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La vicenda Sallusti: continua la disinformazione contro i magistrati


La vicenda Sallusti: continua la disinformazione contro i magistrati
02/12/2012, 13:01

Sulla vicenda Sallusti ormai è difficile trovare un solo giornale o TG che racconti i fatti, per quelli che sono. C'è quella che non può essere definita che una difesa di casta, attiva 24 ore su 24. E, come contorno, insulti quotidiani ai magistrati che osano applicare la legge non contro il povero extracomunitario - che viene condannato magari senza prove e con un processo sommario - ma contro un colletto bianco. 
La critica che si sente più di frequente è che i magistrati se la sono presa con Sallusti, in quanto direttore di Libero e del Giornale, infliggendogli una sentenza esagerata. Ora, il Codice Penale dice che la diffamazione a mezzo stampa può essere sanzionata con una multa o con la galera fino a tre anni. E uno dei parametri da tenere presente è l'attitudine a commettere quel reato. Sallusti, prima di questa sentenza, aveva sette condanne già passate in giudicato per diffamazione (questa è l'ottava). Allora faccio una domanda: se un ladro viene condannato per l'ottava volta, nessuno si stupisce se il giudice lo condanna ad una pena elevatam perchè per un giornalista deve essere differente? Visto che finora le multe non sono servite ad evitare che Sallusti bloccasse gli articoli diffamatori, è chiaro che il Giudice può decidere per un aumento della pena. Sia perchè il fatto è oggettivamente grave, sia per i precedenti. Perchè l'articolo diffamatorio è uno dei punti oscuri della vicenda: nessuno si è soffermato ad esaminarlo. Si tratta di un articolo pieno di menzogne, oltre che diffamatorio. I fatti sono semplici: una ragazza di 13 anni è incinta e si rivolge alla madre per abortire. Poichè serve anche il consenso del padre, che è persona non affidabile, la madre si rivolge al giudice (anche questo è previsto dalla legge) che, nelle vesti di giudice tutelare, ha dato il suo consenso all'operazione. QUesti i fatti. Secondo l'articolo pubblicato su Libero, i genitori hanno costretto preso la ragazza di peso, si sono fatti firmare l'Ok dal giudice, poi hanno portato la ragazza dal ginecologo dove, a forza, è stata costretta a subire l'aborto. Come si vede, una versione assolutamente falsa e diffamatoria. 
Quindi, come si vede, la sentenza è giusta, nel rispetto della legge italiana e motivata. Ma allora perchè si sta facendo questo casino? Perchè Sallusti è Sallusti. Cioè è il direttore di giornali (adesso Il Giornale, prima Libero) che spesso creano campagne diffamatorie contro tizio e contro caio. Il tutto senza mai essere sanzionati. Anche perchè, se poi una volta ogni morte di Papa, scatta la sanzione dell'Ordine dei Giornalisti, si ripete la stessa manfrina, che vogliono silenziare il giornalista scomodo. Come è capitato con Vittorio Feltri, che pubblicò cose false per far intendere che Dino Boffo fosse gay (e come direttore dell'Avvenire, questo è altro che un problema) e farlo cacciare, per punirlo di aver criticato l'attività del governo Berlusconi. Scattò la sanzione di stop dall'attività giornalistica (il che mi pare il minimo) e tutti i giornali e le TV dicevano che non volevano permettergli di parlare. 
Allora vorrei capire: la galera no, non si può per Sallusti (per centinaia di altri giornalisti, condannati in passato, nessuno ha protestato. Chissà perchè); la sospensione dall'attività di giornalista nemnmeno, perchè è imbavagliare; la multa è inutile, perchè in questi casi è l'editore che paga le multe e quindi il giornalista non viene sanzionato direttamente. E quindi che rimane? I giudici che, quando un giornalista diffama, gli danno un buono per una cena in un ristorante di lusso? 
Perchè è questo il punto: tutti coloro che stanno prendendo le difese di Sallusti (da Repubblica al Corriuere, dal presidente della Fnsi alle redazioni dei TG nazionali) non offrono alternative. Dicono solo che va pagata una multa. Ma se Paolo Berlusconi o Carlo De Benedetti o Tronchetti Provera danno ordine ai rispettivi giornali e Tg di diffamare qualcuno, è chiaro che nell'accordo ci sono i soldi per pagare le multe e i risarcimenti danni che verranno. Quindi, che sanzione è? E' quella che si chiama "sanzione non effettiva", e che finisce con l'incentivare la diffamazione a mezzo stampa. 
In tutto questo, si aggiunge il corollario degli attacchi personali contro i magistrati. I quali vengono accusati, come al solito di essere toghe rosse, di essere contro la libertà di stampa, ecc. Purtroppo, chiunque scrive questo, dimostra di non conoscere la Costituzione (il che per un giornalista che tratta certo argomenti  è una pecca gravissima). Infatti l'articolo 21 permette a chiunque di esprimere le proprie opinioni, ma nell'ambito della legge. Io non posso una mattina litigare con uno al supermercato, poi tornare al lavoro e scrivere che la persona con cui ho litigato è un pedofilo. Esprimerò anche una mia opinione nell'ambito dell'articolo 21, ma è una opinione ingiuriosa e diffamatoria, se non ho le prove per sostenerla. E quindi è giusto che io venga condannato. 
Detto questo, resta un ultimo punto da esaminare: la superficialità con cui sono state esaminate le vicende di ieri. Alessandro Sallusti ha commesso un grave reato, che si chiama "evasione": era stato confinato in casa e poteva uscire solo dalle 10 alle 12; ed è stato beccato in strada alle 12.45. E' la stessa cosa che se fosse evaso dal carcere, con tanto di lenzuola annodate. Eppure viene trattata sui giornali e in TV come se fosse una bazzecola, una buffonata. Invece commettere un reato non è mai una buffonata. E' sempre indice di disprezzo verso lo Stato, verso i magistrati e verso i cittadini. Eppure, non c'è alcuna seria reprimenda sui giornali e nei TG contro il direttore del Giornale. Le uniche colpe di cui leggo sono dei magistrati, rei di far applicare la legge. 
Ma questa vicenda dimostra un'altra cosa: Silvio Berlusconi è nei sondaggi ai minimi termini, ma la maggioranza degli italiani è ancora berlusconiana. E cioè ignorante, egoista, priva di qualsiasi capacità di ragionare sulle cose e pronta solo a farsi fregare dalle menzogne che raccontano Tg e giornali.  

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di Antonio Rispoli
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