambi militarmente molto deboli, e quindi facilmente conquistabili. Il tutto però da fare senza sguarnire di soldati la parte continentale del Regno di Sardegna. 

Per questo si ricorse a Garibaldi. Che, diciamolo chiaramente, era semplicemente un mercenario. Un mercenario a capo di un esercito di mercenari. Quello che si studia, la vicenda dei Mille, è una favoletta inventata a tavolino dopo, per creare l'eroismo degli italiani. In realtà, Garibaldi sbarcò a Marsala con 40 mila uomini, quasi tutti stranieri (perlo più erano tedeschi e ungheresi). Non è un caso che i suoi due vice erano proprio un tedesco e un ungherese. Spesso sui libri di storia si legge che Nino Bixio era il braccio destro di Garibaldi, ma è falso. In realtà Bixio era a capo di una delle due divisioni, ognuna formata da 10 mila soldati, che erano sotto il controllo del vice ungherese di Garibaldi; l'altro vice ne comandava altre due. E non è vero che i meridionali accolsero i garibaldini con felicità perchè venivano liberati. I meridionali scappavano, dato che i garibaldini si comportarono come locuste: passavano, violentavano, uccidevano, depredavano e distruggevano. Furono i borbonici, per esempio, a salvare Napoli, che Garibaldi voleva fosse distrutta a cannonate man mano che l'esercito avanzava. 

Noi oggi gli dedichiamo strade e piazze, lo consideriamo un eroe. Ma in realtà Garibaldi era un macellaio, un violento e un assassino. C'è un episodio dove fece fucilare una delegazione di sei persone che era andata da lui a dirgli: "Facciamo un accordo: ti diamo grano e altra roba da mangiare, ma tu tieni i tuoi uomini lontani dalla nostra città". Garibaldi non gradì e li fece uccidere. E quando ci fu il famoso "Obbedisco" davanti a Vittorio Emanuele, fu solo perchè Garibaldi era senza munizioni e impegnato nell'assedio finale al forte di Gaeta. Non poteva permettersi nè di rinunciare all'assedio nè di affrontare un combattimento su due fronti. E quindi, l'alternativa fu di rinunciare a tutto. Ma gli altri lo sapevano, per questo Garibaldi venne osteggiato quando divenne parlamentare del Regno d'Italia. 

Ma nulla di questo viene studiato. Si racconta la favoletta dei borbonici cattivi e crudeli, che angariavano il popolo, salvato dall'eroe con le sue camicie rosse. In realtà la popolazione sotto i Borboni stava da Dio. Le tasse erano le più basse d'Europa, intorno al 10%; i lavoratori godevano di trattamenti migliori di quelli dei lavoratori degli altri Paesi, ma anche trattamenti migliori dei lavoratori odierni. Ricordo di aver letto un documento in cui si parlava degli operai di Capodimonte, dove si creavano (e si creano) le splendide ceramiche. E si parlava della legge che, tra le altre cose, obbligava il datore di lavoro a dare uno stipendio abbastanza alto da poter acquistare una casa con acqua corrente. Teniamo presente che parliamo di un periodo dove in molti Stati d'Europa l'acqua corrente era un lusso. La stessa reggia di Casa Savoia non aveva l'acqua corrente. E a Capodimonte questo era un diritto per gli operai a cui doveva provvedere il datore di lavoro. Sarebbe come se oggi si stabilisse per legge che i datori di lavoro devono dare ai propri dipendenti uno stipendio che permetta loro di comprare una casa con piscina. Non è una legge che si trova ovunque... ammesso che si trovi.

Perchè è così importante sapere queste cose? Perchè se non conosci la storia, ne ripeti gli errori. Come sta succedendo adesso. Quello che sta succedendo adesso (la scalata di Salvini e del Movimento 5 Stelle, il decadimento sociale del Paese, la guerra ai migranti, ecc.) non è qualcosa di nuovo. E' roba già vista, per chi conosce la storia: Germania tra il 1919 e il 1933. Il problema è che quando si parla di fascismo e nazismo, si parla solo della Seconda Guerra Mondiale, dei campi di concentramento, delle camere a gas. Ma tra i 60 milioni di italiani dubito che ce ne siano 5000 che sappiano come è nato il nazismo e come è nato il fascismo. E quindi la quasi totalità degli italiani non ha idea di quanto quello che è accaduto negli ultimi 20 anni in Italia sia simile - anche se in tempi più lunghi - a quanto avvenne in Germania nella Repubblica di Weimar. E lo sbocco a cui si sta arrivando è lo stesso della Germania di Weimar: il totalitarismo. Un totalitarismo che non necessariamente deve essere imposto con i carri armati e le camicie brune. 

Pensateci: che succederebbe se ci fosse qualcuno che avesse il dominio sia della Tv che di Internet? Attenzione al dettaglio: "avere il dominio di Internet" non significa possederlo fisicamente. Significa semplicemente avere una struttura in grado di decidere quali saranno gli argomenti più discussi. Cosa succederebbe se su Twitter e su Facebook fosse qualcuno (per esempio la Casaleggio & Associati insieme alla "Bestia" di Salvini) a decidere quali siano gli argomenti più importanti? Pensate di avere la forza e i contatti necessari ad "imporre" una discussione su qualche altro argomento? Faccio un esempio banalissimo: qualcuno ha mai letto una inchiesta su chi sia Casaleggio e su chi finanzi la sua società? Oppure qualcuno veramente crede, come ripete da anni Grillo, che Casaleggio e M5S so autofinanzino? Basta deviare l'argomento su altre cose, ed ecco che un argomento importante viene di fatto cancellato dall'attenzione di tutti. 

Per questo la storia è importante. Per capire cosa succede. Perchè se uno non conosce la storia non può capire i fatti, può solo subirli. E se subisci i fatti, non puoi fare nulla per evitarne le conseguenze negative.

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di Antonio Rispoli
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