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La trasformazione silenziosa dell'esercito italiano


Il sottomarino U212 (l'Italia ne ha comprati 2 di recente) in navigazione
Il sottomarino U212 (l'Italia ne ha comprati 2 di recente) in navigazione
10/01/2013, 16:53

Quando finì la Seconda Guerra Mondiale, Italia e Germania - in quanto Paesi sconfitti - subirono delle sanzioni di tipo militare. SI voleva evitare che diventassero dei pericoli per i loro vicini, nell'immediato futuro, per cui si agì di conseguenza (a dire il vero, il primo piano Marshall prevedeva la distruzione di qualsiasi fabbrica o industria nei due Paesi, una forza di polizia ridottissima. basi permanenti degli Usa e governo sotto controllo di un commissario nominato dal Conisglio di Sicurezza dell'Onu). Le sanzioni alla Germania furono di brevissima durata: con lo scoppio della guerra fredda, era pericoloso avere un Paese di confine, obiettivo più probabile di una invasione terrestre sovietica, senza un suo esercito. Ma per l'Italia il discorso era differente. Non si prevedevano  invasioni dalla Jugoslavia di Tito o dall'Africa, per cui le sanzioni rimasero e sono tuttora valide. Se uno ha un minimo di conoscenza di storia, sa che nell'esercito esistono le divisioni, che sono l'ossatura dell'organizzazione dell'esercito di un Paese. Si tratta di unità complete ed autosufficienti, che possono arrivare a 10-12 mila soldati. Ma l'esercito italiano non ne ha. Infatti c'è la Brigata Julia, il Reggimento San Marco (sottounità della divisione), ma non una divisione. Questo fa parte delle sanzioni: divieto di usare le divisioni e limite ferreo alla quantità di soldati utilizzabile. 
Non solo. Per esempio noi abbiamo il divieto di costruire portaerei. E quando negli anni '80 si decise di costruire quella che è l'ammiraglia della flotta italiana, quella che viene chiamata impropriamente "la portaerei Garibaldi" (in realtà tecnicamente è un incrociatore portaelicotteri), ci fu un intensissimo lavoro diplomatico internazionale dei governi italiani di allora perchè i membri della Nato accettassero quella costruzione. 
E questo si rifletteva anche nei piani militari. Infatti nei piani di difesa dell'Europa, il ruolo dei soldati italiani era di due tipi: il grosso avrebbe fatto da Polizia militare, mentre alcuni reprati d'elite (Lupi di Toscana, Folgore, San Marco) sarebbero stati utilizzati per incursioni su obiettivi particolari. Anche nelle operazioni militari all'estero fatte negli ultimi decenni, il ruolo dei soldati italiani erano per di più di Polizia Militare, mentre la prima linea era riservata a statunitensi, inglesi e qualche volta francesi. 
Ma negli ultimi 10 anni le cose sono cambiate. Tutto contemporaneamente. Innanzitutto, per la prima volta, violando la Costituzione, il nostro esercito è stato utilizzato per invadere un Paese considerato nemico (prima l'Afghanistan, poi l'Iraq). Poco prima era stata avviata la costruzione della seconda nostra portaerei, la Cavour, capace di trasportare fino a 25-30 tra aerei a decollo verticale ed elicotteri. E' stata anche dato l'ordine di acquistare 120 aerei F-35 (ora ridotti a 90) e di acquistare due sottomarini dalla Germania. Queste cose sono unite da un collegamento. 
I nostri eserciti in Afghanistan ed Iraq inizialmente sono stati disposti, come al solito, per operazioni di Polizia militare. Ma a poco a poco si è visto che erano affidabili nell'attaccare ed eliminare i civili e quindi pian piano sono stati promossi in azioni di attacco. I risultati sono che solo in Afghanistan, in 10 anni, è stato ucciso quasi un civile al giorno dai nostri soldati. Cifre che esclude le vittime dei bombardamenti aerei. Perchè c'è stata anche questa novità: alcuni nostri aerei con i relativi equipaggi sono stati inviati negli Usa nel 2009 per un periodo di addestramento di due mesi, in cui hanno operato insieme agli aerei statunitensi nel bombardare i villaggi afgani (si trattava di finti villaggi in legno che squadre di falegnami ricostruivano dopo ogni bombardamento). Ma è chiaro che, quando si tratta di case finte, distruggi solo il legno; quando lo fai su case vere, dove abitano donne e bambini, fai una strage di civili.  E questo implica che l'esercito italiano è passato da compiti difensivi a compiti offensivi.
Stesso discorso per quanto riguarda la Marina: la costruzione di una portaerei e l'acquisto di due sottomarini segna una spinta offensiva. Infatti si tratta in entrambi i casi di mezzi che hanno un uso esclusivamente offensivo. I sottomarini acquistati, in particolare, possono servire solo per affondare altri sottomarini o al limite delle navi. Ma anche la portaerei serve per "controllare" lo spazio di mare intorno alla ammiraglia: per almeno 300 Km. intorno, nessuna nave può restare a galla senza il consenso della portaerei stessa (almeno finchè non le distruggono gli aerei). 
Insomma, senza clamore, il nostro esercito si sta trasformando: non più un esercito difensivo, ma uno offensivo; non un esercito che ha il compito principale di difendere il nostro Paese da aggressioni esterne, ma un esercito in grado di attaccare ed infliggere danni ai Paesi ciorcostanti. 
E a questo punto non si può non aggiungere un dettaglio, che non riguarda direttamente il nostro esercito. E cioè il raddoppio della base militare statunitense di Dal Molin, in provincia di Vicenza. Che, con la sua pista aerea, è un fior di supporto per il nostro esercito, nonchè un sorvegliante attento. 
L'unica cosa che manca a questo punto è solo l'obiettivo. Quale può essere un obiettivo che richieda una lunga pianificazione (quindi difficile da colpire), abbastanza vicino al mare da richiedere la necessità di schierare due portaerei e dei sottomarini, ma non troppo lontana (i sottomarini possono stare in mare al massimo 3 mesi, compreso il viaggio di andata e ritorno)? E - visto che i nostri governi degli ultimi anni si sono dimostrati molto servili e leccapiedi nei confronti degli Usa - che sia un obiettivo che sta sulle scatole agli Usa? C'è una sola risposta: l'Iran. Attraverso il canale di Suez i sottomarini italiani potrebbero essere mandati nella zona intorno allo stretto di Ormuz e fino all'Oceano Indiano per attaccare le navi e i sottomarini iraniani, per fornire copertura a distanza alle portaerei. Fantasie? Me lo auguro: se gli iraniani hanno qualche nave antisommergibili, in un mare stretto e dai fondali bassi come quelli delle coste su cui si affaccia l'Iran, i sottomarini non possono che avere una vita brevissima. 

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di Antonio Rispoli
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