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La Troika se ne va dalla Grecia. Ma non doveva venderla alla Germania?


La Troika se ne va dalla Grecia. Ma non doveva venderla alla Germania?
10/07/2018, 15:54

Pochi giorni fa la Troika (formata dalla Bce, dall'Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale) ha effettuato l'ultimo controllo sullo stato delle riforme in Grecia, ha rilasciato l'ultima tranche di aiuti (in modo da lasciare la Grecia con sufficiente liquidità per 18 mesi, cioè fino a fine 2019) e sottoscritto un accordo internazionale per il prolungamento della scadenza dei titoli di Stato greci di 10 anni, in modo da agevolarne il pagamento. 

La Troika lascia un Paese profondamente diverso, dal punto di vista economico, rispetto a 10 anni fa. Il Paese adesso cresce economicamente, mentre 10 anni fa era in recessione. E' più debole economicamente, ma socialmente più solido. Il debito pubblico è notevolmente diminuito (quando è arrivata la Troika, era superiore al 300% del Pil), anche se è stato necessario dichiarare un default parziale concordato con la Ue. Naturalmente, non è finito qui. Adesso toccherà ai governi greci futuri (a cominciare da quello attuale di Tsipras) decidere se governare a favore dei cittadini o a favore delle proprie tasche, con tutte le relative conseguenze per il Paese. Ma almeno adesso la Grecia ha una possibilità che prima non aveva. 

Tuttavia c'è qualcosa che manca. Dove sono finiti quei branchi di super-esperti della Grecia che ai tempi del referendum sull'euro garantivano che l'obiettivo della Troika era quello di permettere alla Germania di comprare la Grecia? Dove sono finite quelle masse laureate in storia che assicuravano che la Germania doveva pagare alla Grecia 70 miliardi di euro per l'invasione della Seconda Guerra Mondiale? E dove sono finite quelle masse ancora più grandi, laureate all'Università della Vita e specializzate presso il blog Goofynomics di Alberto Bagnai che garantivano che l'euro era solo una trappola creata dalla Germania per assoggettare l'intera Europa e che la Grecia era la prima delle loro vittime insieme all'Italia? Mi piacerebbe saperlo. Eh, già, perchè da qualche tempo sono spariti tutti quanti. Per essere esatti, sono spariti dal giorno dopo il referendum greco del 2015. E nessuno si è più fatto vedere. E le loro bufale con loro. 

Eh, sì. Perchè naturalmente i punti che ho elencato prima sono bufale. Ma bufale che erano diffuse a macchia d'olio sui social network. E per quanto mi sforzassi all'epoca, nei commenti e con i miei articoli, di raccontare quale fosse la verità, l'unica cosa che ottenevo erano solo valanghe di insulti. Per esempio il fatto che la Germania si stesse comprando la Grecia. In realtà è vero che c'è stata qualche società tedesca che ha comprato qualche fabbrica greca in dismissione, c'è stata una società tedesca che ha firmato un accordo con un aeroporto greco per gestirlo e migliorarlo. Ma per il resto, non è che la Grecia abbia perso la sovranità. Continua ad avere le sue società private, i suoi armatori, le sue infrastrutture, ecc. Certo, adesso rispetto a prima molte sono state privatizzate (per lo più a società cinesi) e questo non è detto che sia un bene nel lungo periodo. Ma è stato un sacrificio necessario per mantenere a galla il Paese. 

In realtà, questo è un problema che esiste anche nel nostro Paese. E cioè una cattiva amministrazione di fondo del Paese che si ripercuote negativamente sui conti pubblici condannando il Paese stesso. Quando si parla del debito pubblico greco, per esempio, molti ignorano che alla fine degli anni '70 la Grecia uscì dall'incubo della cosiddetta "Dittatura dei colonnelli" con un debito pubblico azzerato. Bastarono una quindicina di anni per renderlo un Paese economicamente devastato. Quando nel 1992 l'Italia venne colpita dalla speculazione internazionale, che la costrinse ad abbandonare lo SME, pochi ricordano che la Grecia ci seguì a ruota: pochi giorni dopo la lira, anche la dracma greca fu costretta ad uscire dallo SME dagli attacchi della speculazione internazionale. Così come pochi ricordano che i problemi economici della Grecia non iniziarono a strascico del fallimento della Lehmann Brothers, come in Italia. Iniziarono quasi un anno prima quando vennero varate alcune norme di austerity (per iniziativa dell'allora governo greco, di stampo liberista) che colpirono, tra le altre cose, la possibilità dei greci di iscriversi all'università. Cosa che provocò manifestazioni di protesta degli universitari, che sfociarono in scontri con la Polizia. E alcuni studenti vennero uccisi. 

E' su questa situazione di tensione sociale e di problemi economici che si abbattè la mazzata della crisi del 2008. Ed è per questo che in Grecia ha creato molti più danni che altrove. E' come dare una martellata: se la dai sul granito, fai volare al massimo qualche scheggia; se la dai su un vaso di argilla, lo polverizzi. E la Grecia in quel momento era già un vaso di argilla. Se a questo ci aggiungiamo una pessima classe politica, che si è dimostrata largamente incapace, che puntava solo al consenso immediato, possiamo facilmente capire come la Grecia sia andata subito sottosopra. Il problema principale della Grecia era l'eccesso di spesa pubblica clientelare. E quando parlo di "eccesso" non è una parola a caso. C'è un esempio che mi rimase impresso: una società pubblica, con 80 dipendenti, creata negli anni '80 per salvaguardare un lago. Niente da dire, se non fosse che il lago in questione era scomparso sin dagli anni '30. E quindi quegli 80 dipendenti venivano lautamente pagati per non fare un tubo dalla mattina alla sera. E' chiaro che così un Paese non arriva da nessuna parte. Era per episodi come questo che la Grecia aveva creato in pochi anni un debito pubblico superiore al 100% del Pil. 

Quindi non c'era un complotto della Germania, un euro creato dalla Germania per assoggettare la Grecia o altri Paesi, e così via. C'era un comportamento dissennato dei politici greci e degli elettori greci che ha distrutto il Paese. Naturalmente, possiamo discutere da qui all'eternità se la ricetta della Troika fosse la migliore. Per me non lo era. Ma un principio era indiscutibile: bisognava dare un taglio brutale alla spesa pubblica. Società come quella che ho menzionato dovevano sparire. E poichè oltre il 20% della popolazione lavorava in società del genere, era necessaria una robusta sforbiciata. In Italia qualcosa del genere, ma di dimensioni meno imponenti, avvenne con l'Iri, che il governo Prodi smantellò e vendette. Ma in quella occasione la cosa avvenne in maniera poco traumatica, perchè Prodi riuscì a conservare i posti di lavoro. In Grecia non era possibile sistemare le cose con gradualità, bisognava comunque operare con la clava, non con il fioretto. Per cui, anche se le decisioni prese erano sbagliate, perchè troppo ispirate al neoliberismo, il concetto era corretto. 

Per il resto, come ho detto, dipende da quello che faranno i politici greci. Tsipras si è impegnato a proseguire con le riforme, ma in realtà si sa quanto valgano le promesse di un politico. Quello che è certo è che non avranno i 70 miliardi di euro come risarcimento per i danni inferti nella Seconda Guerra Mondiale. Soprattutto perchè c'è un documento dell'Onu che stabilisce che la Germania non deve pagare più niente come risarcimento danni per tali guerre. Almeno, non da quando nel 1992 ha finito di pagare alla Grancia il risarcimento danni stabilito nel 1919 per la Prima Guerra Mondiale. Così come non ci sarà la Germania che si compra la Grecia, con o senza euro. Anche perchè non saprebbe che farsene, probabilmente. 

Qualcuno potrebbe pensare che sto insistendo troppo sulle bufale. Ma è una cosa che mi brucia. Non solo perchè da giornalista, mi ripugna che circolino delle bufale, che sono la negazione del mio lavoro. Ma soprattutto perchè ai tempi del referendum sull'euro, nel 2015, mi sono speso per quanto possibile con commenti ed editoriali per smentire tutte le bufale che venivano diffuse. E ne ho ricavato solo tonnellate di insulti. Tutti gli ignoranti che diffondevano le bufale, di fronte alle mie critiche mi insultavano. Se il tempo fosse galantuomo, come pensa la gente, ora ci dovrebbe essere una sfilza lunghissima di persone davanti alla mia porta a chiedermi scusa col cappello in mano. Ma il tempo non è galantuomo. E non ripara i torti subiti, checchè ne dicano i proverbi. E quindi tutti quegli insulti presi allora mi rimangono sul gargarozzo, mentre chi tre anni fa raccontava bufale sulla Grecia, oggi racconta bufale sui migranti o su qualche altra cosa. Sempre pronto ad insultare chiunque gli sbandiera la verità sotto il naso. Tanto, cosa conta la verità? E' inutile. Meglio le bufale. Del resto in Italia M5S e Lega ci hanno vinto le elezioni grazie alle bufale..

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di Antonio Rispoli
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